Colica renale: cos’è, quali sono le cause, i sintomi e i rimedi

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La colica renale, e i relativi calcoli che in gran parte dei casi la provocano, sono tra i disturbi più diffusi, più fastidiosi e più antichi che interessino il genere umano. La presenza dei calcoli nelle vie renali e urinarie è un disturbo molto frequente, che provoca per milioni di persone la necessità di rivolgersi al pronto soccorso.

Molto spesso, i calcoli che si formano all’interno dei reni vengono espulsi naturalmente senza la necessità di ricorrere ad un intervento medico. Accade però che a volte restino bloccati in un tratto delle vie urinarie provocando un’ostruzione, il conseguente impedimento del flusso delle urine e quella che si definisce comunemente una colica renale.

Sintomatologia tipica delle coliche dovute a calcoli renali

La presenza di calcoli nelle vie urinarie è la causa scatenante delle coliche renali, il cui sintomo più evidente è un dolore molto forte avvertito alla schiena e verso il fianco relativo al rene interessato dai calcoli. I dolori si estendono verso il basso ventre e l’inguine, seguendo i movimenti del calcolo all’interno delle vie rinarie, possono essere accompagnati da brividi e febbre qualora fosse in corso un’infezione e da nausea o vomito. Si avverte spesso anche un senso di dolore e di bruciore durante l’espulsione delle urine, che appaiono torbide e dall’odore forte e sgradevole.

Se il calcolo è piuttosto grosso e non riesce a trovare una via di uscita, il dolore è più forte, a causa della contrazione dei muscoli, che tentano di spingerlo verso la vescica. Potrebbero comparire tracce di sangue nelle urine, la cui eliminazione è accompagnata da dolore e bruciore.

colica renale

Nella maggior parte dei casi i calcoli vengono eliminati senza provocare alcuna conseguenza, tuttavia potrebbero recidivare spesso, provocare infezioni e cicatrici nelle vie urinarie o arrivare ad ostruire l’uretere. Nel caso in cui i dolori fossero molto forti e non diano segno di diminuzione, accompagnati da febbre alta, vomito e sangue nelle urine, è necessario rivolgersi immediatamente al medico o al pronto soccorso.

Il medico spesso individua una colica renale semplicemente dalla visita, tuttavia potrebbe richiedere un’analisi del sangue e delle urine e alcuni esami di diagnostica per immagini a conferma della diagnosi. Talvolta può accadere anche il caso contrario, ovvero il riscontro di calcoli nelle vie urinarie durante una radiografia effettuata casualmente, senza che si siano mai verificati i caratteristici sintomi di una colica renale.

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha approfondito notevolmente le conoscenze in relazione alla natura e alle cause dei calcoli renali, offrendo diversi metodi di prevenzione.

La funzione dei reni

I reni rimuovono le scorie dal sangue tramite la produzione di urina, mantengono il costante equilibrio dei sali minerali e producono alcuni ormoni. L’urina viene convogliata attraverso gli ureteri verso la vescica, dove si raccoglie per poi essere espulsa.

I calcoli renali sono piccoli agglomerati cristallini che talvolta si formano nelle urine, generalmente l’urina contiene alcune sostanze che inibiscono la cristallizzazione, tuttavia può accadere, per diversi motivi, che questa funzione non sia sufficiente, provocando la formazione dei tipici sassolini.

Se le dimensioni dei calcoli sono molto piccole, passano nella vescica e vengono espulsi senza causare alcun problema o sintomo. Di solito sono costituiti da calcio e fosfati che derivano dall’alimentazione, più raramente da acidi urici o sostanze infettive (struvite).

Se i cristalli nelle urine sono piccoli, e non provocano dolori forti o coliche, si parla di renella, una sorta di sabbia cristallina che viene espulsa attraverso le urine, provocando spesso solo un lieve fastidio.

colica renale

Le cause della formazione dei calcoli e i fattori di rischio

Le coliche renali e la formazione dei calcoli interessa maggiormente gli uomini di etnia caucasica, prevalentemente dopo i 40 anni di età, con forti possibilità di recidive. Le cause non sono del tutto chiare, alcuni alimenti potrebbero favorire le formazioni cristalline, è comunque presente anche una predisposizione genetica personale e familiare.

Le infezioni frequenti del tratto urinario, alcune patologie renali e disfunzioni della tiroide possono favorire la formazione dei calcoli renali, così come alcune forme molto rare di disordini metabolici, l’assunzione di farmaci diuretici, antiacidi, vitamina D e prodotti per il trattamento delle infezioni da HIV. I fattori di rischio che favoriscono la formazione dei calcoli e, conseguentemente, delle coliche renali sono costituite anche dal sovrappeso, da uno stato di disidratazione, da una frequente ricorrenza di questo problema a livello familiare, da una dieta molto ricca di proteine e sodio e da alcune malattie intestinali e del tubo digerente.

Trattamenti e terapie

Ad esclusione della somministrazione di farmaci analgesici durante gli episodi di coliche renali, nella maggior parte dei casi i calcoli vengono eliminati per via naturale semplicemente bevendo molta acqua, per favorire la fuoriuscita.

E’ molto importante seguire uno stile di vita corretto ed un’alimentazione equilibrata, accompagnata da un’abbondante assunzione di liquidi, almeno due  / tre litri nelle 24 ore. Gli alimenti ricchi di calcio non comportano alcun rischio, mentre invece la formazione dei calcoli può essere favorita dai farmaci a base di vitamina D, da alcuni integratori e dai prodotti antiacidi a base di calcio. La presenza di livelli elevati di acido urico potrebbero richiedere una dieta particolare, in questo caso è bene seguire le indicazioni del proprio medico.

Se necessario, il medico valuterà anche l’eventuale somministrazione di farmaci che inibiscono la formazione dei calcoli di calcio o dei calcoli di cistina, in base alla composizione dei cristalli espulsi (se l’espulsione avviene a casa spesso il medico chiede di conservare i calcoli per poterli analizzare). I calcoli di struvite sono dovuti alla presenza di infezioni batteriche, da risolvere con farmaci appositi e antibiotici.

Trattamento chirurgico

Se le coliche renali sono ricorrenti e i calcoli non vengono espulsi oppure sono di dimensioni troppo grosse e in una posizione complicata, può essere necessario ricorrere ad un intervento chirurgico. La chirurgia è indicata anche quando la presenza dei calcoli provoca infezioni ricorrenti o l’ostruzione delle vie urinarie.

Attualmente, le tecniche chirurgiche per il trattamento dei calcoli renali si sono perfezionate al massimo, e consentono di rimuovere i cristalli con interventi non invasivi, da effettuarsi in ambulatorio, utilizzando tecniche all’avanguardia, tra cui l’onda d’urto e altri metodi che provocano la frantumazione del calcolo, facilitandone l’eliminazione.