Epatite A: cause, sintomi, trasmissione, cura e vaccino

0
1260
Epatite-A

L’epatite A è una patologia infettiva altamente contagiosa, che colpisce il fegato ed è causata dall’omonimo virus, chiamato anche HAV. Se confrontata con le altre forme di epatite (epatite B ed epatite C), questa è decisamente meno grave e solo in rari casi può risultare rischiosa per il paziente. L’unico rischio per chi soffre di epatite A è quello di sviluppare un’insufficienza epatica: eventualità che come abbiamo accennato capita di rado e interessa specialmente gli anziani. 

Così come l’epatite C, anche l’epatite A è spesso asintomatica: questo significa che il virus può infettare il paziente senza che questo ne sia consapevole. In alcuni casi questa patologia si risolve spontaneamente e senza la necessità di ricorrere a cure e terapie specifiche. A differenza delle altre forme di epatite, questa non diventa cronica ma rimane sempre nella sua fase acuta. La trasmissione del virus avviene quasi sempre attraverso il consumo di alimenti contaminati, ma fortunatamente è possibile prevenire questa infezione grazie al vaccino.

Epatite A: cause e fattori di rischio

Come abbiamo già accennato, l’epatite A è causata dall’omonimo virus il quale viene trasmesso attraverso il contatto con le feci di un soggetto infetto. Questa infezione quindi non si può trasmettere con la saliva, ma solo mediante il contatto con una persona che non si è lavata bene le mani o, molto più di frequente, ingerendo del cibo contaminato. Quando si viaggia in un Paese esotico può esserci il rischio di contrarre l’epatite A proprio perchè acqua, frutta e verdura potrebbero essere state contaminate dal virus. Fortunatamente però, in questi casi, basta fare il vaccino per prevenire eventuali contagi. Va detto che anche un rapporto sessuale non protetto con un soggetto malato può essere rischioso, così come lo scambio di siringhe.

I sintomi dell’epatite A: come riconoscerla

Come abbiamo accennato, l’epatite A è una patologia che spesso si presenta del tutto asintomatica: i pazienti infettati dal virus quindi non avvertono alcun tipo di manifestazione e si sentono bene, ignari di essere stati contagiati. In questi casi, l’infezione è talmente lieve che tende a risolversi spontaneamente entro alcuni giorni e non comporta complicanze di nessun tipo.

Quando i sintomi sono invece manifesti, significa che il virus ha sviluppato un’infezione più aggressiva. Il periodo di incubazione dell’epatite A può variare da soggetto a soggetto, anche se generalmente è intorno ai 28 giorni. Non sono però rari i casi di pazienti che hanno avuto periodi di incubazione più lunghi, fino addirittura ai 150 giorni. Dopo questo periodo, si manifestano i primi sintomi dell’infezione che sono i seguenti:

  • Dolori addominali in corrispondenza del fegato (a destra subito sotto al costato);
  • Inappetenza;
  • Nausea e vomito;
  • Sensazione di stanchezza e affaticamento;
  • Dolori muscolari e articolari;
  • Ittero;
  • Febbre (generalmente piuttosto bassa);
  • Prurito;
  • Urine più scure del normale.

Questi sintomi tendono a durare piuttosto a lungo: generalmente entro un paio di mesi le manifestazioni più fastidiose si risolvono ma in alcuni casi possono protrarsi anche per 6 mesi.

Epatite A: rischi e complicazioni

L’epatite A è una forma molto meno grave e pericolosa rispetto all’epatite C: nella maggior parte dei casi i pazienti tendono a guarire senza complicanze, anche se i sintomi ed il malessere possono durare per diversi mesi. Questa patologia può essere rischiosa solamente in alcuni particolari casi ossia in persone con età superiore ai 50 anni o affette da altre patologie a carico del fegato. Il rischio maggiore è quello di sviluppare un’insufficienza epatica acuta, che potrebbe richiedere un trapianto di fegato. Si tratta però di casi limite, che riguardano solamente pazienti con uno stato di salute di solito già compromesso.

Esistono cure per l’epatite A?

Mentre come abbiamo visto per l’epatite C esistono cure e trattamenti specifici, che spesso risultano addirittura debilitanti per via degli effetti collaterali, per l’epatite A non esiste ad oggi alcuna cura. Questa infezione tende a risolversi spontaneamente e l’unica cosa che si può fare è adottare uno stile di vita sano ed equilibrato, per alleviare i sintomi il più possibile e accelerare il processo di guarigione. I medici consigliano generalmente di seguire un’alimentazione leggera ed equilibrata, di bere molta acqua e di riposare. Queste sono le uniche cose che si possono fare ad oggi e sembra che aiutino nel facilitare il processo di guarigione.

Epatite A: prevenzione e vaccino

Epatite-ALa forma di prevenzione più sicura contro l’epatite A è senza dubbio il vaccino, che viene consigliato specialmente ai bambini di età superiore ad 1 anno, a coloro che si apprestano a partire per una zona a rischio e ai pazienti che risultano già affetti da altre patologie del fegato. Il vaccino ha un’efficacia di almeno il 94% e viene somministrato nel braccio, per via intramuscolare. Dopo la prima dose, è necessario effettuare un altro richiamo dopo 6-12 mesi che consente di ottenere una copertura di oltre 10 anni.

Oltre al vaccino, altre forme di prevenzione riguardano le abitudini igieniche e l’alimentazione. Chi viaggia nei Paesi a rischio, ad esempio, non dovrebbe mangiare frutta e verdura locali e nemmeno bere acqua, che potrebbe essere contaminata.

Ti potrebbe interessare anche…


Loading...