Amniocentesi: tutto quello che c’è da sapere

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Amniocentesi

L’amniocentesi è un esame che prevede il prelievo del liquido amniotico dalla cavità uterina: procedura che permette una diagnosi precoce di eventuali anomalie cromosomiche e genetiche del feto. Si tratta di un esame che spesso e volentieri spaventa le future mamme, ma che in alcuni casi viene caldamente consigliato. Se infatti una donna presenta dei fattori di rischio, sapere prima del parto quali siano le malattie cromosomiche del feto potrebbe rivelarsi molto utile non solo a livello medico, ma anche e soprattutto psicologico. L’amniocentesi può essere effettuata in diversi momenti della gestazione, ma solitamente come periodo viene preferito quello compreso tra la quindicesima e la ventesima settimana. Questo non significa che non si possa effettuare un esame precoce, ma ciò potrebbe comportare dei rischi maggiori per il feto quindi solitamente si evita di fare il prelievo prima delle quindicesima settimana. 

Sicuramente l’amniocentesi è un esame che spaventa e che risulta anche piuttosto impressionante: l’ago viene infilato proprio nel pancione e questo può destare preoccupazione nella futura mamma. Tuttavia, parliamo di una procedura che ormai viene effettuata con una certa sicurezza: i rischi quindi sono molto rari. 

Amniocentesi: come funziona l’esame?

L’amniocentesi prevede l’inserimento di un ago molto sottile all’interno della cavità uterina e il prelievo del liquido amniotico. Questo viene fatto successivamente analizzare in laboratorio, per evidenziare eventuali anomalie a livello cromosomico e genetico. Prima del prelievo vero e proprio, il medico effettua un’ecografia per controllare la posizione esatta del feto e per individuare con precisione il punto in cui effettuare il prelievo di liquido.

Solitamente, l’amniocentesi ha una durata di 30 minuti (ecografia compresa) e non è dolorosa: al massimo si può avvertire un leggero fastidio ma nulla di più. Per questo motivo non è previsto alcun tipo di sedazione.

Quando va fatta l’amniocentesi?

Questo esame non deve essere effettuato sempre: l’amniocentesi non è obbligatoria ma viene consigliata e raccomandata in alcuni casi particolari. Come vedremo tra poco, si tratta di un esame dai costi elevati ma se la donna presenta dei fattori di rischio viene effettuato gratuitamente attraverso il Sistema Sanitario Nazionale. I casi in cui l’amniocentesi è raccomandata e conviene quindi effettuarla sono i seguenti:

  • Quando la donna ha superato i 35 anni di età (perchè sopra tale soglia sono più frequenti eventuali malformazioni ed alterazioni genetiche del feto);
  • Quando in famiglia sono presenti casi di malformazioni o malattie genetiche come ad esempio la Sindrome di Down;
  • Quando durante un controllo ecografico emergono delle anomalie del feto;
  • Quando la madre si ammala durante la gravidanza di toxoplasmosi, rosolia o altre patologie potenzialmente pericolose per la salute del feto.

In tutti questi casi, è lo stesso medico a consigliare questo esame. Se invece non sussistono fattori di rischio per la madre, l’amniocentesi si può anche evitare o comunque non risulta gratuita ma a carico della paziente.

Amniocentesi o villocentesi?

AmniocentesiAmniocentesi e villocentesi sono in realtà degli esami molto simili tra loro: in entrambi i casi viene prelevato del materiale dalla cavità uterina, in entrambi i casi viene utilizzato un ago e in entrambi i casi è possibile risalire ad eventuali malformazioni o anomalie genetiche. Questi due esami sono quindi davvero molto simili e la scelta dell’uno piuttosto che dell’altro dipende spesso dalla scuola di pensiero del medico o della madre. L’unica differenza tra amniocentesi e villocentesi sta nel fatto che quest’ultima può essere effettuata molto più precocemente. Permette quindi di diagnosticare eventuali patologie o problematiche del feto sin dal secondo mese di gestazione.

Rischi e risultati dell’esame

L’amniocentesi è un esame che presenta alcuni rischi, anche se si tratta di eventualità molto rare. Bisogna però essere consapevoli di quello a cui si potrebbe andare incontro, perchè viene sempre fatta firmare un documento alla madre di presa di consapevolezza. Le complicanze che potrebbero insorgere in seguito ad un’amniocentesi sono le seguenti:

  • Lesioni di organi interni della madre o infezioni;
  • Sanguinamento vaginale;
  • Traumi oculari nel feto e cecità monolaterale;
  • Danni intestinali nel feto;
  • Danni alle strutture tendinee del feto;
  • Aborto.

Ricordiamo che questi sono rischi davvero molto rari che quindi non devono preoccupare più del dovuto. Certamente però è importante rivolgersi ad una struttura sanitaria seria e affidabile, con una solida esperienza nel praticare questa tipologia di esame molto delicato e preciso.

Quali sono i costi dell’amniocentesi?

L’amniocentesi, così come la villocentesi, è piuttosto costosa se viene effettuata in una clinica privata e in questi casi il prezzo può andare dai 600 agli 800 euro. Se invece ci si rivolge al Sistema Sanitario Nazionale, il ticket costa in genere meno: intorno ai 200-300 euro. Ricordiamo però che se la donna risulta a rischio, l’amniocentesi viene effettuata gratuitamente quindi conviene approfittarne. Scoprire eventuali malformazioni o patologie genetiche prima della nascita del bambino potrebbe essere davvero importante.

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