Pertosse: cause, sintomi, cure e vaccino di una malattia pericolosa per i bambini

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Pertosse

La pertosse è una malattia infettiva di origine batterica altamente contagiosa e quando colpisce i neonati può essere davvero molto pericolosa: per questo è importante riconoscerla sin dai primi sintomi e soprattutto prevenirla con il vaccino. 

Purtroppo, al giorno d’oggi si è diffusa una credenza errata in merito ai vaccini: molti genitori scelgono di non vaccinare i propri figli perchè ritengono che i rischi siano maggiori dei benefici. Nel caso della pertosse, questa malattia colpisce soprattutto i neonati e risulta molto rischiosa: fino a qualche anno fa il suo livello di pericolosità è diminuito grazie ai vaccini, ma adesso le cose potrebbero cambiare.

Cause e trasmissione della pertosse

Gram-NegativiLa pertosse è causata dal batterio gram-negativo Bordetella pertussis e ha un elevato grado di contagio perchè si diffonde per via aerea. I bambini, e specialmente i neonati, sono i soggetti più a rischio di contrarre questa malattia infettiva ma anche gli adulti potrebbero rimanere contagiati se non vaccinati. Una persona ammalata di pertosse può trasmettere il batterio semplicemente starnutendo o tossendo: questo si diffonde nell’aria e può essere inalato da chi si trova nelle vicinanze.

E’ importante ricordare che i pazienti risultano infettivi per ben 3 settimane da quando spariscono i sintomi più evidenti e le crisi di tosse: potrebbe quindi accadere che una persona sia convinta di essere guarita ma risulti ancora contagiosa.

I sintomi della Pertosse: come riconoscerla nei bambini

La pertosse è una malattia dal decorso piuttosto lungo: non a caso viene chiamata anche la malattia dei 100 giorni. Potrebbero volerci anche più di 10 settimane per guarire completamente, ed i sintomi tendono ad aggravarsi dopo le prime 2 settimane.

I primi sintomi della pertosse sono i seguenti:

  • Raffreddore e congestione nasale;
  • Tosse lieve;
  • Febbre (non alta).

Va sottolineato che i neonati spesso non presentano i sintomi più evidenti ossia la tosse: è molto più frequente che vadano in apnea, diventino blu e non riescano a respirare normalmente. In questo caso occorre rivolgersi immediatamente al medico perchè la mancanza di ossigeno potrebbe provocare gravi danni.

I sintomi, come abbiamo accennato prima, tendono ad aggravarsi dopo le prime 2 settimane e possono manifestarsi:

  • Attacchi di tosse anche molto forti;
  • Laringospasmo;
  • Vomito;
  • Spossatezza.

Anche le persone vaccinate possono rimanere contagiate: i sintomi però in questo caso si presentano sempre in forma molto più lieve e le probabilità che i neonati possano andare incontro a crisi di apnea si riducono moltissimo.

Come si cura la Pertosse in adulti e bambini

La Pertosse si cura generalmente con una terapia a base di antibiotici: i pazienti che intraprendono questa cura nella maggior parte dei casi non sono più infettivi dopo 5 giorni dall’inizio della terapia. Nei neonati però, come abbiamo visto, questa malattia può presentarsi in una forma molto pericolosa: in presenza di crisi di apnea conviene rivolgersi tempestivamente al medico e quasi sempre è previsto il ricovero in ospedale. 

Negli adulti i sintomi possono essere trattati con farmaci mucolitici per ridurre la tosse e l’ostruzione nasale, ma nei neonati e nei bambini è sempre bene attenersi scrupolosamente alle indicazioni del pediatra. Alcuni farmaci infatti potrebbero essere dannosi se assunti in età così precoce.

Prevenzione della Pertosse: l’importanza del vaccino

Pertosse-vaccinoCome abbiamo accennato prima, al giorno d’oggi si sta sviluppando una certa resistenza all’impiego di vaccini e molti genitori scelgono di non vaccinare i propri figli. Purtroppo le informazioni che stanno alla base di queste scelte sono errate ed il rischio di complicazioni soprattutto nei neonati e nei bambini più piccoli sta crescendo moltissimo. La pertosse è una malattia infettiva altamente contagiosa, che però fino ad ora è stata tenuta sotto controllo grazie proprio ai vaccini: il numero di casi è diminuito a dismisura e così anche il livello di pericolosità.

Il vaccino per la pertosse è raccomandata dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e secondo i dati del 2002 ha salvato ben mezzo milione di vite. Dovrebbe essere fatto ai neonati quando arrivano all’età di 2 mesi e ha una durata limitata a qualche anno: i soggetti vaccinati possono risultare immuni per un periodo che va dai 3 ai 6 anni. Nonostante questa malattia sia particolarmente pericolosa nei neonati e nei bambini, è bene ricordare che gli adulti vaccinati in età infantile risultano del tutto scoperti e a rischio di contagio.

Vaccino Pertosse in gravidanza: come funziona?

La vaccinazione contro la pertosse viene offerta gratuitamente alle donne in gravidanza durante il terzo mese: le donne incinte infatti hanno la possibilità di farsi vaccinare per proteggere il bambino nei suoi primi mesi di vita. In sostanza, effettuando il vaccino nel terzo mese di gravidanza, gli anticorpi prodotti sono in grado di attraversare la placenta e quindi sono trasmessi al feto. In questo modo, è possibile vaccinare indirettamente il proprio neonato e proteggerlo per i primi 3 mesi di vita dal rischio di contrarre la pertosse.

Si tratta di una misura consigliata alle donne in gravidanza, perchè come abbiamo visto il pericolo di mortalità nei neonati esiste, così come le complicazioni in caso di pertosse.

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