Dieta e tumori: quattro abitudini alimentari che possono aiutare a ridurre il rischio

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12/03/2026
Tempo di lettura: 4 minuti

Non sempre è possibile individuare una causa precisa dietro lo sviluppo di un tumore. Tuttavia, nel lungo periodo, alcune scelte alimentari possono influenzare il rischio di sviluppare determinate malattie. Diversi studi scientifici indicano alcune abitudini utili per proteggere la salute.

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Le abitudini alimentari svolgono un ruolo importante nella prevenzione di molte patologie. Negli ultimi anni, ad esempio, diversi studi hanno messo in relazione l’aumento dei casi di tumore al colon-retto tra gli under 50 con diete ricche di alimenti ultraprocessati, sempre più diffuse nei Paesi occidentali. Lo ha confermato anche a Fanpage.it il professor Pierpaolo Sileri, primario di Chirurgia Colorettale dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

Adottare un’alimentazione equilibrata non elimina completamente il rischio di tumori, ma può contribuire a ridurlo contrastando fattori come infiammazione cronica e obesità. È quanto spiega il dottor Mikkael A. Sekeres, primario di Ematologia e professore di Medicina al Sylvester Comprehensive Cancer Center dell’University of Miami Health System. Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, l’esperto individua quattro semplici regole alimentari che possono aiutare a proteggere la salute nel lungo periodo.

Più frutta e verdura nella dieta quotidiana

Le linee guida nutrizionali di molti Paesi, Italia compresa, raccomandano il consumo di almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Secondo Sekeres, questa indicazione resta una delle strategie più efficaci per migliorare la qualità della dieta.


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Una revisione di studi che ha coinvolto circa 27.000 partecipanti suggerisce che un consumo elevato di verdure crocifere – tra cui cavolo, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore e cime di rapa – è associato a un rischio più basso di diversi tipi di tumore. Tra questi figurano il tumore al colon-retto e quello all’ovaio. Anche la frutta sembra offrire benefici simili: un consumo frequente è stato collegato a una riduzione del rischio di tumori dell’esofago, dello stomaco, della bocca e dell’intestino.

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Limitare carni rosse e carni lavorate

La relazione tra consumo di carne rossa, in particolare quella lavorata, e alcune malattie è stata analizzata da numerosi studi. Tra le associazioni più solide emerge quella con il tumore del colon-retto.

Per questo motivo l’International Agency for Research on Cancer (IARC) ha classificato le carni rosse come sostanze “probabilmente cancerogene”, mentre le carni lavorate sono considerate “sicuramente cancerogene”. Questo non significa che mangiarle porti inevitabilmente allo sviluppo di un tumore, ma indica l’esistenza di una correlazione statistica. Come ricorda la Fondazione Airc, “Gli esperti hanno stabilito che il 18-21% dei tumori al colon (e il 3% di tutti i tumori) sono probabilmente legati al consumo di carni rosse e insaccati”. Alcune ricerche citate da Sekeres suggeriscono inoltre possibili associazioni con tumori del pancreas, della prostata, dello stomaco e della mammella. Per questo l’esperto consiglia di limitare la carne rossa a una o due volte alla settimana e ridurre il consumo di salumi, insaccati e fast food.

Cereali integrali e meno zuccheri nelle bevande

La prevenzione a tavola passa anche dalla scelta delle varianti più salutari degli alimenti. Nel caso dei cereali, gli esperti raccomandano di preferire quelli integrali.

Una revisione di studi che ha analizzato i dati di oltre due milioni di persone suggerisce che tre porzioni di cereali integrali al giorno potrebbero ridurre del 6% il rischio di morte per tumore. Altre stime indicano che almeno 30 grammi quotidiani possono diminuire fino al 30% il rischio di cancro al colon-retto, probabilmente grazie alla loro capacità di ridurre l’infiammazione. Allo stesso tempo, è consigliabile limitare bevande zuccherate e cibi ultraprocessati ricchi di zuccheri. Sebbene l’idea che lo zucchero “nutra” direttamente i tumori sia un mito, un consumo eccessivo può favorire condizioni come obesità, resistenza all’insulina e infiammazione cronica, fattori che a loro volta possono aumentare il rischio di alcune forme di cancro.


Antonia Cataldo
  • Laureata in Scienze della Comunicazione
  • Copywriter
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