Allergie di primavera
Le allergie di primavera sono una sorta di tassa da pagare all’arrivo della bella stagione. Per chi non si è vaccinato, ormai è troppo tardi e deve accontentarsi degli altri prodotti specifici per l’allergia, anche se in effetti sono più che altro lenitivi, ma certamente non curativi.
Per il vaccino, che è l’unica vera soluzione al problema, se ne riparlerà in autunno, ma come sempre accade, una volta passato il momento difficile, ci si dimentica dei disagi e si trascura diprendere in considerazione la possibilità di effettuare le prove allergiche per individuare il vaccino adatto.
Solo alcuni saranno lungimiranti, mentre la maggior parte si ritroverà l’anno successivo a dover combattere nuovamente con pollini e starnuti.
Le prime essenze a fiorire sono le graminacee, che cominciano la loro attività ad inizio aprile per poi toccare il picco nel mese di giugno, e questo senza differenze di carattere geografico, almeno per il nostro Paese.
I pollini delle graminacee sono grossi, ovviamente riferito ai pollini, e provocano i soliti fastidi che spesso sono anche insopportabili: naso che cola, costipazione nasale, tosse, starnuti anche in serie di alcune decine, congiuntiviti e, come conseguenza, una cattiva qualità del sonno.
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Ma non finisce certamente qui, perchè di essenze responsabili delle allergie ve ne sono per tutti i gusti a partire dalla parietaria, praticamente presente in ogni dove, la betulla, l’ontano, il pioppo che tra non molto comincerà a disperdere nell’aria la sua neve vegetale che imbiancherà ogni cosa, e anche qualche nuovo intruso che farà la sua comparsa grazie alle mutate condizioni climatiche, tutti allergeni che sono una vera iattura per i soggetti allergici.