Come sconfiggere il Covid: lockdown “personale”, parola di Le Foche

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26/10/2020
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Intervenendo ai microfoni de “I Lunatici” su Rai Radio2, l’immunologo clinico Francesco Le Foche, a fronte dell’aumento dei contagi, ha suggerito di attuare una sorta di “lockdown personale” per contrastare la diffusione del virus: “Su cento cose che dovremmo fare facciamone quindici, le più urgenti”. Per proteggere noi e gli altri. 

L’immunologo clinico Francesco Le Foche è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte da mezzanotte alle sei.

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In merito alla situazione legata all’emergenza Covid-19, ha dichiarato il professor Le Foche:

“Il numero dei contagiati cresce, c’è un diffusione del numero dei contagi, la patologia che stiamo affrontando è diversa rispetto a marzo, è molto più tranquilla. Dobbiamo fare in modo che il numero non cresca, che la diffusione sociale del virus non ne aumenti la carica, perché questo potrebbe far aumentare il numero di posti occupati nei reparti e nelle terapie intensive”.

Il suggerimento dello specialista?

“Dobbiamo mettere in campo una sorta di lockdown personale, su cento cose che dovremmo fare facciamone quindici, quelle più urgenti. Dobbiamo proteggerci per i prossimi quattro o cinque mesi”.


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Contagio

Ha aggiunto:

“Dobbiamo stare attenti, avere un comportamento prudente, indossare bene la mascherina, mantenere il distanziamento, lavarci le mani. Nel rispetto della salute degli altri, non solo della nostra. Dobbiamo ancora controllare bene il territorio, organizzarlo meglio, ma questo è quello che succede nei reparti. Tranquillamente trattiamo il paziente, che spesso esce in tempi rapidi”.

Ha suggerito l’immunologo:

“Arrivano spesso in buone condizioni e li dimettiamo bene. Dobbiamo organizzare delle strutture esterne che accolgano il paziente in modo che non ci sia una condizione di contagi tra familiari. Dobbiamo mettere in campo una sorta di lockdown personale, su cento cose che dovremmo fare facciamone quindici, quelle più urgente. Proteggerci per i prossimi quattro o cinque mesi”.

Ecco, invece, che cos’ha detto l’esperto su cure e vaccini:

“Ci sono già terapie che funzionano bene. Il desametasone è un cortisonico che costa poco e salva le vite umane. Ne ha parlato uno studio inglese e noi lo confermiamo.  A marzo non lo usavamo perché non lo ritenevamo utile, visto che nella Sars funzionava. Adesso invece è molto utile. Comporta un miglioramento clinico del paziente e riduce la mortalità di moltissimo. Associato ad altri farmaci di supporto va molto bene. Aspettiamo gli anticorpi monoclonali che sono una prospettiva molto valida, che potranno essere utilizzati preventivamente nel personale sanitario per prevenire il contagio ospedaliero”.

Molte industrie stanno preparando dei vaccini. Previsioni sui tempi? Ha spiegato il prof. Le Foche:

“Ci vorrà qualche mese per l’industrializzazione e la somministrazione del vaccino, ma guardiamo al futuro, vediamo l’apertura, la fine di questa pandemia. Io credo che l’industrializzazione verrà prodotta già in primavera, potremo dare la vaccinazione a tante persone. I casi si ridurranno e noi andremo verso la fine di questa pandemia”.



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