Fistola anale: cause, sintomi, cure ed intervento chirurgico

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La fistola anale è un piccolo tunnel infetto che viene a formarsi tra l’ano e la cute circostante e che difficilmente si riesce a trattare con farmaci o cure naturali. La presenza di una fistola anale richiede necessariamente l’intervento chirurgico ed un suo trattamento immediato è importante perchè questo disturbo potrebbe evolversi in maniera maligna degenerando anche in un tumore. Le fistole anali colpiscono generalmente gli uomini di età compresa tra i 40 ed i 30 anni, ma questo non esclude certo che anche le donne possano soffrire di questo problema. Si tratta di lesioni molto fastidiose, che però inizialmente potrebbero anche passare inosservate e non provocare alcun disturbo.

Riconoscere una fistola anale è importantissimo, perchè prima la si cura e meno saranno i rischi di eventuali complicanze anche gravi.

Fistola anale: cause e fattori di rischio

La fistola anale è la diretta conseguenza di un ascesso anale, ossia di un’infezione delle ghiandole che si trovano nell’ano. Il materiale purulento che si forma durante l’ascesso cerca di trovare una via di fuga nella zona circostante. Si viene quindi a formare una sorta di cunicolo, che prende il nome di fistola anale e che provoca sintomi decisamente dolorosi. Le fistole anali possono interessare tutti quanti, ma tra i soggetti a paggior rischio troviamo gli uomini di età compresa tra i 30 ed i 40 anni. Alle donne questo problema si presenta molto meno spesso, ma ciò non significa che ne siano immuni.

Le cause delle fistole anali sono le stesse degli ascessi anali da cui come abbiamo visto hanno origine e possono essere le seguenti:

  • Malattie sessualmente trasmissibili come la sifilide o la clamidia;
  • Tumore al retto;
  • HIV o altre patologie che indeboliscono il sistema immunitario;
  • Intervento chirurgico all’intestino (in questo caso si tratta di una complicanza);
  • Presenza di ulcere anali;
  • Infiammazioni dell’intestino (Morbo di Crohn, diverticolite, ecc.);
  • Tubercolosi.

Sintomi: come riconoscere una fistola anale

La fistola anale può inizialmente non presentare alcun sintomo evidente, ma con il passare del tempo si riesce a percepire perchè provoca dei sintomi molto dolorosi e fastidiosi. Il problema è che diversi pazienti non sono in grado di distinguere i disturbi tipici provocati da una fistola con quelli ad esempio delle emorroidi o delle ragadi. Tutti questi disturbi interessano l’ano e la sintomatologia può spesso essere molto simile. La stessa diagnosi può essere complicata, tanto da richiedere una strumentazione specifica.

I sintomi tipici della fistola anale sono i seguenti:

  • Prurito, gonfiore e fastidio nella zona dell’ano, che aumenta durante la defecazione;
  • Piccole ma frequenti perdite di feci, muco oppure pus;
  • Dolore nella zona anale, con conseguente difficoltà ad effettuare determinati movimenti o addirittura a rimanere in posizione seduta;
  • Perdita di sangue insieme alla feci;
  • Febbre, non necessariamente alta.

Fistola anale o emorroidi?

Le fistole anali spesso provocano sintomi simili a quelli delle emorroidi, ma riconoscere e distinguere questi due disturbi è piuttosto semplice. In caso di emorroidi infatti spesso si riescono proprio a vedere delle escrescenze mentre la fistola anale può essere osservata solamente con una strumentazione specifica. Il proctologo in tutti i casi riesce a riconsocere immediatamente le emorroidi, mentre nel caso della fistola anale dovrà indagare più a fondo.

Cure e trattamenti in caso di fistola anale

Come abbiamo già accennato brevemente, la fistola anale purtroppo non si riesce a curare in modo risolutivo. Possono essere prescritti dei farmaci (solitamente antibiotici) ma qualsiasi terapia non è sufficiente per prevenire eventuali recidive. L’unico modo per assicurare al paziente una guarigione completa è l’operazione chirurgica, che può essere effettuata impiegando diversi metodi a seconda delle caratteristiche e delle diramazioni della fistola.

Fistola anale e perianale: l’intervento chirurgico

Fistola-anale-setoneL’intervento chirurgico, sia che si tratti di una fistola anale che si una fistola perianale, è nella maggior parte dei casi l’unica soluzione definitiva per liberarsi di questo problema. Si tratta di un’operazione delicata, ma che ormai viene effettuata con una certa sicurezza da parte del personale specializzato quindi non ci si deve preoccupare in modo eccessivo.

Tra le varie metodologie, la più gettonata prevede l’utilizzo del setone ossia di un tubicino che viene inserito direttamente all’interno della fistola in modo da passare da un’estremità all’altra di essa. In questo modo, è possibile drenare continuamente il contenuto (pus) della fistola anale ed evitare tagli netti. Solitamente, il setone viene scelto perchè è il metodo chirurgico meno invasivo, più che altro per quanto riguarda le complicazioni. Le altre operazioni chirurgiche infatti rischiano di provocare incontinenza, mentre questa limita al minimo questi effetti secondari.

Naturalmente, deve essere il chirurgo a valutare il metodo che risulta più adeguato ma in linea di massima quando non ci sono particolari problemi viene scelto questo proprio per limitare al minimo le complicanze e gli effetti collaterali dell’intervento.

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