Epatite C: sintomi iniziali, come si trasmette, vaccino e cure efficaci

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L’epatite C è un’infezione del fegato ed è causata da un virus molto contagioso chiamato Hepatitis C Virus (HCV), che può essere trasmesso attraverso il contatto con sangue infetto. Questa malattia, come vedremo tra poco, può essere molto pericolosa perchè non sempre si manifesta con sintomi evidenti e può rimanere latente nell’organismo anche per diversi anni. Un paziente che risulta infetto dal virus dell’epatite C si trova in una condizione molto particolare: anche se sta bene e non avverte alcun tipo di sintomo, la malattia continua a progredire rischiando di sfociare in patologie ben più gravi come la cirrosi epatica o anche il tumore del fegato

L‘epatite C è una patologia che non deve mai essere sottovalutata e anzi, intraprendere il trattamento in tempi rapidi aumenta le probabilità di debellare completamente il virus con successo. Come vedremo, oggi esistono diverse terapie che consentono di curare questa malattia e alcune sono relativamente recenti ma presentano molti meno effetti collaterali rispetto a quelle classiche.

Epatite C: cause e fattori di rischio

Come abbiamo accennato, l’epatite C è un’infezione causata dal virus HCV, il quale viene trasmesso attraverso il contatto con sangue infetto. I fattori di rischio di contrarre questa patologia sono quindi legati a tutte quelle circostanze che prevedono uno scambio di fluidi e in particolare di sangue ossia:

  • Trasfusioni e trapianti (maggiormente a rischio sono le persone che hanno avuto trasfusioni o trapianti prima del 1992);
  • Condivisione di siringhe, rasoi, e altri oggetti contaminati che possono contaminare a loro volta il sangue;
  • Nascita da una donna già infettata dal virus (questo infatti può essere trasmesso anche al feto durante la gravidanza);
  • Rapporti sessuali non protetti (solo in rari casi).

I sintomi dell’Epatite C: come riconoscerla

Come abbiamo accennato, l’epatite C è una malattia molto insidiosa perchè in moltissimi casi risulta del tutto asintomatica. Questo significa che i pazienti, sebbene siano stati infettati, non avvertono alcun sintomo e si sentono bene. Il virus però continua a creare infezioni (talvolta croniche) al fegato e se non trattato rischia di diventare sempre più pericoloso. Se l’epatite C non viene diagnosticata ed il virus continua a proliferare per diversi anni, c’è il rischio che provochi patologie molto serie come la cirrosi epatica ed il tumore al fegato.

Se la maggior parte dei pazienti affetti da epatite C non manifesta alcun sintomo, il 20% di questi può invece avvertire alcune manifestazioni, spesso scambiate per una banale influenza. Tra i primissimi sintomi che possono comparire dopo uno, due o tre mesi dal contagio troviamo i seguenti:

  • Inappetenza;
  • Dolori articolari e muscolari;
  • Sensazione di stanchezza;
  • Nausea;
  • Dolore nella parte destra dell’addome (in corrispondenza del fegato).

Mano a mano che il virus progredisce e che l’infezione di cronicizza, possono comparire altri sintomi più specifici tra cui ittero e febbre. 

Epatite C: vaccino e prevenzione

Epatite-c-vaccinoAd oggi non esiste un vaccino specifico per l’epatite C, ma esistono vaccini sia per l’epatite A che per l’epatite B. Poichè se un paziente soffre di epatite C ha maggiori probabilità di contrarre anche le altre forme di infezione, generalmente viene consigliato di effettuare i vaccini in modo da prevenire almeno queste altre patologie che potrebbero causare altri danni a livello epatico. 

Per quanto riguarda invece la prevenzione specifica per il virus dell’Epatite C, l’unica cosa che si può fare è cercare di mettere in atto una serie di comportamenti atti a diminuire i fattori di rischio. E’ quindi importante evitare il contatto con sangue altrui (scambio di siringhe, di rasoi o di altri oggetti che potrebbero essere contaminati) e l’impiego del preservativo in caso di rapporti sessuali a rischio. Oggi, le trasfusioni ed i trapianti vengono effettuati in modo molto più sicuro rispetto ad un tempo quindi almeno da questo punto di vista il rischio è inferiore.

Epatite C: cure e terapie efficaci

Fino a qualche anno fa, per curare il virus dell’Epatite C si impiegava la cosiddetta duplice terapia ossia una combinazione di due tipologie di farmaci: l’interferone e la ribavirina. Di recente introduzione è invece il farmaco Sovaldi, in grado di agire direttamente contro il virus e di bloccarne la proliferazione nell’organismo. Il problema è che questi medicinali provocano diversi effetti collaterali, che in alcuni casi diventano davvero debilitanti per i pazienti in terapia. Il trattamento ha una durata piuttosto lunga: si va dalle 12 alle 24 settimane e prima di 3 mesi non è possibile avere risultati effettivi.

I pazienti che hanno l’epatite C ma non presentano alcun sintomo manifesto, possono evitare di intraprendere queste terapie: spesso è il medico stesso a consigliarlo, proprio per via degli effetti collaterali che non si possono trascurare. In questi casi però bisogna effettuare dei controlli periodici per accertare che l’infezione non si stia sviluppando e non stia causando altri problemi di salute. In tutti i casi, conviene sempre seguire il consiglio del medico: l’epatite C non è una malattia che può essere sottovalutata quindi è sempre bene evitare di fare di testa propria.

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