Salmonella: cause, sintomi, incubazione e cura in adulti a bambini

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Salmonella

La salmonella è il batterio responsabile di un’infezione alimentare chiamata salmonellosi e ormai conosciuta perchè piuttosto frequente e diffusa. A dire il vero, spesso e volentieri si semplifica intendendo, con il termine salmonella, proprio l’infezione causata da questo batterio. Ad ogni modo, parliamo di un’intossicazione che nella maggior parte dei casi provoca diarrea e altri sintomi ma non risulta particolarmente grave. Spesso la salmonellosi si risolve in modo del tutto spontaneo nel giro di alcuni giorni, provocando sintomi simili a quelli della gastroenterite. Nelle forme più gravi però può causare anche setticemia e provocare disturbi che coinvolgono anche altri organi come la meningite, l’artrite e la polmonite.

Come abbiamo accennato, il sintomo più classico causato dalla salmonella è la diarrea: per questo motivo il rischio più comune è quello della disidratazione, specialmente nei bambini piccoli. La salmonellosi comunque si può prevenire: l’infezione viene trasmessa attraverso l’ingestione di cibi o acqua contaminati dal batterio. Come vedremo tra poco, il batterio della salmonella viene ucciso con le alte temperature quindi cuocendo adeguatamente gli alimenti ed evitando di bere acqua che potrebbe essere contaminata non corriamo molti rischi.

Salmonella: cause, contagio e fattori di rischio

Il batterio della salmonella, come abbiamo accennato, entra nell’organismo dell’uomo attraverso l’ingestione di alimenti o bevande contaminate, oppure con il contatto diretto con feci infette. Una volta che la salmonella infetta il tubo digerente provoca i sintomi più classici che sono simili ad una gastroenterite ma possono interessare anche altri organi degenerando in setticemia.

La salmonella generalmente trova un ambiente ospitale negli animali da allevamento e da cortile, ed è per questo motivo che mangiando queste carni rischiamo di contrarre questa infezione. Va detto che i controlli in Italia sono piuttosto efficienti, ma per evitare di correre rischi conviene evitare di mangiare gli alimenti più pericolosi crudi o non pastorizzati.

Gli alimenti a rischio di salmonella

I cibi che generalmente sono ad elevato rischio di salmonella sono:

  • Le uova crude o poco cotte;
  • Carne bianca (pollame) crudo o poco cotto;
  • Pesce crudo o poco cotto;
  • Molluschi e crostacei crudi o poco cotti;
  • Acqua non potabile contaminata.

Con il processo di cottura il batterio della salmonella viene ucciso, quindi è sufficiente avere l’accortezza di cuocere bene gli alimenti e di far bollire l’acqua qualora potesse risultare a rischio. E’ importante anche ricordare che alcune salse come ad esempio la maionese contengono uova crude e anche queste potrebbero essere potenzialmente a rischio di salmonella.

Fattori di rischio: persone più esposte alla salmonellosi

Come abbiamo visto, la salmonella viene contratta attraverso l’ingestione di cibi contaminati che non sono stati cotti in modo adeguato. Esistono però persone che risultano più a rischio di altre ossia:

  • Bambini e ragazzi giovani, di età inferiore ai 20 anni;
  • Persone con sistema immunitario debole o depresso;
  • Persone che fanno un utilizzo abituale di antiacidi.

Questo tuttavia non esclude che la salmonellosi sia contratta da una persona adulta in buona salute.

I sintomi della salmonella: come riconoscerla

Diarrea-bambiniIn caso di infezione da salmonella, i sintomi sono piuttosto evidenti e riconoscibili, anche se in molti casi potrebbero essere scambiati per quelli di una semplice gastroenterite. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi tali sintomi risultano sopportabili e non gravi, tendono a risolversi spontaneamente nel giro di qualche giorno e non comportano ripercussioni a lungo termine.

Tra i sintomi più tipici della salmonellosi troviamo i seguenti:

  • Diarrea;
  • Nausea e dolore addominale;
  • Mal di testa;
  • Febbre;
  • Inappetenza.

In alcuni casi, le feci presentano tracce di muco o di sangue ma sempre in quantità modesta. Il periodo d’incubazione della salmonella va dalle 12 alle 48 ore, quindi i sintomi possono comparire anche due giorni dopo aver ingerito gli alimenti incriminati.

La sintomatoogia della salmonellosi ha una durata che solitamente non supera i 7 giorni e tende a risolversi in modo del tutto spontaneo.

Cura e trattamento farmacologico

Come abbiamo appena visto, la salmonellosi tende a risolversi in modo spontaneo salvo complicanze quindi non occorre assumere dei farmaci specifici. Tuttavia, poichè la diarrea può risultare spesso molto marcata, viene consigliata una terapia a base di fermenti lattici per ripristinare la flora batterica intestinale. E’ inoltre indispensabile reidratare l’organismo, specialmente nei bambini piccoli, perchè il rischio di disidratazione è elevato.

Fortunatamente la salmonellosi al giorno d’oggi provoca solamente dei sintomi e dei fastidi a livello gastrico e intestinale del tutto sopportabili e risolvibili. Se però dovessero insorgere delle complicazioni, non bisogna assolutamente trascurarle ed è fondamentale informare tempestivamente il medico. Se infatti la salmonella dovesse intaccare altri organi il rischio di setticemia è elevato e si potrebbe andare incontro ad una serie di patologie molto più gravi di una semplice diarrea. Meglio quindi non trascurare alcun sintomo, e preoccuparsi di idratare in modo adeguato l’organismo.

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