Fibrillazione atriale: cos’è, cause, complicazioni e terapie efficaci

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La fibrillazione atriale è una disfunzione del ritmo cardiaco, tale da renderlo molto frequente e irregolare. Non ha una connotazione precisa: può verificarsi sporadicamente o divenire cronica, può dipendere da altre patologie cardiache o, se non trattata correttamente, generare serie complicazioni. Il quadro clinico è variabile, e la gravità dipende dalle caratteristiche e dalle cause. Generalmente, durante un episodio di fibrillazione atriale, gli impulsi cardiaci assumono un carattere anomalo, e le cavità atriali del cuore vengono sottoposte a continue e inutili sollecitazioni, con ripercussioni negative sull’attività ventricolare e su tutto il sistema circolatorio.

Le principali cause

Le ragioni per cui si presenta possono essere diverse. Le più frequenti sono di origine cardiopatica, ma potrebbero essere coinvolte situazioni esterne, dalle disfunzioni tiroidee all’abuso di alcol e di droga. In genere i sintomi più comuni sono palpitazioni cardiache, vertigini, mancanza di respiro e più raramente dolori al petto, anche se non è raro che la fibrillazione atriale sia del tutto asintomatica. L’alterazione ritmica viene diagnosticata e valutata tramite elettrocardiogramma, ecocardiogramma e radiografia del torace, al fine di individuarne le cause e l’evoluzione, e procedere con la terapia o il trattamento più idonei. La fibrillazione atriale è una delle forme di artimia più diffuse, e colpisce maggiormente con l’aumentare delle età.

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Caratteristiche ed evoluzione

Nel momento in cui è in corso, il ritmo cardiaco diviene irregolare e molto rapido: non è raro che la frequenza arrivi a toccare i 350 / 400 battiti al minuto. In base alla durata e al modo in cui si presenta, la fibrillazione può suddividersi in tre tipologie. La fibrillazione atriale parossistica, ovvero temporanea, si presenta con una frequenza altissima, tende ad esaurirsi da sé nel giro di pochi giorni, e in genere non necessita di trattamenti specifici. La fibrillazione atriale permanente si presenta con una frequenza inferiore, ma dura molto più a lungo e viene talvolta trattata con farmaci antiaritmici. La fibrillazione atriale cronica è spesso la conseguenza ad altre patologie, che devono essere individuate e trattate preventivamente. Uno dei fattori più comuni a provocare la fibrillazione atriale è una cardiopatia responsabile di un’insufficienza cardiaca, di solito derivata da una malattia reumatica contratta nell’infanzia, da una stenosi mitralica congenita, ma anche da un’infarto miocardico, da un problema coronarico o dall’ipertensione.

Complicazioni e terapie

La complicazione più grave della fibrillazione atriale è l’ictus, provocato dalla formazione di coaguli nel sangue, conseguenti all’azione dell’aritmia nei confronti dei meccanismi circolatori. Dopo avere individuata l’eventuale causa della fibrillazione atriale, la terapia consiste prevalentemente nella somministrazione di antiaritmici, digitale, betabloccanti e anticoagulanti, nelle dosi indicate caso per caso. Talvolta, per riportare il cuore al ritmo regolare, viene eseguita una cardioversione elettrica o farmacologica, una sorta di “riavvio” del muscolo cardiaco, o un intervento di ablazione a radiofrequenza, che consiste nella “distruzione” di quell’area di miocardio responsabile della fibrillazione atriale. E’ bene ricordare che alla base della fibrillazione atriale spesso vi è una patologia da identificare e trattare correttamente, con il supporto di una terapia di mantenimento specifica per il controllo delle alterazioni del ritmo cardiaco.