Varicella: quello da sapere sulla malattia esantematica dei bambini

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Varicella

La varicella è una malattia esentematica causata da un virus della famiglia dei zoster (il varicella zoster) ed è conosciuta per essere comune soprattutto tra i bambini, oltre che per la sua elevatissima infettività. La varicella, infatti, nel 90% dei casi colpisce bambini in età scolare, dai 5 ai 10 anni; le maggiori infezioni avvengono nella stagione invernale o primaverile e si stima che la trasmissione da un paziente all’altro avvenga nel 90% dei casi in presenza di una stretta e inevitabile vicinanza.

Varicella: incubazione e trasmissione della malattia

Vale la pena fare chiarezza, allora, sulle modalità tipiche di trasmissione della varicella. A partire dal tempo dincubazione. In media varia dai 13 ai 17 giorni, ma in alcuni casi può arrivare anche alle tre settimane: si tratta di un periodo in cui il soggetto non mostra i sintomi della malattia e, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non risulta neanche contagioso. La contagiosità della malattia, infatti, comincia in genere 2 o 3 giorni prima che compaia la tipica eruzione cutanea e dura fino a che le vescicole non si trasformano in croste. La trasmissione avviene principalmente per via aerea, basta un colpo di tosse o uno starnuto dell’ammalato, o per contatto diretto con l’essudato delle vesciche.

Sintomi della varicella: come riconoscerla

Quanto ai primi sintomi della varicella, a volte possono essere indistinguibili da quelli di stati febbrili o influenzali. Il paziente infatti accusa mal di testa, senso di stanchezza e astenia, perdita di appetito, dolore muscolare e, in qualche caso, febbre. Solo più tardi compaiono i primi segni di rush cutaneo, normalmente in zona toracica e sul collo.

Le vesciche tipiche della varicella tendono a estendersi poi sul resto del corpo. Le zone normalmente più colpite sono gli arti e il cuoio capelluto, in alcuni casi però possono comparire anche in bocca. Il paziente lamenta a questo stadio dolori anche acuti: è stato dimostrato, del resto, che il virus della varicella è in grado di sollecitare le terminazioni nervose. In un periodo compreso tra i sette e i dieci giorni, comunque, le vescicole dovrebbero asciugarsi e lasciare il posto a croste, non più infettive, che si avvieranno lentamente verso la guarigione.

Cura e trattamento

Come tutti i medici ribadiscono, non esiste un trattamento specifico per la varicella. Se ne possono curare solo i sintomi: degli antipiretici in caso di febbre e antistaminici per alleviare la sensazione di prurito sono spesso l’unica terapia farmacologica consigliata. Piuttosto utili possono risultare, invece, l’uso del talco e dei preparati lenitivi (anche da erboristeria) per trattare le vesciche e le croste.

Vale la pena, infine, sottolineare che il virus della varicella rimane attivo, anche se in forma latente, nel paziente. Ciò significa non solo che la varicella può ripresentarsi anche una seconda volta, in età adulta per esempio, anche se in forma più lieve. Il virus può ripresentarsi, infatti, anche in forma di herpes zoster, una manifestazione particolarmente dolorosa e più conosciuta come fuoco di Sant’Antonio.

Durata, convalescenza e ritorno a scuola

Secondo le normative vigenti, un bambino che ha avuto la varicella può fare rientro a scuola dopo che sono trascorsi 7 giorni dalla comparsa dell’esantema. A questo punto infatti la contagiosità è assente e non si rischia di trasmettere il virus ad altre persone. Bisogna però specificare che la varicella è una malattia che può provocare anche complicazioni, più o meno gravi. Se quindi dovessero manifestarsi altri sintomi sospetti, è importante rivolgersi al pediatra e valutare eventuali terapia da seguire. In tal caso naturalmente il periodo di convalescenza si prolunga a seconda della gravità delle complicanze.

Prevenzione e vaccino

Oggi è possibile prevenire la varicella effettuando la vaccinazione, che è caldamente consigliata agli adolescenti di età compresa tra gli 11 ed i 15 anni e ai giovani adulti fino ai 40 anni di età che non hanno ancora contratto la malattia.

Varicella negli adulti: il fuoco di Sant’Antonio

Come abbiamo accennato, questa malattia esantematica è provocata dall’Herpes virus, il quale è responsabile non solo della varicella ma anche di un’altra patologia, questa volta tipica dell’età adulta: il fuoco di Sant’Antonio. Se gli anticorpi non debellano questo virus completamente in età infantile, l’Herpes zoster rimane inattivo all’interno del sistema nervoso e può riattivarsi in età adulta, specialmente quando il sistema immunitario è più debole. Quando questo accade, la sintomatologia è caratterizzata anche in tal caso da eruzioni cutanee alquanto dolorose e fastidiose.

Al di là dell’eruzione cutanea, il fuoco di Sant’Antonio provoca anche altri sintomi quali febbre, malessere generale, spossatezza, mal di testa, mal di stomaco e brividi.

Proprio come accade per la varicella, anche l’Herpes Zoster tende a risolversi spontaneamente quindi in teoria non sono necessari trattamento farmacologici. Al massimo possono essere prescritti dei farmaci analgesici che hanno l’unica funzione di ridurre la sintomatologia e renderla più sopportabile, ma bisogna comunque attendere che il virus faccia il suo corso prima di dichiarare la completa guarigione.


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