eGFR: l’indicatore della salute dei reni. I valori e cosa significa se è basso

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L’eGFR è un indicatore molto importante della salute dei reni, due organi che se non funzionano correttamente possono comportare diverse problematiche, alcune delle quali anche gravi. La sigla eGFR sta per Estimate Glomerular Filtration Rate che in italiano significa velocità di filtrazione glomerulare. Questo indicatore viene calcolato quindi per stimare la quantità di sangue che viene filtrata dai glomeruli: delle specie di filtri che si trovano nei reni e che hanno appunto la funzione di purificare il plasma da tutti i prodotti di scarto. L’eGFR viene prescritto per valutare in sostanza l’efficienza dei reni e per diagnosticare alcune patologie che colpiscono questi organi.

Come vedremo tra poco, questo esame specifico del sangue viene effettuato qualora il paziente manifesti dei sintomi che potrebbero essere riconducibili ad una nefropatia e un’insufficienza renale. Se i valori dovessero risultare più bassi rispetto al range considerato normale vale la pena approfondire con ulteriori esami in modo da comprendere l’entità del danno e trovare la cura più adeguata.

eGFR: cos’è e perchè si misura

egfr-bassoCome abbiamo accennato, l’eGFR è l’indicatore della velocità di filtrazione del sangue da parte dei glomeruli, che viene misurata per valutare la funzionalità dei reni. Se infatti i glomeruli non filtrano adeguatamente il sangue dai prodotti di scarto, l’intera efficienza dei reni è compromessa e questi organi non svolgono il loro lavoro in modo adeguato. Il calcolo dell’eGFR viene effettuato sulla base della concentrazione di creatinina nel sangue, quindi nelle anali generalmente viene prescritta anche la creatininemia.

L’esame del sangue specifico per la velocità di filtrazione glomerulare viene solitamente prescritto dal medico quando sussiste un sospetto di danno renale e quindi qualora il paziente lamentasse sintomi che potrebbero essere riconducibili ad una nefropatia.

I sintomi tipici della nefropatia

Se i reni non funzionano come dovrebbero, prima della completa perdita della funzionalità di tali organi si manifestano una serie di sintomi specifici che possono rappresentare dei campanelli d’allarme. I sintomi tipici di una nefropatia sono i seguenti:

  • Bruciore o dolore durante la minzione;
  • Urine schiumose e di colore scuro;
  • Tracce di sangue nelle urine;
  • Edema localizzato alle caviglie, all’addome, ai polsi o intorno agli occhi;
  • Minzione meno frequente del solito;
  • Ipertensione;
  • Dolori alla schiena all’altezza dei reni.

eGFR: i valori normali di riferimento

I valori di riferimento considerati normali sono compresi tra i 90 ed i 120 ml/min. Se quindi i risultati degli esami del sangue riportano dei valori inferiori a 90 ml/min conviene effettuare ulteriori accertamenti perchè potrebbe essere presente un danno renale. Tuttavia è bene sottolineare che più l’eGFR risulta basso e maggiore è il rischio che la patologia abbia compromesso la funzionalità degli organi.

I valori di riferimento per le nefropatie sono i seguenti:

  • = 90 ml/min: danno lieve e funzionalità renale nella norma;
  • 89 – 60 ml/min: funzionalità renale lievemente compromessa;
  • 59 – 44 ml/min: funzionalità renale moderatamente compromessa;
  • 44 – 30 ml/min: funzionalità renale moderatamente o gravemente compromessa;
  • 29 – 15 ml/min: funzionalità renale gravemente compromessa;
  • < 15 ml/min: insufficienza renale.

eGFR basso: le possibili cause

Come abbiamo appena visto, in presenza di eGFR basso viene diagnosticato sempre un danno a livello renale che può essere più o meno grave a seconda dei valori riportati. Non esistono altre possibili cause di questa condizione, perchè la velocità di filtrazione glomerulare valuta in modo specifico proprio la funzionalità dei reni.

Tuttavia è bene specificare che esistono alcuni fattori e condizioni fisiologiche che potrebbero alterare i risultati dell’esame e quindi determinare un eGFR inferiore alla norma senza che vi sia una compromissione renale. L’età precoce o avanzata per esempio può causare un rallentamento della velocità di filtrazione glomerulare, che in questi casi viene ritenuto fisiologico e non preoccupante.

Le possibili cause non patologiche di un eGFR basso sono quindi le seguenti:

  • Età inferiore ai 18 anni o superiore ai 75 anni (bambini e anziani);
  • Dieta eccessivamente ricca di proteine;
  • Assunzione di alcuni farmaci come le cefalosporine e la gentamicina.

eGFR alto: c’è da preoccuparsi?

Come abbiamo visto, l’eGFR altro non è che un indice della funzionalità renale ed è preoccupante quando risulta basso perchè significa che i reni non assolvono alle loro funzioni e risultano quindi compromessi. Ma cosa significa se l’eGFR è alto e quindi i valori sono superiori a 120 ml/min? In linea generale in presenza di questi risultati non ci si dovrebbe preoccupare perchè significa che i reni sono particolarmente efficienti e quindi riescono a filtrare il sangue in modo ottimale. Tuttavia, un eGFR eccessivamente alto non deve mai essere trascurato perchè comporta un aumentato rischi di ipertensione, con tutte le conseguenze che ne possono derivare. Vale quindi la pena consultare sempre il proprio medico di fiducia qualora i risultati dell’esame dovessero risultare al di fuori dei range considerati normali. Leggere variazioni non sono preoccupanti, ma devono comunque essere valutate da un professionista.

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