Chikungunya: il virus delle zanzare. Sintomi e terapia in Italia

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La chikungunya è una patologia virale che viene trasmessa dalla puntura di zanzare infette e che quindi nel periodo estivo trova il suo periodo di maggior diffusione. Questa infezione è provocata da un virus particolare, che è stato isolato per la prima volta in Tanzania negli anni 50 ma che a partire dal 2007 è diventato autoctono anche in Europa. La chikungunya è una malattia che presenta dei sintomi piuttosto tipici e che nella maggior parte dei casi non ha ripercussioni o complicanze sulla salute del paziente colpito. Diventa però più rischiosa quando colpisce i neonati, gli anziani e le persone che sono già affette da altre patologie.

Naturalmente, il periodo più pericoloso per contrarre questo virus è l’estate, quando è più facile essere punti da una zanzara portartice. Vediamo come riconoscere la chikungunya, come curarla con la giusta terapia e cosa fare se si contrae in particolari condizioni (come ad esempio la gravidanza).

Chikungunya: cause e trasmissione

chikungunyaCome abbiamo detto, la chikungunya è una patologia di origine virale ed il virus che scatena l’infezione è il chikungunya virus (CHIK), appartenente alla famiglia dei Togaviridae. Se un tempo si pensava che questo particolare tipo di virus fosse limitato alle zone del Sud del mondo, oggi sappiamo che esiste una forma autoctona anche in Europa. Sono stati registrati casi nel Lazio, a Roma e in altre zone d’Italia. Siamo quindi tutti esposti al rischio di contrarre questo virus, specialmente nel periodo estivo quando le punture delle zanzare aumentano vertiginosamente.

La trasmissione del virus avviene attraverso la puntura di una zanzara infetta: i vettori in Italia e in Europa sono le zanzare tigri, che succhiando il sangue di una persona infetta entrano in contatto con il virus diventando portatrici. Il corpo della zanzara è l’habitat ideale per la replicazione del virus e l’insetto è in grado di trasmetterlo per tutto il resto della sua vita.

Sintomi della chikungunya: come riconoscerla

Il virus della Chikungunya ha un tempo di incubazione che può andare dai 3 ai 7 giorni: i sintomi quindi si possono manifestare dopo qualche giorno dalla puntura della zanzara. Anche se in alcuni pazienti la Chikungunya è del tutto asintomatica, nella maggior parte dei casi le manifestazioni sono piuttosto evidenti e seguono un’evoluzione tipica.

Inizialmente si manifestano sintomi difficili da riconoscere perchè caratteristici anche di molti altri disturbi, ossia:

  • Febbre, che può diventare anche molto alta;
  • Stanchezza e spossatezza;
  • Mal di testa;
  • Dolori articolari molto forti, specialmente nelle zone periferiche (polsi, caviglie, ginocchia, ecc.).

Dopo alcuni giorni dalla comparsa di questi primi sintomi, l’infezione può manifestarsi in modo più evidente con altri sintomi tipici:

  • Rash cutaneo in tutto il corpo, che provoca spesso un forte prurito;
  • Nausea e vomito;
  • Congiuntivite;
  • Convulsioni (soprattutto nei bambini più piccoli).

Bisogna precisare che queste manifestazioni non sempre sono presenti. Alcuni pazienti presentano solamente i sintomi iniziali, che in tutti i casi tendono a risolversi spontaneamente entro una settimana.

Complicanze e pericoli

Questa patologia fortunatamente non risulta particolarmente rischiosa e nella maggior parte dei pazienti colpiti dal virus non si presentano quindi complicazioni. Dopo la guarigione, alcune persone potrebbero continuare ad avvertire dolori articolari ma con il tempo anche questi si risolvono spontaneamente.

Solo in rari casi la Chikungunya può avere complicanze e i soggetti maggiormente a rischio sono i neonati, gli anziani con età superiore ai 65 anni e i pazienti che soffrono di altre patologie come ipertensione e diabete. Tali complicanze, assai rare, sono le seguenti:

Guarigione e terapia

Come abbiamo detto, questa patologia virale tende a risolversi in modo del tutto spontaneo entro una settimana e non provoca ripercussioni sulla salute del paziente. L’unico sintomo che potrebbe durare più a lungo è il dolore articolare, che si può tenere a bada con alcuni farmaci antidolorifici o antinfiammatori.

Non esiste una terapia che permetta di accelerare il processo di giarigione, quindi possiamo dire che la Chikungunya non si può curare in modo efficace. L’unica cosa che si può fare è assumere dei medicinali che permettano di tenere sotto controllo i sintomi: il paracetamolo (Tachipirina) per abbassare la febbre e degli antidolorifici per placare il dolore.

Chikungunya in gravidanza: pericoli e complicazioni

La Chikungunya può infettare anche le donne in gravidanza, in qualsiasi periodo della gestazione. Fortunatamente però i sintomi tendono ad essere gli stessi e quindi si tratta di una patologia di breve durata che si risolve in modo spontaneo entro una settimana. In gravidanza sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico per capire come affrontare eventuali dolori articolari o stati febbrili. Se infatti il paracetamolo dovrebbe essere sicuro anche nel periodo della gestazione, sarebbe sempre meglio evitare l’assunzione di farmaci in gravidanza. Questi infatti aumentano il rischio di danni al feto quindi anche in caso di dolore sarebbe sempre meglio cercare soluzioni naturali e meno pericolose.

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