Claritromicina: antibiotico per gli allergici alla penicillina

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Claritromicina

La Claritromicina è un antibiotico impiegato per combattere infezioni di diversa natura e prescritto generalmente ai pazienti che presentano allergie o ipersensibilità alle penicilline.

Si tratta infatti di un antibatterico appartenente alla classe dei macrolidi, che non ha nulla a che vedere con gli antibiotici classici a base di penicilline ma può presentare degli effetti collaterali indesiderati quindi è bene prestare attenzione.

Claritromicina: indicazioni terapeutiche

La Claritromicina viene impiegata per il trattamento di diverse tipologie di infezioni e in particolare:

  • Infezioni della pelle e dei tessuti molli;
  • Infezioni delle vie respiratorie (naso, gola, polmoni);
  • Infezione da Helicobacter Pylori (insieme ad altri medicinali in pazienti affetti da ulcera duodenale).

Posologia: modi e tempi di somministrazione

Claritromicina è un medicinale che richiede la prescrizione medica: sarà quindi lo specialista ad indicare la terapia corretta da seguire in base al tipo di infezione e alla gravità della stessa. Ad ogni modo, nel foglietto illustrativo del farmaco è indicata la posologia consigliata normalmente:

  • Adulti, anziani e bambini con età superiore ai 12 anni: 1 dose da 250 mg 2 volte al giorno per 7 giorni oppure 1 dose da 500 mg 2 volte al giorno (nei casi più gravi);
  • Per il trattamento dell’infezione da Helicobacter Pylori, il dosaggio dipende strettamente dagli altri medicinali assunti in concomitanza quindi occorre rispettare scrupolosamente le indicazioni del proprio medico.

Per il trattamento delle infezioni della pelle o dei tessuti molli, lo specialista può prolungare la terapia fino ad un massimo di 14 giorni.

Controindicazioni ed avvertenze

Claritromicina non deve mai essere assunta nei seguenti casi:

  • Pazienti con allergia o ipersensibilità al principio attivo claritromicina o ad uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nel medicinale;
  • Pazienti con storia di prolungamento del QT o aritmie cardiache e ventricolari;
  • Pazienti affetti da ipopotassemia;
  • Pazienti con gravi insufficienze epatiche in combinazione con problemi renali;
  • Donne in stato di gravidanza o allattamento;
  • Bambini di età inferiore ai 12 anni.

E’ inoltre strettamente consigliato consultare il medico nei seguenti casi:

  • Pazienti con problemi cardiaci, renali o epatici;
  • Pazienti con ipomagnesemia;
  • Pazienti con patologie cardiache coronariche, gravi insufficienze cardiache o bradicardie;
  • Pazienti affetti da miastenia gravis.

Interazioni con altri farmaci

L’assunzione di Claritromicina, se associata ad altri tipi di farmaci, può avere delle interazioni quindi è importantissimo informare il proprio medico qualora si stiano assumendo già altre medicine. In particolare, è importante non associare Claritromicina ai seguenti farmaci:

  • Warfarin (o altri farmaci che fluidificano il sangue);
  • Digossina, Verapamil, chinidina o disopiramide (farmaci per il cuore);
  • Ergotamina o diidroergotamina (per l’emicrania);
  • Carbamazepina, fenobarbital, valproato o fenitoina (farmaci per l’epilessia);
  • Teofillina (per la respirazione);
  • Terfenadina o astemizolo (per la febbre o le allergie);
  • Cisapride (per lo stomaco);
  • Triazolam, alprazolam o midazolam (sedativi);
  • Atorvastatina e altri farmaci per il controllo del colesterolo;
  • Ciclosporina, e altri farmaci immuno-soppressori;
  • Pizomide;
  • Farmaci per il trattamento dell’HIV;
  • Rifabutina, rifapentina o rifampicina;
  • Fluconazolo o itraconazolo;
  • Farmaci per bruciore di stomaco e ulcere gastriche;
  • Erba di S.Giovanni;
  • Eritromicina e altri antibiotici;
  • Colchicina;
  • Insulina e farmaci antidiabetici orali;
  • Cilostazolo;
  • Metilprednisolone (anti-infiammatorio);
  • Vinblastina;
  • Tolterodina (per l’incontinenza);
  • Sildenafil, tadalafil o verdenafil.

Effetti collaterali indesiderati

L’assunzione di questo antibiotico può provocare degli effetti collaterali indesiderati, alcuni più rari e gravi di altri. E’ necessario smettere immediatamente la terapia e rivolgersi al proprio medico qualora comparissero i seguenti effetti collaterali in seguito all’assunzione del farmaco:

  • Reazioni allergiche (eruzioni cutanee, viso gonfio, labbra gonfie, gola o lingua gonfia);
  • Grave diarrea con presenza di sangue nelle feci;
  • Gravi dolori all’addome o alla schiena (infiammazione del pancreas);
  • Problemi al fegato (urine scure, feci chiare, itterizia, nausea, perdita di peso);
  • Gravi reazioni cutanee (vesciche sulla pelle, sulla bocca, sui genitali o negli occhi).

Effetti indesiderati comuni (almeno 1 paziente su 100)

  • Nausea, vomito, diarrea, dolori gastrici o indigestione;
  • Mal di testa;
  • Infiammazione della bocca e della lingua;
  • Alterazione dell’olfatto o del gusto;
  • Difficoltà ad addormentarsi e dormire;
  • Eruzioni cutanee;
  • Aumentata traspirazione;
  • Alterazioni dei livelli di azoto ureico nel sangue;
  • Mughetto in bocca.

Effetti indesiderati molto rari (almeno 1 paziente su 100.000)

  • Incubi notturni;
  • Intorpidimento, formicolio nelle braccia o nelle gambe;
  • Infiammazione del pancreas con gravi dolori all’addome e alla schiena;
  • Bassi livelli di glucosio nel sangue (nei pazienti che assumono farmaci antidiabetici).

Claritromicina e rischio infarto

ClaritromicinaSecondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal, l’assunzione di Claritromicina sarebbe strettamente collegata ad un aumento della percentuale di rischio di mortalità cardiaca. Si tratta di uno studio che deve essere confermato dall’intera comunità scientifica, quindi non deve essere preso con troppa serietà ma dai risultati che sono emersi sembra che la connessione esista per davvero.

Dalla ricerca è emerso che i pazienti trattati con questo antibiotico hanno presentato diversi casi di infarto cardiaco, anche se bisogna stare attenti con i dati in nostro possesso perchè per il momento non sono sufficientemente significativi. Quello che è significativo, piuttosto, è il largo impiego che viene fatto di questo farmaco: conviene quindi utilizzarlo solo se strettamente necessario e in assenza di un’alternativa con un rischio inferiore.