Otosclerosi: trattamento chilurgico

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Otosclerosi

L’ otosclerosi è una malattia genetica che colpisce la staffa, uno degli ossicini situati all’interno dell’orecchio medio. Si tratta di una patologia con carattere ereditario, che causa, in un tempo variabile comunque abbastanza lungo, un’ossificazione anomala ed eccessiva della platina della staffa: le conseguenze sono la rigidità della staffa stessa e l’impossibilità nel trasmettere le vibrazioni verso la coclea e verso i liquidi contenuti nel labirinto, e quindi a percepire i suoni. Di solito l’oterosclerosi riguarda entrambe le orecchie, ed è più frequente nei soggetti di sesso femminile, anche se le cause sono tuttora ignote. Possono verificarsi, sia pure molto raramente, fenomeni di otosclerosi anche nella coclea o in altre sezioni ossee dell’orecchio medio.

Sintomatologia e diagnosi

Il sintomo più evidente di questa patologia è la graduale perdita di udito. L’otosclerosi porta ad un’ipoacusia progressiva, lenta e talvolta con periodi di stabilità, che in alcuni casi può evolversi in sordità grave o totale, in relazione allo stadio della malattia stessa: generalmente si va da un’ipoacusia moderata, fino allo stadio 4, con sordità grave e compromissione della funzione cocleare. Spesso, alla perdita di udito si associa la percezione di acufeni, i caratteristici ronzii e fischi che si avvertono all’interno dell’orecchio, e che molte volte costituiscono il primo sintomo della malattia, mentre più rara è la comparsa di vertigini e sensazioni di instabilità. Per diagnosticare l’otosclerosi, il medico specialista provvede ad effettuare un esame audiometrico tonale, a conferma della condizione di ipoacusia, e un test impedenzometrico, il cui fine è quello di valutare un riflesso specifico all’interno dell’orecchio, che avviene in caso di suoni troppo intensi. Attraverso questi test, è possibile arrivare ad una diagnosi precoce della malattia, e valutare un eventuale intervento chirurgico. Il decorso della patologia è comunque molto lento, e talvolta pare aggravarsi in corrispondenza di fluttuazioni ormonali estrogeniche, dovute ad esempio alla gravidanza, all’allattamento e all’assunzione di contraccettivi.

Otosclerosi-paziente

Trattamento chirurgico dell’otosclerosi

Per l’otosclerosi non esistono terapie mediche o farmaci utili: l’unico rimedio è costituito unicamente dall’intervento chirurgico, attuabile prima che la malattia raggiunga uno stadio troppo avanzato. La tecnica di intervento più utilizzata è la stapedotomia: questo intervento non consiste nella rimozione completa della staffa, ma nel praticare un foro nella platina, inserendo al suo interno una piccola protesi di materiale idoneo, la cui funzione è quella di trasmettere all’orecchio interno le vibrazioni che la catena degli ossicini genera captando i segnali acustici. In alcuni casi, talvolta prima dell’intervento chirurgico, viene somministrata una terapia costituita in prevalenza da calcio e vitamina D. Soprattutto se la malattia si è già sviluppata fino ad uno stadio avanzato, non è detto che l’intervento chirurgico abbia successo: in questo caso, il trattamento ideale consiste nell’applicazione di una comune protesi acustica esterna. Per quanto si tratti di un intervento complesso, non necessita di tempi di recupero prolungati, ma di alcune precauzioni successive ad esso: soprattutto da parte di chi viaggia spesso in aereo, pratica sport subacquei o si trova in altre situazioni che determinano un notevole aumento della pressione, poiché il rischio può essere quello di danneggiare la protesi interna.



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