Isterectomia: come avviene, tempi di recupero, conseguenze e alternative

0
4668
Isterectomia

L’isterectomia è l’intervento chirurgico attraverso il quale viene asportato l’utero femminile, e in alcuni casi anche gli organi vicini ad esso come le ovaie. Si tratta di un’operazione invasiva, che comporta delle conseguenze spesso difficili da affrontare da parte della donna: dopo un intervento d’isterectomia è infatti impossibile riuscire a concepire un figlio. Purtroppo al giorno d’oggi possono essere diversi i motivi che spingono il medico ad optare per questa soluzione, ma prima di procedere ci si interroga sempre in merito ad eventuali alternative che potrebbero risolvere il problema in modo meno invasivo. 

L’isterectomia al giorno d’oggi può essere praticata con diverse tecniche: alcune più invasive di altre. Vediamo tutto quello che c’è da sapere su questo intervento e come affrontarlo nel migliore dei modi.

Isterectomia: le tecniche di intervento

LaparoscopiaQuesto intervento può essere effettuato con diverse tecniche, alcune delle quali permettono di abbreviare i tempi di guarigione e risultano anche meno pericolose. Il più classico degli interventi è l’isterectomia a cielo aperto, praticato ormai da pochissimi chirurghi: in questo caso si pratica un taglio sull’addome e rimane naturalmente una bella cicatrice.

In alternativa a questa tecnica tradizionale, oggi vengono preferite soluzioni meno invasive e la maggior parte dei chirurghi opta per questi interventi perchè più sicuri e meno problematici anche nel post-operatorio. Tra le tecniche più innovative troviamo la colpo-isterectomia: in questo caso l’utero viene sfilato dalla vagina, senza praticare incisioni da nessuna parte. Esiste poi la laparoscopia, che prevede delle incisioni minuscole e l’utilizzo di microstrumenti che lasciano dei segni praticamente invisibili. Rispetto a quella tradizionale, queste tecniche consentono un recupero post-operatorio più rapido e meno doloroso.

Isterectomia: quando deve essere fatta

L’isterectomia è un intervento sicuramente invasivo: anche se effettuata con le più moderne tecniche, rimane pur sempre un’operazione che cambia la vita e che può avere risvolti psicologici importanti. Come abbiamo detto infatti, dopo l’isterectomia non è più possibile avere figli e questo può compromettere la qualità della vita della donna. Bisogna poi ricordare che si tratta pur sempre di un intervento chirurgico, che quindi può essere pericoloso anche se ormai viene effettuato con una certa sicurezza.

Per tutte queste ragioni, l’isterectomia non viene effettuata a cuor leggero: prima di optare per un intervento di questo tipo si cercano tutte le possibili soluzioni e solamente quando è realmente necessario si procede con la rimozione dell’utero. L‘isterectomia quindi viene effettuata solo in caso di patologie molto serie o di tumore, quando altre terapie risulterebbero del tutto inutili.

L’isterectomia viene quindi effettuata nei seguenti casi:

Isterectomia parziale e gravidanza

L’isterectomia può essere parziale oppure totale: in quest’ultimo caso viene rimosso completamente tutto l’utero mentre in caso di intervento parziale si conserva la cervice uterina. In seguito ad un intervento di isterectomia parziale, quindi, potenzialmente sarebbe possibile rimanere incinta ma è bene non farsi troppe illusioni. Le donne che hanno subito un intervento di questo tipo infatti, seppur in età fertile, possono incontrare numerose difficoltà durante la gravidanza e andare incontro ad un aborto spontaneo. Tuttavia, è bene precisare che un’isterectomia parziale non compromette in toto la possibilità di concepire.

Isterectomia: tempi di recupero

I tempi di recupero dipendono dalla tecnica d’intervento utilizzata: se l’isterectomia viene effettuata mediante chirurgia addominale sono sicuramente più lunghi e si assestano intorno alle 6 settimane. In caso di laparoscopia o colpo-isterectomia invece la guarigione è più rapida: generalmente entro 4 settimane si può tornare alla vita di tutti i giorni.

In tutti i casi, dopo un intervento di questo tipo occorre avere pazienza: nei primi giorni si può provare dolore ma generalmente vengono prescritti degli antidolorifici appositamente per alleviare il fastidio. Potrebbero presentarsi perdite per qualche settimana e sul lungo termine non è raro che le donne che subiscono questo tipo di intervento inizino a soffrire di stitichezzaMa l’aspetto più importante è quello psicologico: dopo un intervento di rimozione dell’utero, specialmente se totale, la paziente potrebbe soffrire molto dal punto di vista emotivo. Potrebbero comparire alcuni segni di depressione ed è importante fornire un supporto psicologico per affrontare il primo periodo, spesso molto complicato da gestire.

Isterectomia: conseguenze dell’intervento

Isterectomia-conseguenzeCome abbiamo già detto, la conseguenza più importante di questo intervento è il fatto che la donna non può più rimanere incinta e quindi deve rinunciare ad un eventuale desiderio di maternità. Se vengono rimosse anche le ovaie si va incontro alla menopausa, mentre se queste vengono mantenute è possibile che i sintomi tipici dell’ovulazione continuino a manifestarsi di mese in mese. In caso di rimozione totale anche delle ovaie, il medico prescrive generalmente una terapia ormonale sostitutiva per far fronte ai sintomi tipici della menopausa, anche se non sempre è necessaria e deve essere valutata di caso in caso.

Alternative all’isterectomia

Le alternative possibili a questo intervento non sono moltissime ma in alcuni casi vale la pena fare altri tentativi prima di procedere con un’operazione così invasiva. I medici sanno perfettamente cosa comporti l’isterectomia e consigliano sempre, quando presenti, dei rimedi alternativi prima di procedere con questo intervento.

Ti potrebbe interessare anche…