Ernia inguinale: cause, sintomi iniziali, rimedi ed intervento chirurgico

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Ernia-inguinale

L’ernia inguinale è la fuoriuscita di un viscere dalla canale inguinale, che solitamente dovrebbe trattenerlo all’interno. Si tratta di un disturbo molto frequente e diffuso, che colpisce soprattutto gli uomini in età avanzata ma può presntarsi anche nei bambini e nei ragazzi. L’ernia inguinaleè piuttosto facile da riconoscere, sin dai primi sintomi iniziali, perchè è particolarmente dolorosa e anche quando non visibile ad occhio nudo la localizzazione del dolore permette di effettuare una diagnosi piuttosto precisa. Va però detto che non sempre i sintomi iniziali vengono percepiti in modo chiaro dal paziente: nel primo periodo l’ernia potrebbe non provocare dolore intenso, ma questo tende a peggiorare con il passare del tempo.

L’ernia inguinale si manifesta in modo evidente quando si fanno sforzi, mentre con il riposo il fastidio e il dolore tendono quasi a scomparire del tutto. Purtroppo questo disturbo non regredisce spontaneamente e non esistono nemmeno farmaci in grado di far rientrare le viscere nella loro posizione anatomica. Per questo motivo, nella stragrande maggioranza dei casi l’unica soluzione possibile è l’intervento chirurgico. Non c’è però troppo da preoccuparsi, perchè l’operazione è piuttosto semplice, poco rischiosa e viene effettuata in regime di day hospital. La convalescenza è breve e nel giro di pochi giorni è possibile tornare alla vita di tutti i giorni, senza ripercussioni di alcun tipo.

Ernia inguinale: cause e fattori di rischio

L’ernia inguinale può essere diretta o indiretta. Nel primo caso e dovuta ad una conformazione congenita che si forma a livello fetale. L’ingresso del canale inguinale non risulta completamente chiuso, quindi può accadere che una parte dell’intestino tenue scivoli all’interno di questo canale provocando appunto questo disturbo che è più comune negli uomini ma può verificarsi in rari casi anche nella donna. L’ernia inguinale diretta invece riguarda solamente i pazienti di sesso maschile ed è dovuta ad una progressiva degenerazione del tessuto connettivo addominale.

In quest’ultimo caso, alcuni fattori di rischio possono aumentare le probabilità che si verifichi un’ernia inguinale e tra questi i più frequenti sono i seguenti:

  • Sforzi eccessivi (come il sollevamento continuo di pesi);
  • Sovrappeso;
  • Strappi muscolari;
  • Stitichezza cronica;
  • Tosse cronica.

I sintomi iniziali dell’ernia inguinale: come riconoscerla

L’ernia inguinale non si presenta sempre con dei sintomi evidenti, ma nella maggior parte dei casi provoca un dolore anche molto acuto e localizzato, che quindi non è difficile da ricondurre a questo tipo di disturbo. Inoltre, in alcuni pazienti l’ernia è ben visibile e la si riesce anche a toccare.

I sintomi fisici evidenti, che però non si presentano in tutti i pazienti, sono i seguenti:

  • Presenza di un rigonfiamento di piccole dimensioni, localizzato nella zona dell’inguine, che può aumentare di dimensioni e quando ci si sdraia solitamente scompare;
  • Il rigonfiamento è mobile e si sposta in avanti e indietro in modo del tutto spontaneo. Esercitando una leggera pressione, può rientrare nel ventre ma solo momentaneamente.

Nella maggior parte dei casi in presenza di un’ernia inguinale i pazienti lamentano un fastidio o proprio un dolore molto forte specialmente durante l’esercizio fisico o quando vengono fatti degli sforzi di un certo tipo. A riposo invece il dolore si attenua fino quasi a scomparire.

Possoni inoltre comparire anche altri sintomi, non direttamente riconducibili all’ernia inguinale ma collegati a questo disturbo:

  • Dolore alla gamba e al testicolo;
  • Mal di stomaco e problemi digestivi;
  • Senso di debolezza e difficoltà a stare in piedi a lungo.

Ernia inguinale: rimedi ed intervento chirurgico

Come abbiamo già accennato, l’ernia inguinale può rientrare esercitando una leggera pressione ma successivamente torna fuori. Non si tratta di un disturbo che si può sistemare con il semplice riposo e non esistono terapie farmacologiche in grado di risolvere questa situazione. L’unica soluzione quindi è l’intervento chirurgico. Mentre si attende di essere operati o qualora non fosse possibile sostenere un intervento, viene raccomandato l’assoluto riposo per evitare che la situazione peggiori e per contenere il dolore.

Intervento chirurgico

LaparoscopiaL’intervento chirurgico può essere effettuato in due modalità, a seconda della gravità della situazione e della storia clinica del paziente. L’operazione meno invasiva è senza dubbio la laparoscopia, che viene effettuata in anestesia totale ma non prevede incisioni di grandi dimensioni. Il recupero inoltre è decisamente più rapido se ci si sottopone ad un intervento laparoscopico.

In alternativa, si procede all’operazione a cielo aperto che è quella più tradizionale e che viene praticata in anestesia locale. In questo caso la convalescenza potrebbe richiedere più tempo perchè le ferite devono rimarginarsi e bisogna scansare il rischio di un’infezione. Si tratta però in entrambi i casi di interventi che vengono ormai effettuati di routine e che non comportano grandi rischi per il paziente. Entro qualche giorno si è pronti per tornare alla vita di tutti i giorni senza conseguenze di alcuni tipo.

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