Disturbo bipolare: come si manifesta e perché

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Il disturbo bipolare, anche detto soprattutto in passato sindrome maniaco-depressiva, è un disturbo psichiatrico caratterizzato dalla repentina alternanza tra stati di mania, cioè eccessiva eccitazione dell’attività psichica, e stati di depressione causati da una sua inibizione.

Viene spesso volgarmente scambiato con altri disturbi di tipo psichiatrico, ma al contrario di quanto si potrebbe pensare ha un’incidenza relativamente bassa: del 1,2% tra la popolazione maschile e del 1,8% presso quella femminile. I più colpiti sembrano essere tardo-adolescenti e giovani, non a caso si ha un picco di insorgenza intorno ai 18 anni. Secondo delle stime, però, sarebbe in crescita soprattutto in America e nei Paesi occidentali l’incidenza del disturbo bipolare anche tra i bambini più piccoli.

Da cosa si riconosce il disturbo bipolare?

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali individua quattro tipi fondamentali di disturbo bipolare. Al di là delle caratteristiche specifiche di ognuno di questi, a distinguerli è l’alternarsi e la frequenza di quelli a cui gli addetti ai lavori si riferiscono come “episodi” e che, a guardarli bene, sono i segni più evidenti del disturbo bipolare. Si tratta di

  • Episodi maniacali: sono periodi, in genere prolungati e di almeno una settimana, in cui il soggetto presenta umore e attività psichica elevati. Alcune delle manifestazioni più evidenti sono maggiore loquacità, velocità di pensiero (i pazienti parlando di idee che si “rincorrono” l’una con l’altra), minore bisogno di dormire, diminuita capacità di attenzione, aumento delle attività lavorative o scolastiche e, più in generale, tendenza a mettersi in pericolo.
  • Episodi depressivi maggiori: si tratta di un periodo di inibizione dell’attività psichica del soggetto che presenta, per due o più settimane, umore basso per la maggior parte della giornata, insonnia o bisogno eccessivo di dormire, senso di stanchezza o astenia, perdita di interesse verso tutte le attività quotidiane, incapacità di concentrarsi, scarsa autostima e forti sensi di colpa, oltre in qualche caso a pensieri ricorsivi di morte.
  • Episodi misti: in cui le manifestazioni caratteristiche dei due episodi precedenti si trovano contemporaneamente in un soggetto che, più in generale, accusa irritabilità e senso di ansietà. È in genere un momento di passaggio tra l’una e l’altra fase.

Disturbo-bipolare-cervello

Non si hanno certezze riguardo alle cause scatenanti degli episodi tipici del disturbo bipolare. Si sa, per esempio, che per quanto riguarda l’episodio maniacale il rischio aumenta in caso di uso di farmaci o di sostanze stimolanti o, ancora, per un’alterazione del normale ciclo sonno-veglia. Né, del resto, si conosce più in generale l’eziologia della sindrome. Alcuni fattori biologici come disfunzioni a livello del sistema endocrino o immunitario, fattori genetici e storia familiare sono considerati, insieme a quelli ambientali, tra le cause che più di altre possono incidere sulla probabilità di sviluppo del disturbo bipolare. Unanime è, invece, la necessità di riconoscerlo come un disturbo che affligge la qualità di vita del paziente in tutte le sue sfumature (affettive, relazionali, lavorative, eccetera): per questo, oltre la diagnosi, è necessario l’adeguato trattamento per il paziente affetto da disturbo bipolare.


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