Shock Anafilattico: cause, sintomi, terapia e pericoli

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Shock-anafilattico

Lo shock anafilattico è una condizione clinica molto grave, che se non viene trattata tempestivamente può portare anche alla morte del paziente. Si tratta di una particolare reazione di ipersensibilità, che si manifesta con sintomi evidenti e che scatena delle reazioni molto pericolose. Lo shock anafilattico può interessare sia adulti che bambini e riconoscerlo non è difficile: bisogna però prestare attenzione ad ogni più piccolo campanello d’allarme e intervenire con la massima tempestività. 

La reazione tipica dell’anafilassi è scatenata da un allergene, che può essere di varia natura: punture di insetti, farmaci, alimenti. Come vedremo, prima che si verifichi questa reazione grave il soggetto deve essere già entrato in contatto con l’allergene ma questo primo contatto non è detto che dia vita a reazioni avverse. Spesso e volentieri la prima reazione ad un allergene passa del tutto inosservata, ma il sistema immunitario si allerta ed inizia a produrre anticorpi per le eventuali occasioni successive.

Shock anafilattico: cause e fattori di rischio

Shock-anafilatticoCome abbiamo detto, questa reazione di ipersensibilità si verifica quando un paziente allergico ad una determinata sostanza entra nuovamente in contatto con essa. Questo significa che l’allergene deve essere già stato individuato dall’organismo della persona colpita. In sostanza, se ad esempio si assume un farmaco per la prima volta nella propria vita, questo potrebbe non creare alcun problema ma essere identificato dal nostro sistema immunitario come un allergene. Se in seguito a questo primo contatto il paziente dovesse nuovamente assumere quel determinato farmaco, allora potrebbe andare incontro ad uno shock anafilattico. 

Lo shock anafilattico può essere provocato da allergeni di varia natura, ma i principali responsabili sono generalmente tre:

  • Farmaci e specialmente antibiotici a base di penicillina;
  • Punture d’insetti (api, vespe, formiche rosse, ragni, ecc.);
  • Alimenti (crostacei, latte, uova, frutta secca a guscio, ecc.);
  • Lattice.

Bisogna però precisare che questa reazione di ipersensibilità può essere scatenata anche da altri fattori come l’esercizio fisico. 

Naturalmente, anche in questo caso esistono persone più predisposte a soffrire di queste reazioni allergiche gravi. Tra i fattori di rischio più comuni troviamo i seguenti:

  • Pazienti che soffrono di asma o allergie;
  • Pazienti che in passato hanno sofferto di anafilassi;
  • Pazienti con parenti stretti che hanno sofferto di anafilassi indotta da esercizio fisico.

I sintomi dello shock anafilattico: come riconoscerlo

I sintomi tipici dello shock anafilattico si presentano nella maggior parte dei casi dopo pochi minuti dall’esposizione all’allergene, ma in alcuni pazienti possono manifestarsi anche dopo alcune ore. Come abbiamo detto, la tempestività è fondamentale: non appena si iniziano a manifestare i sintomi è importantissimo rivolgersi al Pronto Soccorso per intraprendere al più presto una terapia.

Tra i sintomi tipici di questa reazione allergica troviamo i seguenti:

  • Reazione cutanea come orticaria, prurito alla pelle, arrossamento;
  • Aritmia cardiaca, con tachicardia seguita da battito breve;
  • Sensazione di calore e vampate di caldo;
  • Difficoltà respiratorie e broncospasmo;
  • Lingua e gola gonfie (angioedema);
  • Nausea, vomito o diarrea;
  • Giramenti di testa;
  • Perdita di conoscenza;
  • Ipotensione;
  • Malessere grave generale.

Shock anafilattico nei bambini

Nei bambini lo shock anafilattico è naturalmente più complesso da individuare, anche se nella maggior parte dei casi i sintomi sono piuttosto evidenti e quindi riconoscibili sin dalle prime manifestazioni. Qualora si manifestasse una reazione allergica grave di questo tipo, il medicinale salvavita è sempre l’adrenalina, che può essere utilizzata anche nei pazienti in età pediatrica. In questi casi i genitori possono provvedere in autonomia ad effettuare l’iniezione, che può davvero salvare la vita al bambino.

Cosa fare in caso di shock anafilattico

Qualora si manifestassero i sintomi tipici di shock anafilattico, è fondamentale agire con tempestività e recarsi immediatamente al Pronto Soccorso. Se il paziente è già un soggetto a rischio, potrebbe avere con sé un autoiniettore di adrenalina e non bisogna avere paura ad utilizzarlo perchè potrebbe salvargli la vita. Come abbiamo detto, questo è il farmaco per eccellenza contro questi episodi di ipersensibilità e anche al Pronto Soccorso viene impiegato per trattare il disturbo con la massima urgenza.

In seguito ad un episodio di anafilassi, sarebbe sempre opportuno effettuare tutti i test allergici per comprendere quale sia l’allergene responsabile della reazione e prevenire eventuali episodi futuri.

Pericoli e complicazioni dello shock anafilattico

Come abbiamo detto, lo shock anafilattico è una reazione gravissima che se non trattata tempestivamente può portare alla morte del paziente. Ad oggi fortunatamente il rischio di morte è ridotto al minimo, ma ci sono purtroppo delle situazioni in cui intervenire è impossibile. In alcuni casi è successo che il paziente venisse punto da un insetto durante la notte e che lo stesso paziente morisse nel sonno. Tra le complicazioni ed i rischi associati a questa reazione allergica troviamo i seguenti: 

  • Infarto;
  • Arresto respiratorio e blocco delle vie aeree;
  • Decesso.

Shock anafilattico e farmaci: attenti agli antibiotici

Come abbiamo visto, oltre alle punture d’insetto e a determinati alimenti, lo shock anafilattico può essere provocato dall’assunzione di alcuni farmaci. Nello specifico, benché qualsiasi principio attivo possa rappresentare un allergene, sono spesso gli antibiotici a base di penicillina a risultare pericolosi. 

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