Acido Folico: a cosa serve, dove si trova e perchè è importante in gravidanza

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Acido-folico

L’acido folico, conosciuto anche con il nome di Vitamina B9, è in realtà la forma più stabile e trasformata della vitamina e non si può trovare negli alimenti. Si tratta infatti di una molecola di sintesi che si può trovare negli integratori vitaminici, da distinguere dai folati, che appartengono sempre alla stessa categoria ma sono presenti naturalmente in diversi alimenti che consumiamo ogni giorno. La differenza tra acido folico e folati è piuttosto importante: anche se infatti sono entrambi riconducibili alla vitamina B9, i folati contenuti nelle verdure fresche sono molto meno stabili dell’acido folico. In soli 3 giorni una verdura può perdere fino al 70% del suo contenuto di folati, e se subisce anche un processo di cottura la percentuale che rimane è davvero esigua (5%). Per questo motivo in caso di carenza o di necessità di vitamina B9 bisogna assumere l’acido folico sotto forma di integratore alimentare: questo viene assorbito dall’intestino quasi interamente ed è quindi molto più efficacie. 

Acido folico: a cosa serve?

La vitamina B9 svolge un ruolo fondamentale per il benessere e lo sviluppo del nostro organismo e come vedremo nel capitolo dedicato è particolarmente importante in gravidanza, sin dalle primissime fasi. Le sue funzioni principali nell’organismo sono le seguenti:

  • Sintesi delle proteine;
  • Sintesi del DNA;
  • Metabolismo dei globuli rossi (prevenzione dell’anemia);
  • Formazione dell’emoglobina;
  • Prevenzione di patologie cardiovascolari;
  • Sviluppo embrionale;
  • Prevenzione di alcune tipologie di cancro, come il cancro al colon.

Anche se per quanto riguarda il ruolo nella prevenzione dei tumori non esistono ancora prove certe, bisogna riconoscere che la vitamina B9 è fondamentale per lo sviluppo dell’organismo.

Acido folico in gravidanza: quando e perchè assumerlo

Come abbiamo già accennato, l’acido folico è fondamentale in gravidanza perchè aiuta a prevenire i difetti del tubo neurale nei nascituri: ogni anno in Italia nascono circa 450 bambini affetti da spina bifida, encefalocele e anencefalia. E’ stato dimostrato scientificamente che assumere acido folico già quando si inizia a pianificare una gravidanza permette di prevenire questi difetti congeniti. 

E’ importante ricordare che l’acido folico andrebbe assunto ancora prima del concepimento: solo così infatti ha la massima efficacia e viene metabolizzato dall’organismo della madre in misura maggiore. Deve essere assunto fino al 3° mese compreso di gravidanza e così facendo si riesce a dimezzare il rischio di patologie del tubo neurale nel nascituro.

La dose necessaria in gravidanza è pari a 0,4 mg giornalieri, ma conviene sempre affidarsi ai consigli del proprio ginecologo o dell’ostetrica prima di intraprendere un trattamento con questo integratore alimentare.

Carenza di acido folico in gravidanza: i rischi

In caso di carenza di acido folico in gravidanza, i rischi per il nascituro possono essere molto elevati e in alcuni casi gravissimi. Nella maggior parte dei casi si verificano difetti del tubo neurale e tra questi la patologia più frequente è la spina bifida. Questo disturbo può colpire il bambino in modo lieve ma anche molto serio, provocando disabilità sia fisiche che mentali spesso completamente debilitanti.

Fortunatamente ad oggi l’informazione in merito all’importanza dell’acido folico in gravidanza è sempre più diffusa, ma sono ancora diverse le donne incinte che non assumono questo fondamentale integratore.

In quali alimenti si trovano i folati?

Acido-folicoI folati hanno le stesse proprietà dell’acido folico, ma come abbiamo visto la differenza sta nel fatto che con l’alimentazione è pressochè impossibile riuscire ad assumerne le quantità necessarie. Contenuti soprattutto nelle verdure a foglia verde, si disperdono con troppa facilità: questo significa che anche mangiando i cibi che ne sono più ricchi, non possiamo avere la certezza di assumere folati perchè questi potrebbero essere del tutto distrutti. Coloro che hanno una propria coltivazione di verdure possono però trarne vantaggio: l’importante è che vengano consumate freschissime e crude.

Gli alimenti che contengono maggiori quantità di folati sono i seguenti:

  • Ortaggi e verdure: carciofi, asparagi, indivia, bieta, broccoli, spinaci, pomodorini, patate lesse e cavolfiori.
  • Frutta fresca: arance, pompelmi, clementine e fragole.
  • Frutta secca: mandorle, pistacchi, noci e nocciole.
  • Legumi: ceci, fagioli, lenticchie e piselli.

Se quindi con la dieta è possibile cercare di aumentare le proprie riserve di vitamina B9, in situazioni di carenza o in gravidanza l’alimentazione non è sufficiente. Conviene sempre assumere acido folico e per farlo occorre ricorrere agli integratori vitaminici.

Integratori di acido folico

Ad oggi in commercio esistono diversi integratori a base di acido folico, ma prima di acquistarli conviene sempre chiedere consiglio al proprio medico di base o al ginecologo. Non tutti gli integratori alimentari che si trovano in commercio sono infatti di buona qualità e in alcuni casi contengono altre sostanze che potrebbero risultare del tutto inutili se non addirittura dannose in gravidanza o in altre particolari condizioni. E’ quindi sempre meglio evitare di fare di testa propria: sebbene gli integratori di acido folico vengano venduti senza necessità di ricetta medica, non bisogna sottovalutare il loro ruolo e le controindicazioni che molti prodotti potrebbero avere.

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