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Neurologo Roma: chi è, cosa fa e perché tutti ambiscono a fare il neurologo

Una specializzazione in neurologia è oggi molto ambita tra i giovani che si iscrivono e che riescono a completare una laurea in medicina. Parte del fascino della professione dipende, forse, dalla delicata materia che un neurologo si trova a trattare ogni giorno: il sistema nervoso, con tutti i segreti e la complessità delle sue strutture che permangono nonostante gli importanti studi e i numerosi progressi che sono stati fatti negli anni nel campo.

Alla domanda chi è e cosa fa un neurologo, insomma, la risposta più semplice è che si tratta di un medico internista specializzato, appunto, nelle patologie a carico del sistema nervoso, sia centrale sia periferico. Di cosa si occupa, in altre parole, un neurologo? Di cervello, midollo spinale, nervi, muscoli e tutti gli eventuali deficit a carico di queste strutture, che ne compromettono il funzionamento e che possono creare, più in generale, ingenti danni anche al resto dell’organismo.

Neurologo Roma, quando rivolgersi a un neurologo: vademecum di segni e sintomi

Vista l’alta specializzazione, comunque, una visita neurologica non può certo essere annoverata tra quelle visite di routine che chiunque dovrebbe svolgere periodicamente. A un neurologo ci si rivolge solo nel caso in cui insorgano disturbi specifici riconducibili appunto a danni al sistema nervoso (di qualunque tipo e di qualunque eziologia, congenita, acquisita o traumatica, essi siano) e quasi sempre, soprattutto, su indirizzo di altre figure mediche.

Tra le patologie normalmente trattate da un neurologo ci sono le infezioni a carico del sistema nervoso (come le encefaliti, le meningiti, gli ascessi cerebrali), condizioni patologiche come l’epilessia, danni e patologie del midollo spinale comprese quelle di natura autoimmune, malattie degenerative come l’Alzheimer a qualunque loro stadio, eccetera. Anche problemi più comuni e decisamente meno gravi come le emicranie ricorrenti potrebbero richiedere la visita da un neurologo, anche solo in via del tutto precauzionale e per escludere problemi di altra entità e di maggiore gravità. Altri campanelli d’allarme che dovrebbero far pensare alla necessità di un consulto neurologico sono poi tremori, problemi di coordinazione, sensi alterati o formicolii diffusi.

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