Herpes genitale: sitomi, decorso, cure

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L’herpes genitale è un’infezione sessualmente trasmissibile causata da un virus abbastanza comune chiamato Herpes simpex di tipo 2 (HSV-2).

L’herpes genitale, secondo recenti statistiche, viene trasmessa circa ad una persona su cinque, solitamente ad essere infettate maggiormente sono le donne rispetto agli uomini. È un virus abbastanza comune che spesso si manifesta in forma lieve o non si manifesta affatto, anche nelle infezioni più acute è sufficiente eseguire scrupolosamente la cura per gestire il problema in maniera efficace.

I sintomi dell’herpes genitale: come riconoscerlo

La prima insorgenza dei sintomi è la più acuta, appare circa due settimane dopo il contagio e può durare per diverse settimane. Normalmente ogni manifestazione è preceduta da prurito, formicolio e dolori muscolari. I sintomi sono simili a quelli dell’herpes labiale (principalmente bolle e vesciche che spaccandosi lasciano dolorose ulcerazioni) e richiedono circa 10 giorni per la guarigione. Le vescicole compaiono vicino all’aera di contagio, quindi non solo la zona genitale è compromessa ma anche la zona rettale, possono comparire sulle natiche o sulle cosce.

Le manifestazioni sono abbastanza riconoscibili:

  • Minuscole vescicole
  • Piccole screpolature della cute
  • Desquamazione localizzata della pelle
  • Arrossamento
  • Distinta eruzione cutanea

Altri sintomi che possono accompagnare l’insorgenza (quasi mai compaiono di seguito) dell’ herpes genitale sono febbre, mal di testa, dolore muscolare, dolore o difficoltà ad urinare, perdite urinarie e ghiandole gonfie nell’area inguinale. Nel caso la prima manifestazione sia leggera, le successive saranno quasi impercettibili.

Fattori scatenanti delle ricorrenze

La ricorrenza dell’herpes genitale è soggettiva, ma spesso i seguenti fattori sono responsabili di manifestazioni successive:

  • Luce solare
  • Ciclo mestruale
  • Rapporti vigorosi
  • Stanchezza
  • Stress

L’herpes genitale si può trasmettere, oltre che attraverso il rapporto sessuale, anche attraverso il sesso orale o semplicemente per sfregamento delle mucose. L’ultima situazione si verifica raramente dato che il virus beneficia del microambiente ricco di calore ed umidità che si viene a creare durante un rapporto sessuale completo. Molto di rado il virus viene diffuso attraverso gli oggetti (come ad esempio la seduta del wc o una vasca da bagno). In ogni casi per prevenire l’insorgenza di recidive conviene sempre prestare attenzione, cambiare spesso la biancheria intima così come gli asciugamani utilizzati per l’igiene quotidiana e via dicendo.

Trasmissione ed effetto ping-pong

Come abbiamo accennato, l’herpes genitale viene trasmesso principalmente attraverso i rapporti sessuali non protetti. Non sempre però si manifesta con sintomi evidenti ed è per tale ragione che anche il partner dovrebbe effettuare il trattamento specifico per attenuarlo. Si rischia infatti il classico effetto ping-pong come con la candida: dopo la guarigione del partner, l’altro potrebbe ritrasmetterlo con i rapporti sessuali.

Herpes genitale: decorso e guarigione

Il decorso della malattia è simile a quello dell’herpes labialis: le piccole fastidiosissime vescicole scoppiano trasformandosi in ulcerazioni poco profonde che cicatrizzano senza lasciare segni evidenti nel giro di due o tre settimane. Dolore e prurito però possono persistere anche per un mese dopo la scomparsa delle vescicole. Dopo la prima infezione massiccia, il virus si rifugia nei gangli nervosi dove anticorpi e medicinali non possono raggiungerlo, rimanendo così latente in attesa di un calo delle difese immunitarie. Non appena queste si abbassano l’herpes si attiva nuovamente sferrando un nuovo attacco.

Dopo quanto si possono avere rapporti?

L’herpes genitale raggiunge il suo picco di contagiosità quando sono presenti le vescicole: sono infatti queste che, rompendosi, possono trasmettere il virus. Non è da escludere tuttavia un rischio di contagio anche nel periodo successivo. Si possono avere rapporti, ma sempre con una certa cautela, prestando attenzione all’eventuale comparsa di nuovi sintomi.

Le recidive: un problema comune

Così come avviene per la candida, anche l’herpes labiale è un’infezione subdola perchè una volta che viene trasmessa e curata è possibile andare incontro a recidive, anche continue. Molti pazienti hanno proprio questo problema. Solitamente, le recidive dell’herpes genitale si manifestano nei periodi di maggiore stress, quando le difese immunitarie sono più basse del normale, ma anche durante le terapie antibiotiche.

Cure e terapia

Non esiste una cura che debelli definitivamente questo virus, a seconda dei casi il medico potrà decidere come usare farmaci antivirali. L’efficacia delle cure locali con creme antivirali non è mai stata stabilita scientificamente, localmente possono aiutare bagni con acqua leggermente salata oppure acqua contenente un infuso di tè. Anche l’applicazione di ghiaccio avvolto in un panno può dare momentaneo sollievo. L’amido di mais ad esempio o l’alcol (che però è estremamente doloroso) possono aiutare a tenere “asciutta” la parte. Tutti questi trattamenti tuttavia sono utili solo per placare i sintomi più dolorosi e fastidiosi dell’herpes genitale, ma non per guarire completamente l’infezione.

Per quanto riguarda la cura vera e propria, il farmaco d’elezione è l’Aciclovir: un antivirale dotato di efficacia proprio contro gli herpes virus. Va precisato che questo medicinale non è in grado di eradicare completamente l’infezione, ma si rivela efficace nel ridurre la gravità di eventuali recidive successive. Se quindi si segue una prima terapia mirata, l’herpes genitale non scompare definitivamente, rimane latente e può ripresentarsi ma lo fa in modo decisamente meno grave e doloroso.


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