Anosmia: cause, sintomi, cure, trattamenti e rimedi

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Anosmia

Per anosmia si intende la perdita completa del senso dell’olfatto. Coloro che soffrono di questo disturbo, che può essere congenito oppure acquisito, non riescono a percepire gli odori e questo comporta una serie di disagi e conseguenze spesso complesse da affrontare. L’anosmia, come vedremo tra poco, può dipendere da fattori molto differenti tra loro: se in alcuni casi si tratta di un disturbo congenito e presente sin dalla nascita, spesso e volentieri sono altre patologie a provocare la perdita dell’olfatto.

Sfortunatamente, non sempre l’anosmia si riesce a curare con risultati soddisfacenti: dipende tutto dalla causa scatenante ma solo in rari casi la perdita dell’olfatto è irreversibile. Questa problematica si accompagna ad una serie di altri disturbi secondari anche pesanti, che spesso compromettono la normale quotidianità di chi ne soffre.

Anosmia: cause e fattori di rischio

Come abbiamo appena accennato, l’anosmia può dipendere da diversi fattori: può infatti essere congenita oppure legata ad un’ostruzione all’interno del naso. Esistono però anche delle possibili cause neurologiche e quindi legate a patologie del cervello.

Anosmia congenita: le cause

L’anosmia congenita è il più delle volte causata dalla sindrome di Kallmann. Questa patologia genetica presente sin dalla nascita comporta non solo la perdita dell’olfatto ma anche una mancata produzione da parte dell’ipofisi degli ormoni FSH e LH. Un’altra causa di anosmia congenita può essere la malattia di Refsum: in questo caso è presente anche un altro disturbo ossia la retinite pigmentosa.

Le cause respiratorie

Allergie-respiratorieA causare la perdita dell’olfatto possono essere anche disturbi che riguardano le vie aeree e in particolare il naso. In tal caso si parla di cause ostruttive, proprio perchè la mancata percezione degli odori dipende da un’ostruzione all’interno dei lobi nasali oppure da una distruzione dei recettori presenti nel naso. In questo caso le cause possono essere le seguenti:

  • Rinite allergica o altre allergie respiratorie;
  • Poliposi nasale;
  • Sinusite cronica;
  • Infezioni virali delle alte vie respiratorie;
  • Tumori;
  • Utilizzo prolungato di decongestionanti nasali;
  • Impiego di alcuni farmaci come le anfetamine e la reserpina.

Le cause neurologiche

L’anosmia può essere causata anche da fattori neurologici e quindi legati a patologie e disturbi che riguardano il cervello. In questi casi tra le cause più comuni troviamo le seguenti:

Anosmia: cure, trattamenti e rimedi

Come abbiamo accennato, la perdita dell’olfatto può essere temporanea oppure permanente, anche se quest’ultima eventualità è più rara. Per poter curare questo disturbo è fondamentale prima di tutto risalire alla sua causa.

Se è causata da raffreddore, allergia, sinusite…

Se l’anosmia ha cause virali e quindi è conseguente ad un rafffeddore, ad una rinite allergica o ad una sinusite si tratta di un disturbo transitorio che tende a risolversi spontaneamente. In questi casi quindi non bisogna fare altro che trattare la patologia che sta alla sua origine e non appena si guarisce torna anche l’olfatto.

In alcuni casi, se il naso è particolarmente ostruito, potrebbe essere necessario assumere un farmaco per sciogliere il muco e permettere una guarigione più rapida.

Se è causata da polipi, tumori e altre ostruzioni

Se l’anosmia dipende dalla presenza di polipi nasali o di un tumore, è spesso necessario intervenire chirugicamente per rimuovre tali formazioni. Spesso i pazienti affetti da poliposi riescono a recuperare il senso dell’olfatto, mentre l’asportazione di un tumore potrebbe rende più difficile tale processo. In questo caso l’anosmia potrebbe diventare permanente.

Se è causata da un danno neurologico

In caso di danno neurologico, la perdita dell’olfatto potrebbe essere irreversibile ma non sempre è così. Dipende tutto dalla tipologia e dalla gravità del disturbo che sta all’origine dell’anosmia.

Anosmia e invalidità

La perdita dell’olfatto è riconosciuta come una problematica invalidante, quindi i pazienti che presentano anosmia permanente hanno la possibilità di richiedere l’invalidità. Va comunque precisato che in caso di perdita totale ed irreversibile dell’olfatto viene riconosciuta un’invalidità massima del 20% e non di più.

Le conseguenze della perdita dell’olfatto

L’anosmia può determinare una serie di conseguenze che spesso vengono sottovalutate ma che costringono il paziente ad una qualità della vita inferiore. Coloro che soffrono di questo disturbo possono andare incontro a depressione e manifestare un sempre più marcato disinteresse nei confronti di alcune attività come il cucinare o il mangiare.

Non è raro che un paziente affetto da questo disturbo avverta sempre meno il desiderio di cibarsi e questo porta a malnutrizione, dimagrimento eccessivo, scompensi nutrizionali e via dicendo. Per tale ragione è importante che una persona che ha perso l’olfatto sia seguita anche a livello psicologico. E’ anche per questi motivi che l’anosmia viene considerata una patologia invalidante, che può compromettere in diversi modi la vita del paziente e in alcuni casi anche la sua situazione lavorativa (basti pensare ad un cuoco).

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