SLA: cause, sintomi, età d’incidenza della sclerosi laterale amiotrofica

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La SLA (sclerosi multipla amiotrofica) è una patologia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni del sistema nervoso centrale e che porta gradualmente alla perdita delle funzioni vitali e quindi alla morte. Si tratta di una malattia rara: la sua incidenza è di 1-3 casi ogni 100.000 persone all’anno e attualmente non esistono cure specifiche per raggiungere una completa guarigione. 

La SLA è una patologia seria, che spesso è difficile affrontare: convivere con questa malattia significa accettare di perdere gradualmente il controllo delle funzioni vitali come respirare, parlare, camminare, mangiare in autonomia. Per questo spesso è importante affiancare ai malati di SLA anche un supporto psicologico oltre che strettamente medico.

Da cosa è causata la SLA?

Ad oggi non ci sono ancora risposte certe in merito alle cause della SLA: sembra infatti che questa malattia abbia origine ereditaria, ma solo nel 5-10% dei casi. Nella maggior parte dei pazienti invece le cause sono multifattoriali: questo significa che è una combinazione di più fattori che determina la patologia.

Attualmente, tra le ipotesi più accreditate dalla comunità scientifica, troviamo:

  • Eccesso di glutammato, il quale determina un danno neuronale di tipo eccito-tossico;
  • Squilibrio tra ossidanti e riducenti nei motoneuroni, che determina un danno ossidativo.

Ad oggi la ricerca sta continuando ad andare avanti: le cause di questa patologia devono infatti essere identificate con certezza per poter riuscire a trovare una cura adeguata.

I sintomi della SLA: come riconoscere la patologia

Questa malattia purtroppo ha un esordio graduale: questo significa che i sintomi iniziali sono spesso trascurabili e possono essere ricondotti ad altre patologie decisamente meno gravi. Dopo alcune settimane o mesi, però, inizia la degenerazione vera e propria ed i sintomi diventano più evidenti.

I sintomi iniziali della sclerosi laterale amiotrofica

I sintomi iniziali della SLA interessano i muscoli: nel 75% dei casi è un arto ad essere colpito e a non rispondere più completamente a quanto gli viene inviato come impulso dal cervello. Così, i pazienti iniziano ad avere problemi nel camminare perchè inciampano sempre più spesso, oppure nello scrivere o fare operazioni semplici. Tra i primi sintomi che si possono manifestare nei pazienti affetti da SLA troviamo quindi i seguenti:

  • Difficoltà a camminare;
  • Gambe, piedi o anche deboli e cedevoli;
  • Crampi muscolari;
  • Difficoltà a rimanere in una postura corretta;
  • Spalle e braccia deboli e cedevoli;
  • Difficoltà ad effettuare una presa con le mani;
  • Difficoltà nella deglutizione;
  • Difficoltà di linguaggio;
  • Tremori muscolari.

Il 25% dei pazienti riferisce un esordio bulbare, il che significa che tra i primi sintomi compare proprio l’incapacità di parlare e di deglutire.

I sintomi della SLA in stadio avanzato

Quando il paziente affetto da SLA raggiunge uno stadio avanzato, iniziano a manifestarsi dei sintomi via via più gravi e debilitanti. In questo stadio si è praticamente paralizzati e costretti alla sedia a rotelle, le funzioni vitali diventano sempre più complesse da gestire e non si è più autonomi. Tra questi sintomi troviamo i seguenti:

  • Paralisi degli arti inferiori e superiori;
  • Incapacità di respirare autonomamente;
  • Incapacità di deglutire e quindi di mangiare autonomamente;
  • Incapacità di parlare.

I pazienti affetti da SLA sono lucidi?

SlaUn aspetto drammatico di questa patologia è che, mentre il paziente assiste alla perdita graduale ma inesorabile delle proprie funzioni vitali, rimane sempre lucido. La sua capacità di ragionare non viene colpita dalla malattia ed è quindi assolutamente in grado di intendere e di volere. Questo è un aspetto drammatico perchè fondamentalmente il paziente affetto da SLA si vede completamente dipendente da persone e macchinari per poter vivere e rimane sempre perfettamente cosciente della propria situazione. Per questo motivo è importante il sostegno psicologico oltre che prettamente medico: la situazione da affrontare non è certo facile.

Cure e terapie per rallentare il decorso della malattia

Come abbiamo già anticipato, sfortunatamente ad oggi non esistono terapie in grado di portare alla guarigione da questa patologia. Tuttavia, vengono impiegati alcuni farmaci che hanno la capacità di rallentarne il decorso: il più utilizzato è il riluzolo, che purtroppo è in grado di rallentare la progressione della malattia solamente di alcuni mesi. La SLA è una patologia con la quale bisogna convivere ma che soprattutto bisogna accettare. Assistere al progressivo deterioramento delle proprie funzioni vitali, fino alla loro completa perdita, è un’esperienza sicuramente drammatica che spesso è difficilissima da accettare. Negli ultimi anni però le numerose iniziative e la diffusione di campagne informative su questa patologia ha portato molte persone ad una maggior sensibilizzazione.

Prognosi e aspettativa di vita

La prognosi per i pazienti affetti da SLA non è mai positiva: purtroppo questa malattia porta alla morte e nella maggior parte dei casi questo avviene entro 3-5 anni dall’esordio. Il decesso avviene quasi sempre per un’insufficienza respiratoria, ma non per tutti la sorte è così nefasta e l’aspettativa di vita così breve. I pazienti che rispondono meglio ai trattamenti possono sopravvivere anche per molti più anni: alcuni malati di SLA possono convivere anche 10 anni con questa malattia. La qualità della vita però è sempre precaria e difficile da sopportare.

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