Risonanza Magnetica: come funziona, cosa vede e quali sono gli effetti collaterali

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La risonanza magnetica è un esame diagnostico sempre più diffuso, che ha conosciuto una notevole fortuna negli ultimi decenni. I suoi vantaggi sono diversi: permette infatti di indagare l’interno del corpo senza dover effettuare operazioni chirurgiche ed i suoi effetti collaterali sono pressoché inesistenti. Le controindicazioni della risonanza magnetica esistono, ma solo per pochi casi specifici: tutti gli altri pazienti possono sottoporsi a questa indagine diagnostica senza alcun problema. L’unico limite della risonanza rimane ad oggi il costo: l’apparecchiatura impiegata richiede infatti una costante manutenzione ed è altamente tecnologica. I suoi costi non sono certo esigui, e questo va a pesare anche sulle nostre tasche perchè una risonanza magnetica si paga a caro prezzo. 

Risonanza magnetica: come funziona?

Risonanza-magneticaPer comprendere il funzionamento della risonanza magnetica bisognerebbe essere degli esperti di fisica quantistica, quindi non ci dilungheremo sui meccanismi alla base di questi complessi processi tecnologici. Per semplificare al massimo e rendere l’idea di come funziona questo esame diagnostico possiamo dire che la risonanza impiega un potente magnete ed un generatore di onde radio. Attraverso questi due elementi è possibile ricreare una mappa tridimensionale delle strutture anatomiche interne, analizzandone anche lo stato di idratazione. In sostanza quindi la risonanza magnetica permette di visualizzare l’interno del nostro corpo attraverso una tecnologia molto sofisticata. 

A cosa serve e cosa vede la risonanza magnetica?

Questo esame diagnostico è in grado, come abbiamo appena accennato, di fornire un’immagine dettagliata dell’interno del nostro corpo. Ma quali elementi è in grado di vedere il medico attraverso la risonanza? Come sappiamo, esistono diversi tipi di esami diagnostici non invasivi come i raggi x ad esempio. Questi però permettono di esaminare lo stato delle ossa ed evidenziare eventuali fratture o distorsioni. La risonanza magnetica invece è molto più dettagliata ed è per questo che trova applicazione in diversi ambiti clinici.

Attraverso questo esame diagnostico è possibile analizzare sia lo scheletro che le articolazioni che lo stato degli organi interni. Viene quindi impiegata largamente non solo in ambito traumatologico (in caso di problemi a legamenti, muscolatura o articolazioni) ma anche in ambito oncologico. Grazie alla risonanza è infatti possibile riscontrare la presenza di forme tumorali e seguirne l’andamento e la risposta alle varie terapie.

Come si fa la risonanza magnetica?

Risonanza-magneticaPer effettuare la risonanza magnetica, il paziente viene fatto stendere su un lettino, il quale scorre all’interno di un macchinario e si ferma in corrispondenza dei poli magnetici. In sostanza il paziente si ritrova sdraiato all’interno di un tunnel completamente chiuso ai lati e questo potrebbe provocare dei problemi a coloro che soffrono di claustrofobia. Sono diversi i pazienti che non riescono a portare a termine l’esame diagnostico perchè avvertono una sensazione di soffocamento: lo spazio interno è ridotto e bisogna rilassarsi completamente per non avere problemi. Va specificato che all’interno del tunnel il paziente ha a disposizione un microfono ed un campanello per segnalare eventuali malori o problemi durante l’esame ed il personale medico è sempre presente.

La risonanza ha una durata che può andare dai 20 ai 30 minuti: non è proprio brevissima ed è per questo che spesso può creare problemi ai soggetti più sensibili. Non è assolutamente dolorosa e non richiede una preparazione specifica. Tuttavia, chi soffre di claustrofobia potrebbe trovarsi in serie difficoltà ma fortunatamente esistono oggi dei macchinari più moderni che risultano aperti e consentono un maggior circolo di aria. Va anche detto che dipende tutto dalla zona che si deve esplorare: in caso di risonanza al ginocchio, ad esempio, il tronco e la testa rimangono fuori dal macchinario e quindi non si presentano quasi mai problemi per il paziente.

Controindicazioni ed effetti collaterali

La risonanza magnetica è un esame diagnostico assolutamente sicuro ed innocuo per il nostro organismo, perchè non prevede l’emissione di radiazioni ionizzanti. E’ quindi molto più sicura dei classici raggi x. Tuttavia, ci sono alcuni pazienti che non possono sottoporsi a risonanza magnetica perchè il magnetismo potrebbe interferire con eventuali dispositivi medici introdotti nel corpo.

La risonanza magnetica è controindicata quindi esclusivamente nei pazienti che hanno subito interventi chirurgici e portano all’interno del corpo delle apparecchiature metalliche o elementi che potrebbero interferire con l’apparecchiatura. Non possono sottoporsi a questo esame, ad esempio:

  • I portatori di pacemaker cardiaco;
  • I portatori di neurostimolatori;
  • I portatori di protesi, chiodi o viti.

Specifichiamo però che le recenti metodologie di intervento chirurgico impiegano materiali che non interferiscono con le onde elettromagnetiche e che quindi non creano alcun tipo di problema durante questo esame. E’ quindi sempre bene appurare con il medico la possibilità o meno di effettuare la risonanza.

Per quanto riguarda le donne in stato di gravidanza, la risonanza magnetica non è controindicata perchè risulta del tutto innocua e sicura anche per il feto. Nel dubbio e a scopo puramente preventivo, comunque, si consiglia di evitare di sottoporsi a questo tipo di esame nelle prime 12 settimane di gravidanza, se non strettamente necessario.

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