Densitometria ossea: tutto quello che c’è da sapere sulla MOC

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Densitometria-ossea

La densitometria ossea è un esame fondamentale per la diagnosi di osteoporosi o di altre patologie che coinvolgono l’apparato scheletrico. Chiamata anche MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), consente di rilevare la densità minerale delle ossa e quindi comprenderne lo stato di usura. Anche se come vedremo può rivelarsi utile in diversi contesti, la densitometria ossea viene nella maggior parte dei casi prescritta quando sussite il dubbio che il paziente possa soffrire di osteoporosi. Questa patologia infatti comporta una progressiva riduzione del contenuto minerale delle ossa che vanno incontro ad un deterioramento graduale e ad un sempre maggior rischio di fratture.

Trattandosi di un esame completamente indolore e non invasivo, la MOC rappresenta l’opzione di prima scelta per la diagnosi di osteoporosi e viene spesso consigliata quando sono presenti diversi fattori di rischio per questa malattia.

Densitometria ossea: quando farla

Questo esame viene prescritto di routine ai pazienti che sono affetti da osteoporosi perchè consente di monitorare l’evoluzione della patologia ed intraprendere eventualmente dei trattamenti per rallentarne l’avanzamento. La MOC viene però di frequente consigliata anche a tutti quei pazienti che presentano diversi fattori di rischio, in modo da poter diagnosticare questa patologia il prima possibile.

La densitometria ossea, quindi, può essere prescritta nei seguenti casi:

  • Pazienti con carenze gravi di calcio e vitamina D;
  • Donne in menopausa da almeno 10 anni oppure in menopausa precoce;
  • Pazienti di età superiore ai 70 anni;
  • Pazienti affetti da problematiche ormonali come l’amenorrea secondaria e l’ipogonadismo primario;
  • Pazienti che soffrono di fragilità ossea e fratture frequenti;
  • Pazienti in trattamento con farmaci osteopenizzanti, come i cortisonici e gli antiepilettici;
  • Pazienti che presentano sintomi tipici dell’osteoporosi;
  • Pazienti con familiari affetti da osteoporosi;
  • Pazienti affetti da patologie che predispongono alla demineralizzazione ossea, come l’insufficienza renale, l’ipertiroidismo e la sindrome di Cushing;
  • Pazienti che fumano oltre 20 sigarette al giorno;
  • Pazienti che abusano o hanno abusato di alcool.

Densitometria ossea: come funziona

La densitometria ossea viene effettuata mediante apparecchiature in grado di emettere delle radiazioni ionizzanti e di consentire l’osservazione della struttura ossea. A seconda della struttura, possono essere utilizzati strumenti differenti ma al giorno d’oggi la DEXA è quella più diffusa e anche maggiormente sicura. E’ bene precisare sin da subito che la quantità di raggi x che viene emessa con la densitometria ossea è davvero minima, quindi il paziente non è esposto ad alcun rischio.

Come per una qualsiasi radiografia, anche per la densitometria ossea le tempistiche necessarie per effettuare l’esame sono brevi. Solitamente la durata è di circa 10-15 minuti.

Preparazione all’esame

La MOC non prevede alcun tipo di preparazione particolare, proprio come qualsiasi altra radiografia. Esistono però dei casi specifici in cui non è possibile effettuare l’esame e viene chiesto dal personale medico di rimandarlo:

  1. Qualora il paziente sia stato sottoposto di recente ad un esame scintigrafico o ad una radiografia con mezzo di contrasto baritato;
  2. Qualora il paziente fosse una donna in età fertile che potrebbe essere in stato di gravidanza (non necessariamente certa ma anche presunta).

Per il resto, non c’è alcuna indicazione specifica da rispettare e l’unica cosa che viene richiesta prima dell’esame è la rimozione di braccialetti, orecchini e qualsiasi altra componente metallica che potrebbe interferire con la strumentazione.

Costo dell’esame

La MOC può avere costi differenti a seconda della strumentazione utilizzata e della struttura in cui viene effettuata. Se la densitometria ossea viene eseguita attraverso il Sistema Sanitario Nazionale, è sufficiente pagare il solo ticket mentre se viene fatta in una clinica privata i costi sono variabili.

Come interpretare i risultati

Se la MOC viene effettuata con la tecnica DEXA, i risultati dell’esame sono espressi in T-Score e gli intervalli di riferimento sono i seguenti:

  • > -1: normale;
  • < – 1 e > -2.5: osteopenia (riduzione della massa ossea che ancora non può essere definita osteoporosi);
  • < – 2.5: osteoporosi;
  • < – 2.5 con frattura: osteoporosi grave.

Si parla quindi di osteoporosi quando il valore è inferiore a -2.5 mentre se è inferiore a -1 sussiste una densità ossea inferiore alla norma ma non si può ancora fare una disgnosi di osteoporosi.

Densitometria ossea: perchè è importante

Sottoporsi ad un esame di densitometria ossea è importante anche qualora sussistessero solo dei fattori di rischio di sviluppare l’osteoporosi. Questa patologia infatti, se diagnostcata in fase precoce, può essere trattata con ottime possibilità di successo. E’ quindi fondamentale che venga individuata il prima possibile, per ridurre al minimo i rischi legati alla fragilità ossea e rallentare l’evoluzione della malattia.

Qualora l’osteoporosi fosse diagnosticata ancora in fase iniziale, al paziente potrebbero essere prescritti semplicemente degli integratori di calcio e di vitamina D. Le donne in menopausa potrebbero dover intraprendere una terapia ormonale al fine di eliminare le cause dell’osteoporosi e della fragilità ossea. Per i pazienti più anziani, infine, sono previste terapie a base di farmaci specifici che hanno l’obiettivo di aumentare la densità ossea riducendo così il rischio di fratture.

In tutti i casi quindi, sottoporsi a questo esame è caldamente raccomandato qualora sussistessero dei fattori di rischio per l’osteoporosi.


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