Tripofobia: cause, sintomi, cura e test per capire se hai la fobia dei buchi

0
2628
Tripofobia

La tripofobia è la paura di superfici bucherellate, come ad esempio quella dell’alveare o quella del fiore di loto quando ancora presenta i bacelli. Nonostante sia poco conosciuta, questa fobia è molto diffusa e sono diverse le persone che ne soffrono ma la sua scoperta è relativamente recente quindi sono ancora poche le informazioni certe che abbiamo sulla tripofobia. Negli ultimi anni sono stati condotti alcuni studi che hanno aperto la strada ad diverse ipotesi sulla causa di questa paura ma ricordiamo che stiamo parlando di una fobia non ancora riconosciuta ufficialmente come disturbo mentale vero e proprio.

A ben vedere, i sintomi tipici della tripofobia farebbero pensare più ad una paura e ad un senso di disgusto che ad una fobia vera e propria. Nonostante ciò, gli studi continuano ad andare avanti ed esistono anche delle soluzioni che permetterebbero di tenere sotto controllo questo strano disturbo, che in alcuni casi potrebbe diventare un vero problema.

Tripofobia: quali sono le cose che fanno paura?

TripofobiaCome abbiamo detto, la tripofobia è la paura dei buchi o meglio delle superfici bucherellate. Possono essere diversi gli oggetti che scatenano reazioni fobiche ed i sintomi possono essere lievi oppure molto evidenti a seconda della persona. Spesso, ci si può imbattere in queste cose anche mentre si cammina o si fa una semplice passeggiata nel bosco: nella maggior parte dei casi è proprio la natura che ci offre forme bucherellate che scatenano la paura e l’angoscia. Tra questi oggetti, i più comuni sono i seguenti:

  • Alveari;
  • Bacelli dei fiori di loto;
  • Coralli e spugne;
  • Formaggi con i buchi;
  • Bolle di sapone.

Naturalmente esistono molti altri oggetti che per via della loro particlare forma possono scatenare la tripofobia: basta che siano ricoperti di buchi.

I sintomi tipici della tripofobia

TripofobiaCome abbiamo appena accennato, i sintomi della tripofobia non sono simili a quelli delle altre fobie ed è anche per questo motivo che questo disturbo non è stato riconosciuto ancora ufficialmente nella letteratura medico scientifica. Tuttavia, in alcune persone la vista di superfici ricoperte di buchi provoca delle reazioni anche molto fastidiose tra cui:

  • Pelle d’oca e brividi;
  • Senso di profondo disgusto;
  • Eccessiva sudorazione;
  • Nausea e vomito;
  • Prurito;
  • Senso di disagio;
  • Crisi respiratorie;
  • Attacchi di panico.

Se alcuni pazienti lamentano solamente un senso di nausea e di disgusto molto profondo, altri invece somatizzano in modo più evidente questa paura. E’ quindi chiaro che si tratta di un disturbo che richiede un qualche tipo di intervento.

Le cause della paura dei buchi

TripofobiaIn merito alle cause di questo disturbo, gli studiosi hanno formulato diverse teorie, ma la più accreditata è quella di Arnold Wilkins e Geoff Cole, del Centre for Brain Science della University of Essex. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Psychological Science, i due studiosi sostengono che i sintomi della tripofobia siano dovuti ad una reazione inconscia e sia collegata ad una porzione primitiva del cervello. In sostanza, la base della tripofobia sarebbe di natura evoluzionistica: una forma di difesa che mette in atto il nostro cervello quando si trova di fronte a forme particolari che accendono un campanello d’allarme.

Secondo tale teoria, quindi, il disturbo sarebbe dovuto ad un’associazione invlontaria di queste forme a qualcosa di pericoloso. Naturalmente chi soffre di tripofobia non è consapevole perchè si tratta di un meccanismo inconscio ed è proprio per questa ragione che la cura più efficace risiede nella terapia psicologica.

Test Tripofobia: scopri se sei tripofobico!

Per scoprire se si soffre di questa fobia basta ossrvare alcune immagini, come quelle presenti in questo articolo. Se guardandole vi sentite a disagio e provate un senso di disgusto, se vi viene mal di testa e avvertite una sensazione strana potreste essere tripofobici anche voi! Questa paura è molto diffusa, ma sono diverse le persone che non sono consapevoli di averla. Qui sotto potete trovare un video in cui sono presentate una serie di immagini che dovrebbero scatenarvi una reazione e dei sintomi tipici come quelli che abbiamo descritto sopra. Se al contrario non provate nulla, significa che non siete affetti da tripofobia!

Come risolvere questo problema? Cure e terapie utili

Non è detto che la tripofobia comprometta la vostra quotidianità, quindi se questo disturbo è piuttosto lieve e non vi provoca grandi disagi potete provare a risolverlo in autonomia. Molto utile in tal senso può essere osservare di frequente le immagini incriminate, in modo da abituare il cervello alla loro vista. Alcune persone affette da tripofobia però possono anche vivere situazioni di grande disagio, che possono arrivare a provocare attacchi di panico veri e propri. In questi casi, andare da un terapista specializzato in fobie potrebbe essere la soluzione risolutiva. Bisogna però avere molta pazienza, perchè non è semplicissimo risolvere una paura ancestrale come questa e potrebbero essere necessarie diverse sedute prima di guarire completamente.

Curare la tripofobia con la terapia di esposizione

Solo in rari casi la tripofobia può essere ritenuta una vera e propria fobia, perchè come abbiamo visto nella maggior parte delle persone le sensazioni suscitate sono più simili a quelle del disgusto che a quelle della paura e del terrore. Per tale ragione, una delle tecniche più efficaci per curare la tripofobia può essere quella dell’esposizione, che come abbiamo accennato è molto semplice. Si basa sostanzialmente sull’esposizione del paziente ad immagini che appunto gli scatenano delle reazioni di disgusto. Si tratta di una terapia che prevede un’esposizione graduale e che può richiedere un po’ di tempo, ma spesso si rivela efficace ed il paziente si abitua alla visione delle immagini incriminate.

Curare la tripofobia con la terapia cognitivo-comportamentale

Un’altra tecnica che può risultare efficace ma che prevede l’intervento di uno psicologo professionista è quella cognitivo-comportamentale. Si basa sulla messa in atto di alcune strategie specifiche che dovrebbero portare il paziente a razionalizzare la propria paura e imparare a gestirla mediante l’autocontrollo.

Curare la tripofobia con i farmaci: sole nei casi più gravi

Solamente nei casi più gravi (e qui si parla di vera e propria fobia, associata ad altri disturbi come depressione, ansia e attacchi di panico) potrebbe essere necessario ricorrere ad uno psichiatra. E’ bene precisare che nella stragrande maggioranza dei casi la tripofobia si può imparare a gestire senza dover ricorrere a farmaci, ma quando compaiono altri disturbi psichiatrici questa potrebbe essere l’unica soluzione. Solitamente vengono prescritte benzodiazepine e antidepressivi, ma attenzione: parliamo di medicinali molto forti con effetti collaterali da non sottovalutare. Questa deve quindi essere sempre considerata l’ultima spiaggia, per superare un ostacolo che appare davvero difficile da oltrepassare. In assenza di altre patologie psichiatriche, difficilmente si ricorre a questa figuraprofessionale per superare la tripofobia.

Ti potrebbe interessare anche…



Loading...