Gravidanza Extrauterina: sintomi iniziali, intervento e conseguenze

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La gravidanza extrauterina si verifica quando l’embrione fecondato, anzichè impiantarsi nell’utero si impianta in una delle tube di Falloppio. Si tratta di un’evenienza sempre più frequente, che ad oggi riguarda il 2% dei casi di gravidanze, e che deve essere riconosciuta il prima possibile. Una gravidanza extrauterina trascurata, infatti, può avere delle conseguenze molto pericolose anche per la donna che può andare incontro ad emorragie e addirittura alla morte. 

Per la donna, scoprire di avere una gravidanza extrauterina può essere davvero molto traumatico: la diagnosi in alcuni casi arriva tardi, quando ormai ci si era preparate all’idea del parto e questo naturalmente crea un disagio e una sofferenza anche molto profonda. La gravidanza ectopica può essere del tutto asintomatica ma nella maggior parte dei casi ci sono dei campanelli d’allarme che permettono di comprendere il problema. 

Gravidanza extrauterina: di cosa si tratta?

Gravidanza-extrauterinaQuando si parla di gravidanza extrauterina ci si riferisce ad una gravidanza che non può mai essere portata avanti e richiede un intervento chirurgico. Normalmente, quando avviene il concepimento, lo spermatozoo feconda l’ovulo all’interno della tuba. Successivamente, l’embrione attraversa la tuba e nell’arco di 7-10 giorni raggiunge l’utero all’interno del quale si impianta e si sviluppa.

In caso di gravidanza extrauterina, l’embrione non raggiunge l’utero e si impianta direttamente nella tuba. Questa non è in grado di sopportarne la crescita e quindi inizia gradualmente a lacerarsi provocando emorragie più o meno gravi.

La gravidanza extrauterina è la forma più diffusa di gravidanza ectopica (che avviene cioè al di fuori dell’utero): riguarda il 90% dei casi circa, mentre il restante 10% può avvenire nell’addome o nel collo dell’utero.

Gravidanza extrauterina: cause e fattori di rischio

Le cause che determinano questo tipo di disturbo non sono sempre chiare, ma nella maggior parte dei casi la gravidanza extrauterina è determinata da disturbi preesistenti nelle tube di Falloppio. Determinate malattie sessualmente trasmissibili o altre patologie, l’assunzione di alcuni farmaci o di contraccettivi come la spirale possono essere dei fattori di rischio che determinano la gravidanza extrauterina.

Le persone che quindi rischiano maggiormente di andare incontro a questo tipo di disturbo sono le seguenti:

  • Donne con infiammazioni pelviche causate da malattie sessualmente trasmissibili (come la clamidia o la gonorrea);
  • Donne che hanno subito interventi alle tube;
  • Donne che si sono sottoposte a fecondazione assistita;
  • Donne che hanno già subito in passato una gravidanza extrauterina;
  • Donne che hanno utilizzato la spirale;
  • Fumatrici;
  • Donne con età superiore ai 35-40 anni.

I sintomi: come riconoscere la gravidanza extrauterina

In alcuni casi i sintomi tipici di questo disturbo compaiono tardi: non esistono quindi sintomi iniziali che possono far scattare l’allarme o il dubbio che qualcosa non stia andando nel modo giusto. Bisogna anche precisare che non tutte le donne manifestano problemi: fino a quando non fanno un controllo di routine sono convinte che la gravidanza proceda bene. Nella maggior parte dei casi, comunque, tra la quarta e l’undicesima settimana iniziano a comparire i sintomi tipici della gravidanza extrauterina ossia:

  • Dolore addominale, che può essere localizzato anche solo da una parte;
  • Sanguinamento vaginale, solitamente acquoso e molto scuro;
  • Fastidio o dolore alla spalla;
  • Fastidio o dolore durante la minzione o in presenza di movimenti intestinali.

Questi sintomi, bisogna precisare, potrebbero essere riconducibili anche ad altri disturbi. Non devono essere quindi presi come un segno evidente ed inequivocabile di gravidanza extrauterina ma senza dubbio devono essere segnalati al proprio medico, in modo che vengano fatti tutti gli accertamenti del caso.

Intervento chirurgico e operazione

In caso di diagnosi certa di questo disturbo, è importante intervenire con la massima urgenza: come infatti abbiamo anticipato il rischio è che la tuba si laceri mano a mano che l’embrione cresce, provocando emorragie potenzialmente mortali. L’unica cosa che si può fare in questi casi è l’intervento chirurgico: a seconda della gravità della situazione si può decidere se rimuovere interamente la tuba o solamente una parte. L’operazione oggi viene praticata quasi sempre (o almeno quando possibile) mediante laparoscopia, quindi la cicatrice è quasi invisibile. Solo in pochissimi casi è possibile evitare l’intervento chirurgico e risolvere il problema mediante farmaci specifici.

Gravidanza extrauterina: quali sono le conseguenze?

La maggior parte delle donne, superato il trauma iniziale, si pongono una sola domanda: quali sono le conseguenze dell’intervento? Potrò rimanere nuovamente incinta? L’idea di affrontare un’operazione chirurgica in cui viene rimossa una tuba spaventa, e non poco! Fortunatamente però, l’intervento non comporta alcun problema a livello di fertilità: una donna che ha subito una gravidanza extrauterina può rimanere nuovamente incinta e portare a termine una gravidanza del tutto normale. Di solito bisogna aspettare dai 3 ai 6 mesi dalla data dell’intervento, ma questo non pregiudica di certo la possibilità di avere una gravidanza tranquilla e partorire un figlio completamente sano. A livello statistico, le donne che hanno subito un intervento di questo tipo riescono a rimanere incinte dopo circa 2 anni dall’operazione ma esistono casi di concepimenti avvenuti molto prima.

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