Logopedia: a cosa serve e quando portare i bambini dal logopedista

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Logopedia

Si sente spesso parlare di logopedia, specialmente in età infantile quando i bambini sono ancora alle prese con l’apprendimento del linguaggio e della scrittura. Se un tempo l’idea di rivolgersi ad un logopedista poteva spaventare, oggi fortunatamente non è più così: anche le logopedia si è liberata dei molti tabù che la minavano e gli stessi genitori possono affrontare con serenità questo percorso. Sono diversi i bambini che manifestano problemi o ritardi di linguaggio, ma anche della comunicazione più in generale o dell’apprendimento. 

La logopedia è la scienza che viene in aiuto proprio in questi casi, offrendo una serie di strumenti utili per risolvere qualsiasi problema legato a linguaggio, comunicazione, apprendimento e memoria. Portare un bambino dal logopedista potrebbe essere fondamentale, ma non è detto che questo specialista non possa tornare utile anche in età adulta.

Logopedia: cos’è e di cosa si occupa

LogopediaLa logopedia è la branca della medicina che si occupa dei disturbi e delle patologie del linguaggio, della comunicazione, della deglutizione, della memoria e dell’apprendimento. Il logopedista lavora spesso in simbiosi con lo psichiatra infantile o con altri medici specialisti ed è in grado non solo di valutare e diagnosticare eventuali problematiche ma anche di prevenirle e curarle. Come vedremo tra poco, gli strumenti utilizzati dal logopedista sono assolutamente innocui: non stiamo parlando di un medico che somministra farmaci ma di tutt’altro. Una seduta di logopedia prevede alcuni esercizi mirati, che spesso vengono proposti ai bambini sotto forma di giochi divertenti.

Attenzione, però: è sbagliato pensare che la logopedia si occupi solamente dei problemi dell’età infantile. Anche gli adulti possono manifestare problemi di linguaggio o di apprendimento e anche in questo caso la figura a cui rivolgersi è sempre il logopedista.

A che età portare il bambino dal logopedista?

Molte mamme si chiedono quale sia l’età giusta per portare un bambino dal logopedista. Le capacità di linguaggio sono infatti soggettive: alcuni possono apprendere rapidamente e iniziare a parlare in modo precoce rispetto ad i coetanei mentre altri potrebbero arrivare un po’ dopo. In questi casi non si parla di disturbo ma semplicemente di differenze soggettive. Ognuno è diverso e ha i propri tempi, ma è bene sottolineare che un ritardo del linguaggio non deve mai essere sottovalutato. Se da un lato non bisogna farne un dramma e far sentire il bambino diverso rispetto agli altri, dall’altro è importante intervenire il prima possibile perchè spesso la logopedia è in grado di prevenire eventuali problematiche future. Ma qual è l’età giusta per portare un bambino dal logopedista? Questa è una delle domande più frequenti quindi vediamo di dare una risposta chiara.

In linea di massima, i bambini quando arrivano all’età di 2 anni dovrebbero essere in grado di pronunciare dalle 100 alle 200 parole e alcune frasi molto semplici. Se però le parole pronunciate a quest’età sono meno di 50, allora conviene rivolgersi ad un logopedista. Non stiamo dicendo che in questo caso il bambino ha qualche patologia, ma potrebbe essere a rischio e con una terapia di questo tipo il problema potrebbe essere risolto prima che peggiori.

All’età di 4 anni un bambino dovrebbe essere in grado non solo di comunicare in modo chiaro e quindi farsi capire, ma anche di pronunciare tutti i suoni della lingua. Se questo non avviene, è sempre consigliato rivolgersi ad un logopedista perchè molto probabilmente ci sono delle problematiche da risolvere. E’ proprio all’età di 4 anni che vengono diagnosticati i problemi di linguaggio: ecco perchè se il bambino non dovesse ancora parlare bene conviene portarlo da un logopedista. Più si aspetta, più si rischia di peggiorare la situazione e rendere il recupero molto più difficoltoso per il bimbo stesso.

I campanelli d’allarme di un problema del linguaggio

Come capire se un bambino ha bisogno della logopedia o meno? Come abbiamo appena visto basta osservare come parla, ma non sempre è così facile individuare un disturbo del linguaggio o della comunicazione. Ci sono però alcuni campanelli d’allarme che ci aiutano a capire quando un bambino può aver bisogno della logopedia:

  • Il bimbo ha due anni e non parla;
  • Il bambino ha 3 anni e non è in grado di farsi capire;
  • Il bambino non capisce quello che gli viene detto;
  • Il bimbo non pronuncia bene alcune lettere o le inverte all’interno delle parole;
  • Il bimbo balbetta;
  • Il bambino ha problemi di deglutizione;
  • Il bambino compie molti errori ortografici e fa fatica a leggere;
  • Il bambino ha problemi a compiere calcoli matematici;
  • Il bambino ha difficoltà di memorizzazione.

Spesso, i bambini che presentano difficoltà di linguaggio possono anche apparire aggressivi o stancarsi in modo eccessivo rispetto ai coetanei quando è il momento di fare i compiti o di imparare qualcosa di nuovo.

Logopedia: gli esercizi mirati sotto forma di gioco

Una seduta di logopedia è per il bambino un momento di gioco: solo in questo modo è possibile facilitare l’apprendimento e rendere la terapia meno stressante per i più piccoli. Naturalmente gli esercizi dipendono dal tipo di disturbo del bambino, ma in tutti i casi ogni seduta deve essere divertente e stimolante, mai noiosa!

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