Colposcopia: a cosa serve, come si fa, preparazione e cose da sapere

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Colposcopia

La colposcopia è un esame di screening che viene solitamente richiesto se il Pap Test dovesse aver rilevato delle anomalie. Si tratta di un’indagine non invasiva, che viene effettuata dal ginecologo durante una normale visita e che quindi non deve spaventare eccessivamente. La sua durata è molto breve e proprio come il Pap Test non si tratta di un esame doloroso, anche se in alcune specifiche situazioni potrebbe provocare qualche fastidio. Se la vagina risulta particolarmente infiammata, se sono presenti lesioni interne o se è necessario effettuare una biopsia, allora la colposcopia potrebbe rivelarsi dolorosa ma sempre entro limiti del tutto sopportabili.

Trattandosi di un test che viene eseguito nel giro di alcuni minuti, il fastidio che si avverte ha una durata limitata. La colposcopia non è un esame di routine: a differenza del Pap Test e dell’HPV Test, che vengono consigliati a tutte le donne in età fertile, viene effettuata solamente se c’è un dubbio fondato di un tumore al collo dell’utero. Questo non significa però che se il ginecologo prescrive una colposcopia ci si deve preoccupare in modo esagerato: gli esiti potrebbero essere negativi e quindi escludere qualsiasi tipo di complicazione. A volte infatti i risultati del Pap Test potrebbero essere sfalsati da alcuni fattori e non sempre se l’esito è negativo significa che vi sia la presenza di un tumore maligno.

Colposcopia: perchè e come si fa

Pap-test-hpvCome abbiamo già accennato, la colposcopia viene prescritta solamente quando i risultati del Pap Test risultano anomali o dubbi. Si tratta quindi del passo successivo, che permette di rilevare in modo più accurato l’eventuale presenza di tumori all’interno del collo dell’utero. Questo esame viene effettuato dal ginecologo nel suo ambulatorio, attraverso l’utilizzo del colposcopio: una specie di binocolo che permette di amplificare la visione fino a 60 volte. In questo modo, il ginecologo è in grado di osservare con più accuratezza la vulva, l’interno della vagina ed il collo dell’utero e di riscontrare la presenza di eventuali anomalie. Il colposcopio può essere collegato anche ad una videocamera, ma dipende dalla strumentazione adottata dal ginecologo.

Prima di introdurre il colposcopio, il medico tampona delicatamente le aree interne della vagina con un batuffolo di cotone imbevuto di una sostanza in grado di evidenziare le zone più sospette e anomale. Si procede quindi con l’introduzione dello speculum per divaricare l’ingresso della vagina e si passa all’osservazione mediante il colposcopio.

Durante la colposcopia, spesso il ginecologo effettua anche un prelievo di tessuto (biopsia) qualora dovesse trovare delle aree sospette. In questo modo sarà poi possibile analizzarlo in laboratorio e comprenderne la natura.

La colposcopia ha una durata piuttosto breve: solitamente il ginecologo impiega dai 10 ai 15 minuti per completare l’esame.

Colposcopia: preparazione all’esame

Come il Pap Test, anche la colposcopia prevede una preparazione ma si tratta di piccoli accorgimenti che basta osservare nei giorni che precedono l’esame:

  • Evitare l’utilizzo di lavande vaginali o creme nei 2 giorni che precedono l’esame;
  • Evitare di avere rapporti sessuali nei 2 giorni che precedono l’esame;
  • Evitare l’utilizzo di ovuli o tamponi nei 2 giorni che precedono l’esame.

Se non si rispettano queste semplici indicazioni, l’esito della colposcopia potrebbe risultare alterato quindi conviene sempre fare attenzione. E’ bene ricordare anche che questo esame va effettuato in assenza di ciclo mestruale. Prima di prenotare l’appuntamento quindi conviene sempre controllare che la data non coincida con un giorno di mestruazioni.

Colposcopia e isteroscopia: le differenze

IsteroscopiaAnche l’isteroscopia è un esame diagnostico che può essere prescritto in seguito ad un esito dubbio del Pap Test, e in alcuni casi il medico potrebbe decidere di far fare alla donna sia la colposcopia che l’isteroscopia in modo da effettuare una diagnosi più sicura. La differenza tra queste due tipologia di indagini sta negli strumenti che vengono utilizzati ma anche nell’area che può essere indagata. Se infatti con la colposcopia si può osservare l’interno della vagina fino alla cervice, ossia la parte iniziale dell’utero, con l’isteroscopia si riesce ad arrivare più a fondo. Questa tecnica diagnostica infatti è più invasiva e consiste nell’inserimento di un sottile tubicino, in grado di arrivare fino alla cavità uterina e quindi più in profondità.

Colposcopia positiva: interpretazione dei risultati

Se la colposcopia dà un esito positivo, non è detto che ci si debba subito allarmare perchè non sempre in questi casi sono presenti dei tumori maligni. Un risultato positivo infatti potrebbe dipendere anche da altri fattori e solamente dopo aver analizzato in laboratorio i campioni prelevati con la biopsia è possibile effettuare una diagnosi precisa. E’ comunque doveroso precisare che in caso di colposcopia positiva e di presenza di un cancro alla cervice al giorno d’oggi le modalità d’intervento sono numerose e non sempre le misure risultano drastiche. Conviene quindi parlarne in modo approfondito con il proprio medico per comprendere le alternative e le possibilità che si prospettano per la cura del disturbo.

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