Spasmofilia: le cause della stanchezza cronica con spasmi

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Spasmofilia

Di spasmofilia, meglio conosciuta come stanchezza con spasmi, ne soffrirebbe almeno un italiano su 5, spesso senza saperlo. Si tratta, infatti, di una condizione patologica difficile da diagnosticare per la grande varietà di sintomi, diversi da un paziente all’altro, con cui tende a manifestarsi.

Una costante, però, caratterizza lo stato di chi soffre di spasmofilia: un senso generalizzato di stanchezza, spesso immotivato e che comincia già dal mattino o dal risveglio. Secondo alcune ipotesi, del resto, si tratterebbe di una disfunzione legata a un’anomala conformazione delle cellule del paziente spasmofilo: dalla membrana più spessa e meno permeabile, impedirebbero la normale assimilazione delle sostanze nutritive, generando quindi uno stato di costante carenza e compromettendo la normale funzionalità.

Sintomi della spasmofilia: come riconoscerla

Non a caso, tra i primi e più evidenti sintomi di spasmofilia ci sono stanchezza cronica, anche mattutina, astenia, nervosismo, irritabilità, difficoltà a dormire, dolore toracico, senso d’oppressione e difficoltà a respirare, mal di testa, tremori e crampi, spasmi a carico soprattutto di intestino e stomaco, vertigini. Ogni paziente, però, può manifestare sintomi diversi e di diversa intensità, tutti legati alla condizione di ipereccitabilità nervosa e muscolare.

Spasmofilia: cause e fattori di rischio

Non si conoscono ancora, con certezza, le cause della spasmofilia. La casistica sembra dimostrare, però, una più alta probabilità di manifestarne i sintomi in casi di forte stress emotivo o nei cambi di stagione, per esempio, mentre nelle donne è stato rilevata un’acutizzazione dei sintomi in fase premestruale o mestruale. Tutto ciò fa pensare, di fatto, a una condizione polimorfa, ricollegata a più e diversi fattori. Tra le condizioni che potrebbero favorire la comparsa della spasmofilia ci sarebbero le seguenti:

  • disturbi dell’umore, spesso collegati a disforia e rallentamento psicomotorio;
  • problemi ormonali, tanto che si tratti di problemi alla tiroide, quanto che siano coinvolte le ovaie o le ghiandole surrenali;
  • malattie dell’apparato digerente di diversa entità, compresa la sindrome del colon irritabile;
  • stress, disturbi di tipo ansioso o depressione;
  • una dieta squilibrata e, in particolare, la mancanza di sali minerali come calcio, magnesio e potassio o di vitamine specie se del gruppo D;
  • l’intolleranza al glutine o la celiachia;
  • il consumo eccessivo di alcol.

Alcune condizioni, poi, sembrerebbero aggravare lo stato del paziente. Dopo un attacco di panico, per esempio, l’iperventilazione e l’alterazione del ciclo calcio-magnesio potrebbero causare crisi acute di spasmofilia. Lo stesso potrebbe avvenire nei pazienti che soffrono già di fibromialgia, una patologia per certi versi molto simile. Nella sua fase acuta, comunque, la spasmofilia ha i tratti della  tetania ed è caratterizzata da spasmi anche molto acuti, dolore, tremori e contrazioni dei muscoli scheletrici.

Diagnosi e trattamenti

Né la diagnosi, né il trattamento della spasmofila, per finire, sono semplici. Spesso, infatti, è difficile ricondurre la varietà di sintomi in un quadro unico. E, allo stesso modo, nella maggior parte dei casi ci si limita a curarne le singole manifestazioni, piuttosto che pensare a una soluzione olistica per la malattia. Soluzione che, del resto, richiederebbe di agire sulle cause, a partire per esempio dal risolvere gli squilibri ormonali, ridurre le condizioni di stress o colmare le carenze nutrizionali.

In sostanza dunque non esistono cure definitive per la spasmofilia: parliamo d’altronde di un disturbo che non è nemmeno riconosciuto come vera e propria malattia. L’unico modo che abbiamo per superare questa condizione è cercare di agire sulla sintomatologia alleviando quelle che sono le manifestazioni tipiche della spasmofilia.

Le tecniche di rilassamento: un valido aiuto

Un validissimo aiuto ai pazienti spasmofiliaci è fornito dalle tecniche di rilassamento, che sebbene potrebbero sembrare poco efficaci si rivelano in molti casi addirittura risolutive. Questo disturbo, come abbiamo visto, è legato in modo molto stretto alle problematiche della psiche, al punto che si parla spesso di una condizione psicosomatica più che di una malattia. Agendo dunque sull’origine della spasmofilia, che spesso è legata a fenomeni di depressione, ansia, attacchi di panico, stress accentuato e via dicendo, è possibile risolvere in modo definitivo questo problema.

Spasmofilia e glutine: quando la dieta può aiutare

In alcuni casi, come abbiamo accennato, questo disturbo è legato ad un’intolleranza al glutine e negli ultimi tempi sono sempre più i pazienti che hanno scoperto essere questa la causa del loro malessere. L’intestino viene spesso definito il secondo cervello: quando c’è un problema a livello intestinale, questo può arrivare ad influire su moltissime sfere della vita e comprometterne la qualità.

Nel caso dell’intolleranza al glutine, i pazienti che scoprono di essere celiaci e che soffrono di spasmofilia andranno incontro ad un progressivo miglioramento perchè dovranno sottoporsi ad una dieta priva di glutine. Questo conduce non solo al benessere fisico a livello intestinale ma anche alla scomparsa di tutti i sintomi tipici della spasmofilia, che appunto in questi casi è dovuta proprio ad un alimento nocivo per la salute e per il benessere dell’intestino.

Per curare questo disturbo, quindi, la prima cosa da fare è cercare di risalire alle cause che l’hanno generato.

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