Stafilococco, i sintomi del contagio e le precauzioni

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Lo stafilococco aureo è un batterio che può arrivare a provocare nell’uomo infezioni anche molto serie, sia negli adulti che nei bambini.

In natura, questo batterio vive tranquillamente in alcune parti del corpo umano, e in particolare nelle mucose della bocca, del naso e della gola, senza provocare sintomi o fastidi.

Può accadere però che il batterio diventi più aggressivo del normale e, magari in un periodo di scarse difese immunitarie, provochi una malattia infettiva più o meno grave, diffondendosi poi attraverso il contagio. Esistono almeno una trentina di stafilococchi che possono infettare l’organismo umano, ma la maggior parte delle infezioni più diffuse riguardano lo stafilococco aureo, normalmente presente nella pelle e nelle mucose umane senza provocare alcuna malattia.

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Come avviene il contagio dello staffilococco

Il batterio si propaga da una persona all’altra in maniera diretta, attraverso la saliva o il muco, o indiretta, magari toccando alimenti e oggetti non puliti e diffondendo il contagio attraverso le mani. In base alle parti del corpo colpite dal batterio si manifesteranno i sintomi: può trattarsi della mucosa orale, con l’insorgere di conseguenti tonsilliti e faringiti, ma anche della pelle, delle ossa, del sistema nervoso centrale, dei muscoli e delle vie urinarie, con sintomi e decorso differenti in relazione agli organi coinvolti nell’infezione.

I sintomi prevalenti dell’infezione da stafilococco

Oltre al semplice mal di gola, in caso di infezione della pelle, lo stafilococco provoca la formazione di pustole e vesciche unite all’ingrossamento dei linfonodi; se l’infezione colpisce l’apparato gastrointestinale compariranno crampi addominali, diarrea e vomito, vale a dire i caratteristici sintomi delle intossicazioni alimentari; non è raro che lo stafilococco provochi anche cistiti, infiammazioni delle vie urinarie e mastiti nelle donne che allattano al seno.

In ogni caso, per liberarsi dall’infezione è necessario ricorrere agli antibiotici, ma è importantissimo mantenere un’igiene scrupolosa e lavare accuratamente le mani. Una forma di infezione da stafilococco molto grave riguarda le donne che utilizzano il tampone durante le mestruazioni: si raccomanda di sostituirlo spesso, poiché potrebbe divenire una pericolosissima fonte di infezioni e di contagio.

Regole di igiene per prevenire il contagio

Un’attenzione particolare deve essere riservata agli alimenti, non solo lavando le mani con cura, ma prestando attenzione a disinfettare frutta e verdura, specialmente se consumate crude, a cuocere sempre alla perfezione la carne e le uova, e ad osservare l’igiene intima e personale con estrema accuratezza.

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Principali fattori di rischio

Alcuni soggetti sono particolarmente predisposti ad essere colpiti dalle infezioni da stafilococco, tra cui chi soffre di diabete, malattie ematiche e neoplasie, di patologie croniche di bronchi e polmoni e di infezioni cutanee croniche, ma anche i neonati, le mamme che allattano al seno, chi ha subito un trapianto, i portatori di protesi e cateteri. Possono essere colpiti dalle infezioni da stafilococco con maggiore facilità anche i soggetti sottoposti a terapie con corticosteroidi, radioterapie, chemioterapie e cure a base di immunodepressori.

Alcune patologie causate dallo stafilococco

Le infezioni cutanee più frequenti delle quali è responsabile lo stafilococco sono piodermiti, follicoliti, impetigine e foruncoli; una patologia piuttosto grave è l’endocardite infettiva, che può colpire soprattutto i soggetti ai quali è stata impiantata una valvola artificiale e i tossicodipendenti che fanno uso di sostanze iniettate per endovena. Specialmente nei bambini può verificarsi l’osteomielite, che provoca dolori alle ossa, febbre e rigonfiamenti.

Talvolta alcuni ceppi di stafilococco sono coinvolti nelle forme di shock settico e in un’infezione della pelle nota come sindrome della cute pseudo ustionata, che causa il distacco di ampie zone di epidermide, similmente a quanto avviene nelle ustioni. La mastite puerperale è un’infiammazione della ghiandola mammaria tipica dell’allattamento, che in seguito può provocare altri problemi infiammatori al seno. L’enterocolite da stafilococco è molto rara, e può verificarsi nei soggetti che abbiano subito di recente un intervento chirurgico addominale, provocando i sintomi di un’occlusione intestinale, con dolori, diarrea e calo della pressione.

Le intossicazioni alimentari provocate dallo stafilococco si manifestano quasi immediatamente dopo l’ingestione dei cibi contaminati, e specialmente nel latte crudo appena munto e non sottoposto a bollitura. Lo stafilococco può svilupparsi anche in prodotti alimentari contenenti alte percentuali di sale, come le carni conservate, i salumi e i prodotti essiccati, oltre che in pesce e uova.

Cure e rimedi

Il problema principale delle infezioni da stafilococco è la sua capacità di resistere agli antibiotici, dovuta probabilmente ad un utilizzo esagerato di questi prodotti avvenuto negli ultimi anni. Prima di stabilire la cura è quindi necessario effettuare un antibiogramma, per valutare la sensibilità ai diversi preparati: gli antibiotici di ultima generazione sono stati sintetizzati per garantire una maggiore efficacia nei confronti degli stafilococchi.

L’igiene è importantissima per non diffondere il contagio: si consiglia di lavare sempre le mani, evitando di toccare cibi e oggetti personali senza precauzioni, utilizzando preferibilmente un prodotto antisettico apposito, che possa garantire un’igiene perfetta.

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