Coronarografia: preparazione, controindicazioni e rischi

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Coronarografia

La coronarografia, chiamata anche angiografia coronarica, è un esame diagnostico invasivo che viene effettuato per verificare la funzionalità cardiaca e la condizione dei vasi sanguigni. Si tratta di una procedura piuttosto pericolosa che richiede una preparazione specifica e viene effettuata mediante l’introduzione di un catetere all’interno dei vasi sanguigni. La coronarografia è un esame che viene effettuato solo quando strettamente necessario perchè come vedremo presenta delle controindicazioni e dei rischi da non sottovalutare.

Oggi è possibile anche sottoporsi ad una coronarografia non invasiva: la cosiddetta angio tac coronarica. Si tratta di una procedura di ultima generazione, che permette di evitare l’introduzione del catetere nei vasi sanguigni riducendo notevolmente i rischi per il paziente.

Coronarografia: cos’è e come viene effettuata

La coronarografia classica prevede l’introduzione di un catetere all’interno dei vasi sanguigni. Questo tubicino molto sottile rilascia un liquido di contrasto che permette di avere un’immagine chiara delle arterie e di diagnosticare eventuali patologie. La coronarografia può però anche avere fini diversi e per questo si distinguono due tipologie:

  • La coronarografia diagnostica permette di individuare, grazie al liquido di contrasto, eventuali problemi di ostruzione dei vasi sanguigni;
  • La coronarografia terapeutica invece, chiamata anche angioplastica, prevede l’utilizzo di stent appositi e ha l’obiettivo di liberare le coronarie ostruite. Ha quindi fini curativi.

Questo esame diagnostico viene effettuato inserendo un catetere molto sottile in un’arteria periferica (che può essere la femorale, la radiale, la brachiale o l’ascellare). Il paziente viene fatto stendere su un lettino che emette raggi X e il medico può vedere l’immagine a video. Il catetere viene sospinto lentamente e con molta delicatezza fino alla radice dell’aorta e a questo punto viene iniettato il mezzo di contrasto nelle coronarie.

Preparazione e cose da sapere

La coronarografia viene effettuata in regime di ricovero e prevede un digiuno di almeno 8 ore prima dell’esame. Il paziente viene depilato in corrpispondenza del punto d’ingresso, che come abbiamo visto può essere l’inguine (arteria femorale), il polso (arteria radiale), sotto al gomito (arteria brachiale) o sotto all’ascella (arteria ascellare).

Prima di programmare una coronarografia, il medico sottopone il paziente ad una serie di domande sulla sua storia clinica passata, su eventuali allergie e via dicendo. Si tratta di un esame piuttosto rischioso quindi non deve essere sottovalutato nessun aspetto.

Solitamente è prevista l’anestesia locale, che consente al paziente di non avvertire dolore al momento dell’introduzione del liquido di contrasto. Nella maggior parte dei casi, viene avvertita solamente una sensazione di calore.

La coronarografia è pericolosa? Rischi e controindicazioni

Come abbiamo già accennato, la coronarografia è un esame da non sottovalutare perchè risulta invasivo e può comportare dei rischi anche potenzialmente fatali. Bisogna però dire che questa eventualità è davvero rarissima: oggi con le moderne tecniche e macchinari i pericoli e le complicazioni sono davvero minimi. Non esistono controindicazioni per questo esame, però alcuni pazienti potrebbero risultare maggiormente a rischio e in questi casi è opportuno adottare qualche precauzione in più:

  • Pazienti allergici al mezzo di contrasto;
  • Pazienti affetti da insufficienza renale;
  • Pazienti affetti da anemia grave;
  • Pazienti affetti da aritmie cardiache gravi;
  • Pazienti affetti da ipertensione non trattata e grave;
  • Pazienti con squilibri elettrolitici;
  • Pazienti con sanguinamento intestinale in corso;
  • Pazienti affetti da patologie della coagulazione.

In questi casi l’esame può essere comunque effettuato, ma solo dopo aver somministrato degli appositi farmaci. Senza dubbio questi pazienti risultano più esposti al rischio di complicazioni. Ricordiamo in tutti i casi che al giorno d’oggi la coronarografia non risulta più rischiosa come un tempo: vengono impiegati strumenti di ultima generazione e la tecnica è stata perfezionata sempre di più. E’ comunque importante che ad effettuare l’esame sia personale altamente qualificato, perchè in questo caso l’esperienza del medico è fondamentale.

Coronarografia non invasiva: ANGIO TAC coronarica

Angio-tacCome abbiamo anticipato, esiste anche una coronarografia non invasiva, che è stata messa a punto negli ultimi anni e che permette di effettuare l’esame con meno rischi e pericoli. L’Angio Tac coronarica è un’indagine radiologica assolutamente non invasiva, che prevede l’introduzione del mezzo di contrasto direttamente dalla vena del braccio. Ha una durata di soli 10 secondi, durante i quali il paziente deve mantenere l’apnea e quindi non può respirare.

Dopo l’esame il paziente può tornare subito a casa senza la necessità di ricovero e senza dover rispettare un periodo di riposo o convalescenza. Anche l’angio tac coronarica prevede una preparazione minima: il paziente deve essere a digiuno anche in questo caso, da almeno 8 ore.

L’angio tac coronarica è un’esame sicuramente molto più sicuro, ma viene effettuato con strumentazioni specifiche che non si possono trovare in tutte le strutture ospedaliere. I costi sono anche maggiori, proprio per questo motivo. Non sempre quindi è possibile effettuare la coronarografia non invasiva, ma sapere che esiste è comunque importante, specialmente per quei pazienti che presentano fattori di rischio elevati.

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