Coliche Renali: cause, sintomi e cosa fare per alleviare il dolore

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Coliche-renali

Le coliche renali sono dei dolori acuti e molto intensi, che si localizzano nella parte bassa della schiena e del fianco e che spesso compaiono all’improvviso, risultando davvero debilitanti. Secondo le classifiche dell’intensità del dolore, le coliche renali possono essere assimilate ai dolori che provano le donne durante il parto: possono quindi diventare insopportabili e per questo motivo è indispensabile trattarle con farmaci e terapie specifiche. 

Come vedremo tra poco, le coliche sono dovute quasi sempre alla presenza di calcoli renali: questi vengono in molti casi espulsi in modo naturale dal nostro organismo, ma quando non avviene potrebbe essere necessario un intervento chirurgico.

Coliche renali: cause e fattori di rischio

Calcoli-renaliCome abbiamo appena accennato, le coliche renali sono quasi sempre causate dalla presenza di calcoli: degli ammassi duri di cristalli che si formano all’interno dei reni e che possono spostarsi all’interno dell’apparato urinario. Se il calcolo ha dimensioni ridotte può essere espulso insieme all’urina, ma se diventa più grande di 5 mm può provocare il blocco dell’uretere e provocare i sintomi tipici ossia le coliche.

Le cause della formazione di calcoli all’interno dei reni sono ad oggi ancora oggetto di studio, ma possiamo affermare con una certa sicurezza che nella maggior parte dei casi queste formazioni sono dovute a fattori genetici ed ambientali, oltre che ad altre patologie.

Tra le possibili cause di calcoli e coliche renali troviamo quindi:

  • Predisposizione genetica;
  • Alimentazione, disidratazione e stile di vita;
  • Patologie a carico dei reni e delle vie urinarie.

Il fatto che questi disturbi siano aumentati esponenzialmente negli ultimi decenni e siano sempre più diffusi fa pensare che l’alimentazione svolga un ruolo determinante nella formazione di calcoli renali. Tuttavia, gli studiosi escludono che vi sia un alimento in particolare a determinare queste formazioni cristalline.

Tra i fattori di rischio più comuni, che possono portare a soffrire di coliche renali, troviamo i seguenti:

  • Livelli eccessivi di calcio nelle urine;
  • Alimentazione ricca di proteine, zucchero e sodio;
  • Fattori ereditai e predisposizione genetica;
  • Scarsa assunzione di acqua durante la giornata;
  • Assunzione di alcuni farmaci o integratori di calcio;
  • Patologie renali o urinarie.

I sintomi delle coliche renali: come riconoscerle

Le coliche renali sono il sintomo più evidente della presenza di calcoli nelle vie urinarie, ma quali sono le caratteristiche di questi dolori acuti e spesso fortissimi? Le coliche renali si possono riconoscere con una certa semplicità, soprattutto in base alla loro localizzazione. I sintomi più tipici sono i seguenti:

  • Dolore acuto, con crampi anche molto intensi;
  • Dolore localizzato sul fianco, nella parte bassa laterale della schiena o nel basso ventre;
  • Estensione del dolore, in alcuni casi, anche alla zona dell’inguine;
  • Presenza di sangue nelle urine;
  • Minzione frequente;
  • Bruciore durante la minzione;
  • Nausea e vomito.

Le coliche renali, in realtà, sono i crampi estremamente dolorosi che spesso e volentieri diventano debilitanti. Tutti gli altri sintomi che abbiamo descritto sono però collegati a questo sintomo e tendono a comparire se i calcoli sono di grandi dimensioni.

Coliche renali: cosa fare per alleviare il dolore

Le coliche renali, se non sono accompagnate da altri sintomi tipici dei calcoli come nausea, vomito, problemi di minzione e via dicendo, tendono spesso a scomparire da sole con l’espulsione del calcolo. Come infatti abbiamo detto, se questo rimane di dimensioni ridotte viene espulso naturalmente dall’organismo attraverso le urine e quando questo avviene anche tutti i sintomi collegati si risolvono spontaneamente.

Tuttavia, le coliche renali possono essere davvero dolorose tanto che vengono associate al parto: spesso è impossibile sopportarle e occorre intervenire con una terapia a base di antidolorifici in modo da calmare il dolore. Bisogna però ricordare che questi farmaci sono utili esclusivamente per alleviare il dolore delle coliche, ma da soli non risolvono sicuramente il problema alla base ossia il calcolo.

Per eliminare i calcoli renali, se sono di dimensioni ancora ridotte, basta bere molta acqua: questa semplicissima terapia è ancora oggi la più adottata e nel giro di qualche giorno dà esito positivo, riuscendo a determinare l’espulsione naturale del calcolo attraverso l’urina. In realtà, bere molta acqua aiuta anche a prevenire la formazione di questi problemi all’interno dei reni quindi è sempre raccomandato, specialmente a coloro che rischiano di andare incontro a recidive. I calcoli possono essere quindi curati e prevenuti con lo stesso semplicissimo metodo: l’assunzione di molto acqua.

Coliche renali: quando è necessario l’intervento

Come abbiamo già anticipato, se le coliche renali non danno alcun segno di miglioramento e sono sempre più frequenti possono diventare davvero debilitanti e sono indice di calcoli di dimensioni significative, che non riescono ad essere espulsi dall’organismo in modo naturale. In questi casi è possibile intervenire con l’operazione chirurgica, che però al giorno d’oggi viene considerata troppo invasiva.

Le moderne tecniche permettono di risolvere il problema in modo molto meno invasivo: la più utilizzata è la litotrissia extracorporea a onda d’urto, che provoca la rottura del calcolo in moltissimi frammenti, i quali possono essere espulsi attraverso l’urina. 

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