Favismo: cause, sintomi, diagnosi e alimenti da evitare

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Favismo

Il favismo è una patologia genetica piuttosto rara: in Italia è diffusa prevalentemente in Sardegna e in alcune zone del Sud Italia ed è chiamata in questo modo perchè causata dall’ingestione di fave. In realtà, come vedremo tra poco, sono altri gli alimenti che possono scatenare una risposta da parte del nostro organismo e non si tratta di un’intolleranza o di un’allergia alimentare. Il favismo infatti è determinato, come vedremo tra poco, da un’anomalia genetica ossia dalla mancanza di un enzima fondamentale per il metabolismo del glucosio. 

Per questo motivo, il favismo si traduce spesso e volentieri in una grave forma di anemia e deve essere trattato con una certa serietà, onde evitare complicanze anche molto pericolose.

Favismo: cos’è e quali sono le cause

Come abbiamo appena accennato, il favismo è una patologia dovuta alla carenza o all’assenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, un enzima fondamentale per la sintesi del glucosio. Nei soggetti che presentano questo deficit, però, non è detto che si manifesti anche il favismo: alcune persone hanno una carenza enzimatica ma non presentano alcun tipo di sintomo.

Nella maggior parte dei casi, però, i pazienti con una forte carenza dell’enzima non possono mangiare fave e alcuni alimenti della stessa famiglia, così come devono stare attenti ad assumere determinati tipi di farmaci. Il favismo in sostanza è una forma di grave anemia emolitica, causata da due fattori: un deficit enzimatico e l’assunzione di sostanze che attivano una risposta tossico-emolitica.

I sintomi del Favismo: come riconoscerlo

Riconoscere il favismo non è difficile: i sintomi infatti compaiono solamente dopo l’assunzione di determinati alimenti o farmaci che attivano la risposta dell’organismo. In assenza di questi “stimoli”, quindi, le manifestazioni sono del tutto assenti. I sintomi tipici del favismo compaiono entro 12-48 ore dall’assunzione di fave, piselli o farmaci particolari. Le manifestazioni possono essere differenti a seconda della gravità della patologia, ma quelle più tipiche e comuni sono le seguenti:

  • Colorito della pelle giallastro o verdognolo;
  • Ittero;
  • Urina di colore scuro.

Qualora il favismo fosse particolarmente grave, potrebbero manifestarsi altri sintomi più pericolosi come il collasso cardiocircolatorio.

Se dovessero comparire tali sintomi dopo l’assunzione di fave, piselli o alcuni farmaci conviene sempre rivolgersi al proprio medico o al Pronto Soccorso in tempi rapidi, per appurare le cause di tali manifestazioni.

Quali alimenti e farmaci scatenano il favismo?

Favismo-alimentiCome abbiamo accennato, il favismo è una risposta del nostro organismo all’assunzione di determinate sostanze. Il deficit a livello enzimatico infatti determina una completa intolleranza di alcune sostanze, che determinano delle crisi emolitiche anche molto gravi. Ma quali sono, precisamente, gli alimenti ed i farmaci che devono essere evitati da coloro che soffrono di questa malattia genetica?

Per quanto riguarda l’alimentazione, i cibi che non possono essere mangiati sono i seguenti:

  • Fave;
  • Piselli;
  • Lupini;
  • Arachidi;
  • Verbena Hybrida.

Per quanto invece riguarda i farmaci che possono scatenare una reazione nei pazienti affetti da favismo, troviamo i seguenti medicinali da evitare:

  • Farmaci analgesici;
  • Farmaci antipiretici;
  • Farmaci contro la malaria;
  • Naftalene;
  • Sulfamidici;
  • Blu di metilene;
  • FANS;
  • Alcuni farmaci antibiotici.

Prima di assumere qualsiasi tipo di medicinale, i pazienti affetti da favismo devono controllare attentamente il foglietto illustrativo e verificare di poterlo assumere senza effetti collaterali.

Come viene diagnosticata la patologia?

Il favismo viene diagnosticato dopo aver effettuato il test specifico attraverso le analisi del sangue: bisogna quindi indagare proprio questa anomalia genetica per rilevare la sua presenza. In Sardegna, ormai, il test viene effettuato alla nascita: in questa regione infatti i casi di favismo sono decisamente più rilevanti e quindi la patologia viene diagnosticata sin dai primissimi giorni di vita. Nelle altre regioni invece il test non viene effettuato come prassi ma deve essere richiesto. E’ consigliabile farlo specialmente se si hanno origini o parenti sardi, poichè il fattore di rischio è determinante e le probabilità di avere o trasmettere al feto questa patologia sono di gran lunga superiori.

Come curare e prevenire il favismo

Il favismo, come abbiamo visto, è una patologia genetica e non esiste una vera e propria cura per questo disturbo. Nella maggior parte dei casi la prevenzione svolge un ruolo cruciale: se infatti ci si astiene dal consumo degli alimenti incriminati e dai farmaci che possono provocare gravi problemi si può convivere con questa patologia senza troppi problemi. Naturalmente però tutto dipende dalla gravità di favismo: alcune forme possono dare vita a problemi molto gravi e in questi casi bisogna intervenire con misure più drastiche.

In alcuni casi particolarmente gravi è necessaria la dialisi (nei soggetti con insufficienza renale) mentre in altri pazienti bisogna intervenire con un’operazione chirurgica vera e propria. In alcuni casi infatti è necessario rimuovere la milza perchè è proprio qui che avviene la distruzione dei globuli rossi nei pazienti affetti da favismo.

Generalmente, questa patologia si può prevenire con una corretta alimentazione stando attenti ai farmaci che si assumono (compresi quelli da banco) e che potrebbero scatenare reazioni molto gravi.

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