Rifacol contro le infezioni intestinali

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Rifacol è un antibiotico specifico utilizzato comunemente per il trattamento delle infezioni intestinali di carattere batterico causate dallo sviluppo di batteri gram positivi e gram negativi, quali possono essere le affezioni diarroiche acute, tra cui le forme di diarrea estiva e del viaggiatore.

L’antibiotico agisce anche come prevenzione pre e post operatoria contro le infezioni, e comporta un riequilibrio della flora microbica intestinale anche nel caso di colon irritabile e altre forme infiammatorie acute. La rifaximina, il principio attivo di Rifacol, è inoltre di comprovata utilità anche come coadiuvante per il trattamento delle iperammoniemie.

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Azione della rifaximina nel trattamento delle infezioni intestinali

La rifaximina è un antibiotico derivato dalla rifamicina, la sua particolare azione, che comporta l’inibizione della RNA polimerasi batterica, e le sue caratteristiche lo rendono adatto per il trattamento specifico delle affezioni intestinali causate dall’alterazione della flora batterica naturale. Il principio attivo di Rifacol viene assorbito solo in minima parte dalle pareti gastrointestinali, e riesce a diffondersi per tutto l’intestino in forti concentrazioni, tanto da riuscire a svolgere una potente azione antibatterica.

Terapia sintomatica della sindrome da colon irritabile e della diarrea del viaggiatore

La sindrome da colon irritabile si accompagna spesso ad una proliferazione anomala della flora batterica: in queste situazioni, il trattamento con rifaximina per almeno due settimane si rivela utile nel ridurre il gonfiore addominale e gli altri sintomi tipici di questa patologia. La diarrea del viaggiatore è causata da un’infezione batterica piuttosto grave, che provoca attacchi di diarrea acuta, associata talvolta ad altri sintomi, come nausea, dolori addominali e febbre. Una profilassi preventiva a base di rifaximina per almeno due settimane si rivela efficace nel ridurre il rischio di contrarre l’infezione, senza incorrere in effetti collaterali particolarmente fastidiosi.

Terapia sintomatica dell’encefalopatia epatica

L’encefalopatia epatica è una patologia seria in cui le funzioni cerebrali sono compromesse dalla presenza di iperammoniemia, i cui pazienti possono trarre beneficio, sia a livello preventivo che terapeutico, con i farmaci che provocano la riduzione dei metaboliti ammonici prodotti dall’intestino. L’azione della rifaximina sulla flora batterica intestinale potrebbe rivelarsi efficace in tale contesto, ed evitare un peggioramento del quadro clinico.

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Dosi e metodi di somministrazione

Le dosi consigliate di Rifacol sono relative al trattamento che si rende necessario: come terapia antidiarroica è sufficiente una compressa da 200 mg ogni sei ore, per le profilassi pre e post operatorie sono indicate due comprese ogni 12 ore, per il trattamento dell’iperammoniemia la posologia è solitamente di 2 compresse ogni 8 ore. Si tratta ovviamente di dosaggi indicativi, che possono essere modificati in relazione all’età e alle condizioni del paziente.

Per stabilire con precisione la dose di rifaximina utile a contrastare le diverse patologie, è necessario consultarsi con il medico, che provvederà ad effettuare un’attenta analisi delle condizioni del paziente. La terapia, in genere, dovrebbe protrarsi per almeno una settimana. Il farmaco è disponibile in compresse rivestite con film, da deglutire intere, e in granulato per la preparazione della sospensione orale: anche in questo caso, sarà il medico, in base all’età e alle necessità di ogni paziente, a stabilire quale sia la modalità di somministrazione più adatta.

Avvertenze e controindicazioni

Le terapie con farmaci a base di rifaximina molto prolungate potrebbero sviluppare un meccanismo di resistenza in alcuni ceppi batterici, con la conseguente necessità di avvalersi di un altro farmaco idoneo. Il saccarosio contenuto nel granulato per sospensione orale può causare problemi ai pazienti affetti da intolleranza al fruttosio e malassorbimento di glucosio e galattosio.

Non è raro che il farmaco provochi vertigini e giramenti di testa: un elemento di cui tenere conto soprattutto per chi deve mettersi alla guida o lavorare utilizzando macchine e strumenti pericolosi. Nei pazienti con lesioni intestinali, la rifaximina potrebbe provocare una colorazione rossastra delle urine, dovuta ad un assorbimento più rapido e ad un aumento dell’escrezione renale del farmaco.

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Interazioni, gravidanza e allattamento

Il meccanismo di assorbimento della rifaximina rende molto rari, e comunque non degni di nota, i fenomeni di interazione con altri farmaci. Fino ad oggi non è possibile affermare con certezza se la rifaximina possa oltrepassare la barriera della placenta e interferire nella gravidanza, o arrivare a contaminare il latte materno: per questo, è preferibile evitarne l’utilizzo almeno durante i primi mesi della gestazione e, nel corso del trattamento, si consiglia di sospendere l’allattamento al seno. In ogni caso, se dovesse rendersi necessario ricorrere ad un antibatterico intestinale, si consiglia di rivolgersi al medico.

Effetti collaterali

Generalmente, la rifaximina è ben tollerata, e non provoca effetti collaterali importanti e significativi. Alcune reazioni relativamente diffuse possono essere vertigini e mal di testa, stipsi, nausea, dolori addominali e diarrea, eruzioni cutanee e orticaria. Nel caso si manifestassero questi o altri sintomi, è opportuno avvisare immediatamente il medico, che provvederà, se necessario, a interrompere la terapia e ad utilizzare un altro farmaco.


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