Ovaio policistico: cause, sintomi, conseguenze e cura definitiva

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La sindrome dell’ovaio policistico, chiamata anche sindrome di Stein-Leventhal, è uno dei disturbi più diffusi tra quelli che comportano dei disordini a livello ormonale nelle donne ed è anche tra le cause più comuni di infertilità femminile. Per effettuare la diagnosi di questa patologia devono essere presi in considerazione diversi fattori concomitanti ma in tutti i casi la presenza di cisti nelle ovaie è una delle manifestazioni più chiare e sempre presente di questa sindrome. Come vedremo tra poco, l’ovaio policistico determina nella maggior parte dei casi degli squilibri nel ciclo mestruale ed è quasi sempre per questo motivo che viene diagnosticata la patologia. I sintomi però possono essere variabili da paziente a paziente, quindi non sempre è facile riconoscere questa sindrome.

Fortunatamente, ad oggi esistono diverse terapie per il trattamento di questa patologia, che se trascurata potrebbe avere conseguenze anche piuttosto spiacevoli. La sindrome dell’ovaio policistico determina una sorta di circolo vizioso: le cisti continuano ad essere prodotte e tendono ad aumentare di dimensioni, provocando in molti casi infertilità e altri problemi. Esiste però una cura definitiva che permette di limitare al minimo i danni e tornare ad una situazione di normalità.

Sindrome dell’ovaio policistico: cause e fattori di rischio

Le cause di questo disturbo non sono ancora del tutto note: gli studiosi sono concordi nel sostenere che entrano in gioco fattori legati alla predisposizione genetica e all’obesità ma quello che si sa per certo è che i sintomi tipici della sindrome sono scatenati da squilibri ormonali. Nelle pazienti affette da questa patologia infatti si misura una produzione superiore al normale di androgeni (i cosiddetti ormoni maschili). Può accadere inoltre che gli estrogeni invece risultino inferiori e questo determina la serie di sintomi collegati alla sindrome. Probabilmente, tra le cause di questo disturbo ritroviamo alcuni disordini metabolici: le pazienti obese hanno maggiori probabilità di soffrire di questa patologia.

Sintomi e diagnosi dell’ovaio policistico

La diagnosi di questa sindrome viene effettuata prendendo in considerazione la sintomatologia più evidente. Si può parlare di ovaio policistico quando sono presenti almeno due delle condizioni seguenti:

  1. Alterazioni  del ciclo mestruale (oligomenorrea), assenza di mestruazioni (amenorrea) dovuta ad anovulazione;
  2. Presenza di cisti ovariche;
  3. Iperandrogenismo, ossia produzione superiore alla norma di androgeni.

Se vengono riscontrate almeno due delle condizioni appena citate, la diagnosi si può dire certa e si parla quindi di sindrome dell’ovaio policistico.

Oltre ai sintomi più tipici, esistono altre manifestazioni e campanelli d’allarme che possono accompagnarsi a questo disturbo. Tra gli altri sintomi più comuni di questa patologia troviamo i seguenti:

  • Infertilità;
  • Dolore nella zona pelvica;
  • Capelli e pelle particolarmente grassi;
  • Obesità e aumento di peso;
  • Acne tardiva, grave e persistente;
  • Eccessiva crescita di peli (irsutismo).

Pericoli e possibili conseguenze

La sindrome dell’ovaio policistico non deve essere trascurata, anche perchè può comportare una serie di conseguenze non di poco conto. Le pazienti che risultano affette da questo disturbo infatti rischiano di andare incontro ad altre patologie che dipendono proprio da questo problema e dagli squilibri a livello ormonale.

Tra le patologie ed i disturbi che possono presentarsi come diretta conseguenza della sindrome troviamo i seguenti:

  • Insulino resistenza e diabete di tipo 2;
  • Sindrome metabolica;
  • Problemi cardiovascolari;
  • Obesità;
  • Alopecia;
  • Disturbi dell’umore;
  • sindrome delle apnee ostruttive nel sonno.

Ovaio policistico e gravidanza

Ovaio-policisticoCome abbiamo già accennato, la sindrome dell’ovaio policistico è una delle principali cause di sterilità o infertilità femminile. Questo però non significa che se una donna soffre di questa disturbo è destinata a non avere figli! In moltissimi casi l’infertilità subentra solamente in un secondo momento o si tratta di un processo reversibile, quindi non vale la pena abbattersi.

Spesso e volentieri, è sufficiente regolare l’alimentazione e sottoporsi ad una dieta specifica per ripristinare le normali funzioni delle ovaie e quindi l’ovulazione.

In altri casi invece potrebbe essere necessaria la somministrazione di alcuni farmaci, che si dimostrano molto efficaci. Sono diverse le terapie che potrebbero essere prescritte dal medico se la paziente desidera una gravidanza e tra i medicinali più utilizzati in tal senso ricordiamo l’inositolo, il Clomid, la metformina e le gonadotropine. Queste ultime vengono generalmente utilizzate per trattare l’infertilità qualora la donna non risponde ai trattamenti con gli altri farmaci.

Non bisogna quindi disperare: anche le donne con ovaio policistico possono rimanere incinte. Purtroppo bisogna però essere sempre consapevoli che le pazienti affette da questa sindrome potrebbero avere complicazioni durante la gravidanza e devono quindi prestare una maggior attenzione.

Ovaio policistico: esiste una cura definitiva?

Putroppo ad oggi non esiste una cura definitiva per il trattamento della sindrome dell’ovaio policistico. Tuttavia, migliorando lo stile di vita è già possibile raggiungere dei risultati e far fronte ai sintomi più comuni.

La terapia più impiegata, ma solo nelle donne che non desiderano una gravidanza, è quella del contraccettivo orale: la pillola viene prescritta per mantenere in equilibrio i livelli di estrogeni e androgeni.

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