Quello che c’è da sapere sulla malattia di Dupuytren

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Il morbo di Dupuytren è una patologia che si sviluppa a carico della mano, provocando la formazione di noduli sul palmo e la contrattura permanente di una o più dita. La malattia di Dupuytren può colpire entrambe le mani, e coinvolgere qualsiasi dito, i noduli sono di consistenza rigida, costituiti da tessuto connettivo e collagene: si tratta di formazioni simili ad un tumore di origine benigna: sono totalmente innocue ma molto fastidiose per chi ne soffre.

Cause e caratteristiche

La malattia di Dupuytren si sviluppa in prevalenza dopo i 50 / 60 anni, e pare essere più frequente nell’Europa del Nord, probabilmente a causa di un fattore genetico. A causare la flessione delle dita è l’ispessimento della fascia palmare, una fascia elastica sottocutanea che ricopre i muscoli del palmo della mano, e che gradualmente perde di elasticità, si accorcia e genera i caratteristici noduli. Le cause di questo disturbo non sono ancora note, anche se sembrerebbe esserci all’origine, una predisposizione genetica. Infatti, è abbastanza frequente che a soffrire della malattia siano persone della stessa famiglia. Tuttavia, altri fattori sembrano favorire l’insorgere del morbo di Dupuytren, tra cui il diabete, l’assunzione di farmaci anticonvulsivanti, il fumo, l’alcol e avere subito eventi traumatici alla mano o al polso.

Sintomatologia

Il sintomo più evidente del morbo di Dupuytren è proprio la comparsa di uno o più noduli sul palmo della mano, che possono raggiungere anche il diametro di un centimetro, associata alla flessione permanente delle dita verso l’interno, dovuta alla presenza dei noduli stessi, che accorciano i tendini e li tirano verso il palmo. A questi sintomi si associano dolore, prurito e difficoltà ad afferrare gli oggetti. Le dita più colpite sono l’anulare e il mignolo, ma il disturbo può riguardare tutte le dita di entrambe le mani. Il fenomeno di ispessimento, visibile e riconoscibile al tatto, è dovuto ad un’eccessiva produzione di collagene, con un processo che può impiegare alcuni anni, fino al momento in cui il paziente non è più in grado di raddrizzare le dita. Ad uno stadio avanzato, il morbo di Dupuytren impedisce di impugnare oggetti comuni come le posate, di suonare uno strumento, di guidare, di nuotare e di svolgere alcune attività sportive e manuali.

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Terapie e trattamenti

Ai primi segni di ispessimento è bene rivolgersi ad un medico specialista. Dopo avere diagnosticata la malattia, il medico sarà in grado di valutare le possibilità di peggioramento e l’eventuale necessità di ricorrere ad un intervento chirurgico o ad altre cure, come la radioterapia e le iniezioni di collagenasi. Il trattamento non chirurgico riguarda le forme moderate o lievi, che non sono ancora arrivate a condizionare la vita quotidiana. La radioterapia non è adatta a tutti i soggetti, ma di solito offre ottimi risultati. Le iniezioni di collagenasi consistono nell’iniettare un enzima batterico (di solito il Clostridium histolyticum), la cui azione è quella di scindere in piccoli pezzi il collagene. Quando la flessione del dito ha raggiunto uno stadio piuttosto grave, l’unica soluzione è il trattamento chirurgico, più o meno invasivo in relazione alle condizioni del paziente, seguito da un opportuno programma di riabilitazione.


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