Risonanza magnetica aperta: una valida alternativa

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La risonanza magnetica aperta è un’alternativa moderna alla classica risonanza magnetica ed è nata per rispondere alle esigenze di quei pazienti che non potevano sottoporsi a quest’ultima per varie ragioni e problematiche. Ideale per chi soffre di claustrofobia, ma anche per i bambini ed i pazienti obesi, la risonanza magnetica aperta è ora disponibile in moltissime strutture sanitarie sul territorio nazionale. Viene impiegata in alternativa a quella classica e per gli stessi scopi, anche se non consente di indagare proprio tutte le parti del corpo.

Il principio che sta alla base del funzionamento della risonanza magnetica aperta è lo stesso di quella chiusa: ciò che cambia è l’apparecchio, che non si presenta più come un tunnel nel quale viene fatto scorrere il lettino. Come dice il nome stesso, l’esame viene effettuato mediante un macchinario che consente al paziente di sentirsi più libero perchè in un ambiente aperto. Da quando è stata introdotta anche in Italia, questa nuova tecnologia ha riscosso un enorme successo al punto che sono aumentati gli esami svolti mediante tale strumentazione.

Risonanza magnetica aperta: cos’è

La risonanza magnetica aperta è un esame diagnostico che consente di indagare la struttura muscolo-scheletrica del corpo, mediante delle immagini che vengono trasmesse su un monitor al personale specializzato nel corso dell’esame. Per comprendere il funzionamento specifico della risonanza magnetica bisognerebbe avere delle competenze approfondite in fisica quantistica. Non ci dilungheremo quindi sui meccanismi che nel dettaglio stanno all’origine del funzionamento di questi macchinari. Ci basti sapere che la risonanza magnetica impiega un potente magnete ed un generatore di onde radio, che sono in grado di ricreare una mappa tridimensionale delle strutture anatomiche interne.

A differenza di quella chiusa, la risonanza magnetica aperta sfrutta un magnete a basso campo che è in grado di generare immagini dalla risoluzione più bassa. Questo è il principale limite ed incide anche sugli impieghi di questa moderna tecnologia, che non sempre è in grado di sostituire quella classica.

Risonanza magnetica aperta: per chi è indicata

Al giorno d’oggi quando possibile viene sempre impiegata la risonanza magnetica aperta, anche perchè questi moderni macchinari hanno dei costi decisamente inferiori rispetto a quello classici, anche per quanto riguarda la manutenzione. Al di là di questo però la risonanza magnetica aperta risponde ad esigenze specifiche di pazienti che non avrebbero avuto la possibilità di sottoporsi a quella tradizionale ossia:

  • Pazienti obesi che per problemi di peso e di volume corporeo non possono effettuare la risonanza tradizionale;
  • Bambini, ai quali era difficile effettuare la risonanza tradizionale perchè dovevano essere lasciati soli all’interno del macchinario;
  • Pazienti che soffrono di claustrofobia e che quindi non riescono a rimanere in spazi chiusi.

Limiti diagnostici della risonanza magnetica aperta

Come abbiamo accennato, la risonanza magnetica aperta non è adatta ad indagare qualsiasi parte del corpo, perchè sfrutta un magnete a basso campo. La risoluzione delle immagini generate dall’apparecchiatura è più bassa rispetto a quella classica e di conseguenza presenta alcuni limiti diagnostici.

La risonanza aperta non può essere utilizzata per l’indagine di parti del corpo come polso, ginocchio, articolazioni della mano o del piede perchè non è in grado di fornire un grado di dettaglio sufficiente. Questo è comunque un limite relativo, perchè per l’apparecchiatura utilizzata per l’indagine di queste strutture è molto più piccola rispetto a quella classica e quindi adatta a tutti i pazienti.

Preparazione all’esame

Così come per la risonanza magnetica chiusa, anche quella aperta se viene effettuata senza mezzo di contrasto non necessita di alcuna preparazione specifica. Una volta accertato che non vi siano controindicazioni per il paziente, questo può essere sottoposto all’esame e non deve rispettare digiuno o altre accortezze particolari. Gli viene solamente chiesto di togliere tutte le parti metalliche (orecchini, collane, ecc.) per evitare che interferiscano con il macchinario.

Durata della risonanza magnetica aperta

La durata della risonanza magnetica va di norma dai 30 ai 60 minuti: un periodo di tempo piuttosto lungo, che però non crea alcun disagio per il paziente. Prima dell’esame vengono forniti tutti i comfort necessari (tappi per le orecchie, cuscino, ecc.) in modo che il paziente si possa sentire a proprio agio e comodo per tutta la durata della risonanza.

Controindicazioni

Le controindicazioni della risonanza magnetica aperta sono le stesse di quella chiusa e gli unici pazienti che non possono sottoporsi a questo esame sono i portatori di pacemaker o qualsiasi altro dispositivo metallico interno.

Per quanto riguarda le donne in gravidanza, ad oggi non esistono studi che confermino la pericolosità di questo esame. A differenza della TAC e delle radiografie la paziente non viene sottoposta a radiazioni ionizzanti quindi la risonanza è motlo più sicura. Tuttavia, per precauzione alle donne incinte viene sconsigliato di sottoporsi a questo esame se non strettamente necessario almeno nel primo trimestre di gravidanza. In seguito la risonanza viene ritenuta più sicura anche per le donne incinte quindi c’è una maggiore libertà.


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