Cos’è la brachicardia e quando bisogna preoccuparsi?

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Brachicardia

Col termine bradicardia si indica un rallentamento della frequenza cardiaca rispetto alla media considerata normale per la fascia d’età. Per un adulto medio, così, si parla di bradicardia quando la frequenza scende sotto i sessanta battiti al minuto, mentre per un bambino appena nato, per esempio, una frequenza di 100bpm può essere valutata già come bradicardica e per un anziano la soglia considerata accettabile può scendere anche ai 50bpm. Anche lo stile di vita individuale deve essere considerato prima di allarmarsi di fronte a una diagnosi si bradicardia: molti atleti e individui allenati, infatti, presentano frequenze cardiache molto basse senza che a queste sia associata alcuna patologia.

Brachicardia: da cosa dipende e come curarla

Nonostante in alcuni casi possa essere considerata fisiologica, comunque, la bradicardia è manifestazione in genere di un problema al sistema elettrico del cuore. Nei casi più comuni si tratta di un’anomalia nel funzionamento del seno atriale, il meccanismo che regola il ritmo di carica e scarica della pompa cardiaca, ragione per cui si parla di bradicardia sinusale. In alcuni casi, invece, è implicata la mancata trasmissione dei segnali elettrici ai ventricoli e la bradicardia è in genere più grave. Tra le cause più comuni possono esserci, comunque, anche altre patologie a carico del cuore come infarti, degenerazioni del tessuto cardiaco, infezioni, endocarditi, miocarditi. Condizioni patologiche come l’ipercolesterolemia o l’ipertensione, cattive abitudini come il fumo e l’alcol o un eccessivo accumulo di stress sono registrate, poi, tra le possibili cause della bradicardia. E, in casi più rari, essa è associata anche a uso di droghe o farmaci come i beta-bloccanti e a patologie a carico del fegato come l’ittero.

Frequanza-cardiaca

Quanto ai sintomi, i più facili da rilevare in caso di bradicardia sono i secondari. Vertigini, difficoltà respiratorie, senso di stanchezza o confusione, dolore toracico, disturbi del sonno o della memoria sono, infatti, le spie più comuni di una frequenza cardiaca alterata. Perché la diagnosi sia completa, però, il paziente va sottoposto a elettrocardiogramma per rilevare l’attività elettrica del cuore, meglio se ripetuto sotto stress o per un periodo prolungato di tempo. Anche analisi del sangue mirate a escludere una condizione di ipotiroidismo o quantità eccessive di potassio, per esempio, possono essere utili a conoscere (e curare di conseguenza) possibili cause della bradicardia.

Il trattamento della bradicardia, del resto, non può prescindere dalla rilevazione delle cause a cui essa è connessa e dalla loro eventuale eliminazione. La terapia è normalmente di tipo farmacologico e mira a risolvere, appunto, le condizioni di ipercolesterolemia, disfunzioni tiroidee o le infezioni a carico del muscolo cardiaco che, si è visto, possono essere la causa della bradicardia. Nel caso, invece, in cui essa sia collegata all’uso di farmaci o droghe, la terapia va sospesa o adeguatamente rivista e la persona affetta da dipendenza sottoposta a specifici trattamenti. Chi soffre di brachicardia di origine nervosa dovrebbe provare, invece, ad allontanare le principali cause di stress. Nei casi più gravi, quando a essere coinvolte sono le funzionalità elettriche del cuore andrebbe preso in considerazione, infine, l’impianto di un pacemaker.

*Le informazioni in questo pagina sono da considerarsi a titolo informativo e non sostituiscono in nessun modo il consulto da parte di un medico. Le persone e le loro testimonianze che in alcuni articoli riportiamo parlano anche di risultati straordinari, essendo però le persone diverse tra loro, non si possono garantire per tutti gli stessi risultati. Ilmediconline.it non può essere ritenuto responsabile circa l’accuratezza, la completezza o le informazioni fornite: recensiamo prodotti di cui non siamo né i produttori né i fornitori diretti, in caso di problematiche sui prodotti recensiti sarà necessario contattare il produttore o il fornitore.

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