Talofen, per il trattamento dei disturbi psicotici

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Talofen è un farmaco comunemente prescritto per il trattamento di disturbi di origine psicotica e neurologica, sia di lieve che di grave entità, dalla schizofrenia, alla paranoia, alle sindromi psicomotorie, all’aggressività causata da disagi neurologici e mentali, e così via. Può essere inoltre di aiuto nel trattamento dei disturbi di ansia e degli attacchi di panico, quando sono molto intensi e i normali farmaci ansiolitici non hanno effetto, oppure nelle forme di depressione accompagnate da intensa agitazione, allucinazioni e delirio.

Che cos’è

Il principio attivo di Talofen è la promazina, si tratta di un farmaco ad azione molto rapida, e per tale ragione viene usato quando è necessario riportare un soggetto ad uno stato di calma e tranquillità nel giro di poche decine di minuti dopo la somministrazione.

Per tale ragione si rivela spesso utile anche in problemi e patologie di tuttaltra origine, come gli attacchi di singhiozzo e di vomito molto forti e prolungati, e come coadiuvante nella terapia del dolore. Proprio per queste sue caratteristiche, è comunque un farmaco che deve essere utilizzato con parsimonia ed estrema attenzione, attenendosi rigorosamente alle dosi prescritte e seguendo le indicazioni del medico in caso di gravidanza, allattamento e assunzione di altri farmaci. Considerando gli effetti secondari, le numerose precauzioni, controindicazioni e avvertenze, l’assunzione di Talofen deve sempre essere effettuata in base alle disposizioni di un medico.

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Dosi di Talofen e modalità di somministrazione

Il farmaco viene somministrato per via orale, sotto forma di gocce, con poca acqua e zucchero, e per via intramuscolare, mentre è opportuno evitare l’iniezione endovenosa. Prima di scegliere la modalità, è comunque bene consultare il medico di fiducia. Anche le dosi devono essere stabilite dal medico, iniziando con un minimo di 50 mg da iniettare per via intramuscolare, piuttosto in profondità. Dopo avere effettuato l’iniezione, è necessario che il paziente sia tenuto sotto osservazione per circa mezz’ora, il tempo utile perché il farmaco agisca: nel caso in cui la dose iniettata non fosse sufficiente, è possibile ripetere il trattamento fino ad un massimo di 300 mg di Talofen iniettato nelle 24 ore.

Precauzioni per la gravidanza e l’allattamento

Per quanto non vi siano ancora dati specifici sugli effetti di Talofen sullo sviluppo del feto, il farmaco è sconsigliato durante la gravidanza, e in particolare nei primi mesi, a meno che non sussistano condizioni di estrema necessità, e comunque sempre sotto il controllo del medico. Anche durante l’allattamento non dovrebbe essere utilizzato, poiché non è accertato, e quindi non escluso, che la promazina possa trasmettersi al bimbo tramite il latte materno.

Avvertenze e controindicazioni

Come tutti i farmaci ad azione antipsicotica, anche Talofen deve essere somministrato con estrema attenzione, in quanto potrebbe causare la sindrome neurolettica maligna (SNM), costituita da una serie di sintomi e disturbi piuttosto gravi: dalla rigidità dei muscoli, alle alterazioni dello stato di coscienza, fino al coma, che può culminare in un esito letale. Nel caso di sospetto di SNM è necessario sospendere immediatamente la cura, e introdurre una terapia intensiva specifica per il trattamento dei sintomi, soprattutto per evitare gli effetti devastanti dell’ipertermia e della disidratazione.

La ripresa della terapia con Talofen, o altro antipsicotico, deve essere effettuata solo con monitoraggio da parte di personale medico specializzato, e preferibilmente per via intramuscolare o tramite fleboclisi. L’iniezione endovenosa resta sempre sconsigliata poiché la promazina immessa in arteria potrebbe causare, in dosi troppo elevate, tromboflebiti e spasmi.

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Talofen deve essere utilizzato con estrema precauzione nel caso di pazienti anziani e nel soggetti affetti da patologie cardiocircolatorie, polmonari e renali, oltre a particolari problemi dell’apparato digerente e urinario, poiché la soluzione, sia in gocce che in fiale, contiene sodio solfito e potassio metabisolfito, entrambe sostanze che potrebbero causare fenomeni di sensibilità, soprattutto attacchi di asma anche di gravità rilevante.

E’ controindicato per chi soffre di ipotensione, in quanto provoca a sua volta l’abbassamento della pressione, e potrebbe alterare i valori ematici, rendendo difficile la diagnosi di altre patologie, dai disturbi dell’apparato digerente ad alcuni tipi di tumore che coinvolgono il sistema nervoso centrale. Nel caso di pazienti donne affette da cancro alla mammella, Talofen deve essere utilizzato con la massima attenzione.

Precauzioni nell’utilizzo di altri farmaci e nel lungo termine

Il prodotto deve essere utilizzato con estrema cautela quando associato ad altri prodotti, e in particolare ai farmaci con azione antiblastica, che potrebbero causare nausea e vomito. Se il trattamento con Talofen diviene molto lungo, è facile che sopravvenga un aumento del plasma nella prolattina, con ripercussioni sull’intero organismo, oltre a problemi a carico del sistema nervoso centrale, del midollo osseo, del fegato, degli occhi e dell’apparato cardiocircolatorio.

Considerazioni

Considerando i gravi effetti collaterali, le numerose controindicazioni e i rischi che questo farmaco comporta, è necessario consultare sempre il proprio medico di fiducia, sia per avere maggiori informazioni sulle caratteristiche e le particolarità di Talofen, sia per le indicazioni sul dosaggio e sulle modalità di somministrazione, così come per gestire eventuali problemi avvenuti durante la terapia.