Gruppi sanguigni: come si suddividono e quali sono le particolarità

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Il gruppo sanguigno viene determinato dagli antigeni, ovvero da quelle specifiche proteine che si trovano sulla superficie dei globuli rossi del sangue: esistono quattro gruppi sanguigni differenti, A, B, AB e 0, e ognuno di essi può essere negativo o positivo.

La comparsa delle proteine che identificano il gruppo sanguigno avviene alla nascita, resteranno poi invariate per tutta la vita. Dal gruppo sanguigno dipendono diverse caratteristiche fisiologiche, che possono riguardare anche l’alimentazione: ad esempio, i soggetti con gruppo sanguigno 0 mostrano una maggiore predisposizione a sviluppare problemi di intolleranza al glutine.

Alcuni gruppi sanguigni sono particolarmente rari, e possono creare problemi, specialmente nel caso vi fosse necessità di effettuare una trasfusione. La compatibilità tra i gruppi sanguigni è causata dalla presenza di anticorpi detti agglutinine, che il sangue sviluppa quando si trova a contatto con antigeni che non riesce a riconoscere. La scoperta dei gruppi sanguigni risale all’inizio del novecento, ad opera del premio Nobel Karl Landsteiner.

Quali sono i gruppi sanguigni rari

I gruppi sanguigni più rari sono costituiti da un Rh negativo, tra i quali il più raro in assoluto è il gruppo 0 Rh negativo. La distribuzione dei gruppi sanguigni nel mondo non è uniforme, ma varia in relazione alla zona, non solo a livello continentale ma anche in un territorio più limitato: ad esempio, nella stessa Italia, esistono differenze sostanziali da una regione all’altra.

Nel territorio italiano il gruppo 0 positivo è uno tra i più diffusi, seguito dal gruppo A positivo, mentre gli altri sono piuttosto rari, specialmente per quanto riguarda il gruppo AB negativo, la cui diffusione è inferiore all’1%. Il sangue del gruppo 0 negativo può essere donato a soggetti con qualsiasi altro gruppo sanguigno ma, al contrario, i soggetti appartenenti a questo gruppo possono ricevere solo il sangue identico al proprio. Il gruppo sanguigno AB è privo di agglutinine, può quindi ricevere sangue da qualsiasi altro soggetto, mentre il gruppo 0 è donatore universale in quanto è dotato di agglutinine in percentuale minima, tanto che la loro azione risulta irrilevante.

Il gruppo sanguigno 0 Rh positivo

Il gruppo sanguigno 0 Rh positivo, al contrario dello 0 negativo, non è affatto raro: dalle ricerche effettuate pare che la sua diffusione sul territorio italiano sia intorno al 40%, più o meno equivalente al gruppo A.

Tra i diversi gruppi sanguigni, è quello che comporta maggiori problemi di carattere alimentare, in quanto alcune patologie hanno mostrato una chiara correlazione con questo gruppo, condizionando in maniera anche notevole la dieta e il fabbisogno nutrizionale: non è raro che chi soffra di intolleranza al glutine, o comunque difficoltà nella digestione di questo alimento, abbia come gruppo sanguigno proprio lo 0 Rh positivo.

Questo gruppo sanguigno, essendo praticamente privo di antigeni, permette di donare il sangue a qualsiasi altro gruppo, ad esclusione dello 0 Rh negativo, mentre può ricevere solo da un donatore a sua volta 0 Rh positivo.

Il gruppo sanguigno 0 Rh negativo

Tra tutti i gruppi sanguigni, lo 0 Rh negativo è davvero particolare: innanzitutto è rarissimo, inoltre non è chiaro come sia avvenuta la sua comparsa tra il genere umano, considerando che questo sangue è negativo al test Rhesus. I pochi appartenenti a questo gruppo sembrano infatti distaccarsi un po’ in tutto dalla normalità, mostrano spesso un quoziente intellettivo superiore alla norma e una grande passione per la scienza e lo studio.

Il fattore Rh

La scoperta del fattore Rh risale agli anni quaranta, successivamente, quindi, a quella dei gruppi sanguigni: si tratta di un antigene del quale è importantissimo tenere conto nel momento in cui si deve effettuare una trasfusione.

In genere, quando durante una trasfusione un soggetto con Rh negativo riceve sangue da un donatore con Rh positivo, sviluppa gli anticorpi Rh positivo, che creeranno problemi nel caso di una successiva trasfusione effettuata sempre con Rh opposto. Infatti, la trasfusione con Rh differente è una procedura che viene praticata solo in casi di estrema urgenza, ma che è comunque sconsigliata.

L’incompatibilità può verificarsi anche a livello di coppia: tra una donna Rh negativo e un uomo Rh positivo esiste una forte probabilità di generare un figlio Rh positivo, il cui sangue è quindi incompatibile con quello della madre, la quale svilupperà i relativi anticorpi: un fenomeno che, se inizialmente non produce alcun effetto, si ripercuoterà nel caso di un secondo figlio con Rh positivo, il cui sangue verrà aggredito dagli anticorpi della madre, provocando seri danni a carico del sistema nervoso.

Attualmente, la medicina ha a disposizione test attendibili e precisi, per scoprire in anticipo questa eventualità e, dopo il primo parto, somministrare alla mamma farmaci specifici per contrastare l’azione degli anticorpi anti Rh.

L’influenza del gruppo sanguigno

Oltre alle varie teorie che legano i diversi gruppi sanguigni ad aspetti della personalità, è comunque importante tenere presente la loro influenza nei confronti della salute: ad esempio, i soggetti con sangue di gruppo 0 hanno maggiori probabilità di sviluppare problemi della coagulazione, con la relativa formazioni di trombi ed embolie: non si tratta di dati certi, ma è comunque un parametro da valutare.


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