Ipospadia: tutte le cose da sapere su questa anomalia congenita

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Ipospadia

L’ipospadia è una malformazione congenita dei genitali maschili, visibile nei bambini sin dalla nascita ma fortunatamente priva di sintomi particolarmente gravi. Spesso i neonati non avvertono alcun tipo di disagio per via di questa anomalia, ma in età adulta una condizione come questa può compromettere la vita sessuale e non solo. L’ipospadia si caratterizza per una scorretta collocazione del meato uretrale esterno, ossia il punto da cui sboccano l’urina e lo sperma, che può trovarsi in differenti punti del pene. Questa malformazione congenita non determina quasi mai conseguenze gravi, ma nella maggior parte dei casi viene consigliato l’intervento chirurgico che consente al giorno d’oggi di risolvere in modo efficace il problema.

L’ipospadia è una condizione che si presenta sin dalla nascita e l’operazione chirurgica viene di norma effettuata dopo i 6 mesi ed entro il secondo anno di vita del bambino. L’intervento è strettamente consigliato, soprattutto nei casi più gravi, perchè non sono da escludere sintomi dolorosi e conseguenze come le infezioni ascendenti e l’insufficienza renale cronica.

Ipospadia: cause e fattori di rischio

Ad oggi le cause dell’ipospadia non sono ancora note ma le ipotesi più accreditate chiamano in causa fattori legati alla vita fetale del bambino. In tal senso, potrebbero concorrere a determinare questa malformazione molteplici problematiche della madre durante la gravidanza tra cui malattie virali, esposizione a radiazioni ionizzanti, carenze vitaminiche, sofferenza fetale ipossica e via dicendo.

Quello che oggi sappiamo sull’ipospadia è che questa condizione è causata da un’anomalia ormonale, ma la strada da compiere per comprenderne le cause effettive e specifiche è ancora lunga. Sembra comunque che l’ipospadia abbia anche una certa componente ereditaria, quindi la familiarità potrebbe aumentare le probabilità di soffrire di questo disturbo.

I sintomi dell’ipospadia nel bambino

L’ipospadia, come abbiamo accennato, consiste in una errata collocazione del meato uretrale esterno che non si trova all’apice del glande ma in altre sedi del pene. Questa però non è l’unica caratteristica dell’ipospadia: se ne possono associare altre a seconda della gravità della situazione. Altre malformazioni ed anomalie tipiche dell’ipospadia sono le seguenti:

  • Incurvamento del pene;
  • Sviluppo incompleto (ipoplasia) del glande;
  • Schisi cutaneo-glandulare del glande, che si presenta aperto verso il ventre;
  • Eccedenza del prepuzio sul dorso;
  • Scroto bipartito (nelle forme più gravi).

Queste anomalie possono essere presenti o assenti a seconda della gravità della condizione.

L’ipospadia è una condizione che viene diagnosticata alla nascita e che appare evidente dalla semplice osservazione dei genitali esterni del neonato. Come abbiamo accennato, non sempre si manifestano sintomi ma nei casi più gravi potrebbero comparire delle manifestazioni dolorose, dovute alla stenosi del meato uretrale esterno. In questi casi la minzione può risultare particolarmente fastidiosa e provocare dolore: il bambino tende ad urinare di frequente emettendo però scarsi quantitativi di urina.

Ipospadia: tipologie e classificazione

L’ipospadia viene classificata in 3 tipologie in base al punto in cui si trova il meato uretrale esterno. Si differenziano in tal modo l’ipospadia apicale, quella distale e quella prossimale.

  • Ipospadia apicale: interessa circa il 45% dei casi ed il meato uretrale esterno si trova sulla parte ventrale del glande, dal solco balanico fino a 5 mm dalla punta;
  • Ipospadia distale: interessa circa il 35% dei casi ed il meato uretrale esterno si trova tra il primo terzo distale del pene ed il solco balanico;
  • Ipospadia prossimale: è la meno frequente (interessa circa il 20% dei casi). Il meato uretrale esterno si trova tra il perineo ed il primo terzo distale della parte ventrale del pene, a livello dello scroto oppure del perineo.

Intervento chirurgico: quando va fatto

Al giorno d’oggi l’intervento chirurgico è previsto per tutte le forme di ipospadia, comprese quelle più lievi che non comportano la comparsa di sintomi dolorosi. Questa condizione infatti rappresenta in tutti i casi un disagio che può interferire anche sulla sfera psicologica del paziente. Indipendentemente dalla gravità, l’ipospadia compromette la possibilità di urinare in modo normale ma non solo. Può creare problemi anche dal punto di vista sessuale perchè l’eiaculazione avviene in modo anomalo. Per tutte queste ragioni, l’intervento chirurgico è al giorno d’oggi previsto in qualsiasi caso e deve essere effettuato entro il primo anno di vita del bambino.

Cosa prevede l’intervento chirurgico

L’intervento chirurgico per correggere questa malformazione congenita viene ormai effettuato con sicurezza e comporta pochissimi rischi per il bambino. L’operazione prevede la ricostruzione del tratto di uretra mancante, l’eventuale correzione della curvatura del pene e la ricostruzione del prepuzio. Solitamente sono previsti dai 3 ai 5 giorni di ricovero, seguiti da un periodo di convalescenza variabile ma generalmente piuttosto rapido.

Complicazioni e rischi più comuni

Al giorno d’oggi le complicazioni in seguito all’intervento sono davvero molto rare, ad eccezione della possibile comparsa di una fistola che è l’evento più probabile. Fortunatamente, la fistola si risolve in moltissimi casi in modo del tutto spontaneo nel giro di 6 mesi al massimo e non è quindi necessario fare nulla se non tenere sotto controllo l’area ed igienizzarla onde evitare infezioni potenzialmente pericolose. Se la fistola non si risolve spontaneamente, è necessario ricorrere ad un nuovo intervento per risolvere anche questo problema.

Quali sono i costi dell’operazione?

Il costo dell’intervento dipende da moltissimi fattori e dalla gravità della malformazione, ma in tutti i casi ci si può rivolgere al Sistema Sanitario Nazionale pagando solamente il ticket. La correzione dell’ipospadia infatti rientra tra le prestazioni incluse nel SSN. Naturalmente, se si sceglie di rivolgersi ad una clinica privata i costi da sostenere potrebbero essere interamente a carico del paziente e possono variare da struttura a struttura.


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