Ferritina Bassa: a cosa è dovuta, quando preoccuparsi e cosa mangiare

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Se le analisi del sangue evidenziano ferritina bassa, significa che ci troviamo di fronte ad un’evidente carenza di ferro. Le cause possono essere di varia natura: in alcuni casi questa condizione è determinata da una patologia, in altri da una carenza nutrizionale che si può colmare con una semplice dieta specifica. Le donne in gravidanza presentano spesso una ferritina bassa: questo perchè il feto necessita di un determinato apporto di ferro che viene naturalmente ceduto dalla madre. Quando la ferritina è bassa, i sintomi possono essere di vario tipo ma è bene sottolineare che solo mediante le analisi del sangue è possibile diagnosticare con certezza questa condizione. In alcuni pazienti, infatti, questa carenza è del tutto asintomatica (almeno nelle fasi iniziali).

Ferritina bassa: quali sono le cause?

Come abbiamo anticipato, le cause che possono determinare dei livelli bassi di ferritina nel sangue possono essere diverse e di varia natura. E’ sempre però importante indagarle approfonditamente, in modo da poter intervenire con la giusta terapia e ristabilire dei valori nella norma. Tra le cause principali che possono determinare quantità basse di ferritina nel sangue troviamo le seguenti:

  • Patologie (ulcera gastroduodenale, reflusso gastroesofageo, gastroenterite, diarrea);
  • Condizione di forte malnutrizione;
  • Ciclo mestruale abbondante e/o emorragie;
  • Dieta scorretta (con poco apporto di ferro e abuso di caffè/tè);
  • Gravidanza.

I sintomi della ferritina bassa: come accorgersene

Come abbiamo detto, non tutti i pazienti che hanno ferritina bassa segnalano sintomi specifici, perchè in alcuni casi questa condizione può essere del tutto asintomatica. Anche quando presenti, i sintomi iniziali sono piuttosto difficili da riconoscere perchè sempre piuttosto lievi e potenzialmente ascrivibili a molte altre patologie. I primi sintomi che possono comparire sono i seguenti:

  • Senso di spossatezza e stanchezza;
  • Leggeri dolori alle ossa, ai muscoli e alle articolazioni;
  • Sensazione di freddo;
  • Diminuzione della forza muscolare;
  • Difficoltà a concentrarsi;
  • Calo della libido sessuale;
  • Pallore;
  • Palpitazioni e aritmie cardiache;
  • Irascibilità.

Come è evidente, da questi sintomi non si può certo trarre una diagnosi certa di carenza di ferritina ed è per questo che occorre fare gli esami del sangue. Se la situazione peggiora, provocando altre patologie o disturbi dovuti proprio alla carenza di ferro, i sintomi diventano più evidenti:

  • Stanchezza e spossatezza croniche;
  • Mal di testa frequente;
  • Pallore generale;
  • Respiro affannoso;
  • Ulcere sulla lingua o sul palato;
  • Perdita di coscienza improvvisa e vertigini;
  • Aritmie cardiache;
  • Splenomegalia.

Ferritina bassa: i valori normali

Per parlare di ferritina bassa bisogna fare riferimento ai valori delle analisi, ma è bene precisare che questi possono risultare diversi a seconda dell’età. I valori normali infatti non sono validi a livello generale, ma devono essere sempre considerati a seconda del sesso e dell’età anagrafica del paziente.

Questi sono i valori considerati normali i bambini, donne e uomini:

  • Neonati e bambini fino ad 1 anno di età: tra 25 e 85 mcg/L
  • Bambini da 1 a 10 anni: tra 25 e 55 mcg/L
  • Ragazzi da 10 a 20 anni: tra 20 e 100 mcg/L
  • Ragazze da 10 a 20 anni: tra 10 e 40 mcg/L
  • Uomini da 20 a 50 anni: tra 20 e 300 mcg/L
  • Donne da 20 a 50 anni: tra 15 e 100 mcg/L
  • Uomini e donne oltre i 50 anni: tra 20 e 300 mcg/L

Ferritina bassa in gravidanza

Come abbiamo già accennato, la ferritina bassa è una condizione che si riscontra di frequente nelle donne in gravidanza. Questo perchè il feto necessita di un apporto di ferro e quindi la madre si ritrova a cedere parte delle sue riserve, che naturalmente devono essere reintegrate. Una carenza di ferritina durante la gestazione può essere pericolosa per il bambino, quindi deve essere sicuramente trattata. 

In caso contrario, può accadere che il nascituro non si sviluppi completamente, che non riceva la giusta ossigenazione ma anche che risulti più piccolo del dovuto. Non c’è comunque da preoccuparsi: la ferritina viene sempre tenuta sotto controllo nel periodo della gravidanza e qualora dovesse essere evidenziata una carenza la si può integrare con facilità e senza ulteriori rischi.

Terapie e alimentazione per ristabilire i livelli normali

FegatoSe la ferritina bassa dipende da cause patologiche, l’unica modalità d’intervento prevede la cura della malattia che sta alla base di questo sintomo. Se però la carenza di ferro è dovuta a fattori che non hanno a che fare con patologie specifiche (carenze nutrizionali, gravidanza, ecc.) allora non occorrono farmaci ma basta seguire una dieta bilanciata e specifica, che permetta di rintrodurre questo nutriente nell’organismo nei giusti quantitativi. Se questa non dovesse essere sufficiente, il medico può prescrivere al massimo degli integratori.

Ferritina bassa: cosa mangiare?

Sono diversi gli alimenti che contengono ferro e basta inserire questi nella propria dieta per aumentare i livelli di ferritina nel sangue. I cibi più ricchi in assoluto di ferro sono i seguenti:

  • Fegato (specialmente di maiale);
  • Tacchino;
  • Uova (soprattutto il tuorlo);
  • Lievito di birra;
  • Farina d’avena;
  • Cacao amaro;
  • Fagioli e ceci;
  • Seppie, calamari e vongole;
  • Albicocche;
  • Mandorle.

Se anche introducendo questi alimenti nella propria dieta non si notano miglioramenti, allora è opportuno ricorrere ad un integratore ma è sempre meglio chiedere consiglio al proprio medico.

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