Aborto Spontaneo: cause, come riconoscerlo e cosa fare

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L’aborto spontaneo è un evento che provoca sempre un grande sconforto psicologico ma che può anche rivelarsi pesante da affrontare dal punto di vista fisico. Si parla di aborto spontaneo quando la gravidanza subisce un’interruzione prematura, quando il feto non è ancora in grado di sopravvivere autonomamente e quindi è destinato alla morte. Purtroppo si tratta di una situazione che si verifica molto più frequentemente di quello che si pensa: dal 10 al 25% delle gravidanze ha questo esito, e sono percentuali piuttosto considerevoli. Generalmente l’aborto spontaneo si presenta con sintomi specifici ed il più frequente è il sanguinamento vaginale. Tuttavia, questo può avvenire anche nel corso di una normale gravidanza senza che vi siano problemi per il feto quindi è importante imparare a riconoscere un aborto spontaneo in modo da non allarmarsi inutilmente durante la gestazione. 

Solitamente, gli aborti spontanei avvengono entro il primo trimestre di gravidanza ed è per questo motivo che viene consigliato alle gestanti di non diffondere troppo la notizia. Trattandosi di un evento che può avvenire con una certa frequenza, è sempre meglio essere consapevoli che è un’eventualità da non escludere completamente. Uscita dal 3° trimestre generalmente la donna si può considerare fuori pericolo, ma in alcuni casi l’aborto spontaneo può sopraggiungere anche più avanti.

Aborto spontaneo: cause e fattori di rischio

Non sempre è possibile risalire alle cause di un aborto spontaneo, ma in alcuni casi esistono delle anomalie o dei problemi che provocano la morte prematura del feto. Queste cause sono diverse a seconda del periodo di gestazione in cui si trova la donna.

Se la paziente subisce un aborto spontaneo nel primo trimestre di gravidanza le cause ed i fattori di rischio più comuni sono i seguenti:

  • Età avanzata della madre (superiore ai 45 anni);
  • Fumo durante la gravidanza;
  • Utilizzo di droghe durante la gravidanza;
  • Consumo di alcolici durante la gravidanza;
  • Consumo eccessivo di caffè (più di 3 al giorno) durante la gravidanza;
  • Obesità.

Naturalmente, queste condizioni non inducono sempre aborti spontanei ma aumentano le possibilità che questo tragico evento si manifesti.

Se la paziente subisce un aborto spontaneo nel secondo trimestre di gravidanza le cause sono quasi sempre legate ad alcune patologie della madre ossia:

Attenzione: queste sono solamente alcune delle possibili cause e dei fattori di rischio che possono concorrere ad aumentare le possibilità di andare incontro ad un aborto spontaneo. Non è però detto che se la madre soffre di una delle patologie sopra elencate rischi effettivamente di perdere il bambino.

Aborto spontaneo: come riconoscerlo

Riconoscere un aborto spontaneo è piuttosto semplice, ma poichè durante il periodo della gestazione molte donne sono ansiose è bene prestare attenzione ai vari campanelli d’allarme ed evitare di preoccuparsi inutilmente. I sintomi più comuni di un aborto sono i seguenti:

  • Crampi addominali;
  • Dolori addominali;
  • Sanguinamento vaginale;
  • Perdite dalla vagina (altri liquidi o tessuti);
  • Scomparsa dei sintomi tipici della gravidanza.

Il sanguinamento vaginale è generalmente il campanello d’allarme che fa presagire un aborto spontaneo, ma è bene specificare che molte donne incinte possono avere perdite ematiche anche nel corso di una gravidanza assolutamente normale. Generalmente si tratta però di fenomeni spotting e di modeste quantità di sangue. Se però non sono presenti altri sintomi particolari oltre alle perdite si può stare piuttosto tranquille.

Aborto spontaneo interno: come riconoscerlo

In alcuni casi l’aborto può avvenire internamente, il che significa che non si presentano i sintomi classici di un aborto spontaneo e quindi potrebbe essere più difficile da riconoscere. In caso di aborto interno l’embrione morto non viene espulso e quindi non si ha sanguinamento evidente. Esistono però degli altri sintomi che ci permettono di riconoscerlo ossia:

  • Scomparsa improvvisa di tutti i sintomi tipici della gravidanza (tensione mammaria, nausea, sonno, ecc.);
  • Assenza di battito cardiaco fetale.

Solitamente, l’aborto interno viene diagnosticato nel corso di un’ecografia. 

Aborto spontaneo: cosa fare e come comportarsi

Se si sospetta un aborto spontaneo la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico o al Pronto Soccorso, ma è bene chiarire che se l’evento è già avvenuto non si può fare nulla per salvare il feto dalla morte. Se l’aborto avviene precocemente ed entro il primo trimestre di gravidanza, generalmente non bisogna fare nulla perchè la madre espelle tutto il materiale dalla vagina.

In alcuni casi però questo non avviene ed è necessario intervenire farmacologicamente o chirurgicamente per evitare che la donna vada incontro a problemi o complicanze. Se infatti il feto non viene espulso completamente dall’organismo, potrebbero verificarsi infezioni o emorragie interne pericolose per la salute della madre. Sarà quindi valutato di volta in volta il da farsi, sulla base di quando è accaduto e delle condizioni della paziente.

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