Ipersensibilità dentinale: a cosa è dovuta e come combatterla

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L’ipersensibilità dentinale al freddo ed al caldo è un sintomo molto comune, e che spesso viene sottovalutato dai pazienti. Di fatto, tale problema si manifesta a seguito dell’esposizione della dentina, che è la struttura portante del dente, la quale è sensibile, in quanto è attraversata  da tubuli che sono direttamente collegati alle fibre nervose.

Solitamente, tale parte del dente, collegata alla polpa, è coperta dallo smalto e dalla gengiva a livello radicolare, per tanto non è direttamente a contatto con l’ambiente orare. Tuttavia, tale condizione può mutare a causa della comparsa di fattori patologici, erosivi o abrasivi. Ciò comporta una risposta dolorosa al manifestarsi di stimoli di varia natura, ovvero tattili, termici, chimici od osmotici.

Soffri di tale fastidioso disturbo e non sai cosa fare? Sei alla ricerca di un dentista Milano affidabile e capace di metterti a tuo agio? Le possibilità sono certamente tante; l’importante è valutare con attenzione i vari studi dentistici disponibili e scegliere quello più adatto alle proprie necessità, così da creare un rapporto di fiducia con gli esperti che vi operano al suo interno.

Fattori di rischio e cause predisponenti

La sensibilità dentinale può colpire qualsiasi paziente, indipendentemente dall’età. Tuttavia, si registra una maggiore predisponenza nella popolazione tra i 20 ed i 40 anni di età e soprattutto nei soggetti di sesso femminile e che sono affetti da parodontopatia. Per quanto riguarda le cause, si possono ricordare le abrasioni che si verificano a livello dello smalto o del colletto dentale, spesso dovute ad uno spazzolamento errato, che viene attuato applicando troppa forza od una tecnica sbagliata.

Tuttavia, molto può dipendere anche dall’impiego di spazzolini di cattiva qualità o dentifrici abrasivi. Si possono ricordare poi le erosioni, che di norma sono dovute al consumo smodato di cibi ed alimenti acidi, che vanno ad erodere lo smalto e ad esporre la dentina sottostante. Ciò avviene anche in caso di persone affette da disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e bulimia, a causa del pH acido del vomito, ma anche nei pazienti che sono soggetti a reflusso gastroesofageo, per il continuo afflusso del contenuto gastrico acido a livello dei tessuti dentali.

Infine, bisogna ricordare le parafunzioni, come il bruxismo, che porta all’usura dello smalto a seguito del digrignamento continuo delle superfici dentarie, e l’ipersensibilità dentinale iatrogena, che può manifestarsi come effetto collaterale indesiderato a seguito dell’attuazione di alcuni trattamenti odontoiatrici, quali levigature radicolari, sbiancamenti professionali, ecc.

Terapie e sistemi preventivi

Nel caso in cui ci si accorga di soffrire di ipersensibilità dentinale  è importante rivolgersi al proprio dentista, in modo da individuarne la causa scatenante e capire come risolvere il problema. Per contrastare tale disturbo le terapie disponibili sono numerose e vanno scelte in base alla gravità riscontrata.

Di fatto, possono essere sufficienti cure domiciliari, che prevedono l’impiego di colluttori o dentifrici specifici per i denti sensibili, solitamente a base di nitrato di potassio o di fluoruro, ma anche l’adozione di un metodo di spazzolamento adeguato e di una corretta alimentazione, priva di alimenti particolarmente acidi.

Tuttavia, a ciò va aggiunta anche la necessità di effettuare regolari pulizie professionali dei denti ed evitare il digrignamento diurno e notturno, eventualmente utilizzando un byte. Per quanto riguarda, invece, le cure professionali, prevedono l’ausilio di principi attivi in grado di contrastare l’insorgenza dell’ipersensibilità, mediante la sigillatura dei tubuli dentinali. Tuttavia, in generale, la migliore arma per evitare l’insorgere di tale fastidioso disturbo è la prevenzione.