Supracef, un antibiotico ideale per combattere numerose infezioni

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Supracef è un farmaco antibiotico ad ampio spettro appartenente alla classe delle cefalosporine, utile per combattere infezioni di diverso genere che possono interessare vari organi, dalle prime vie respiratorie fino all’apparato urinario.

Indicazioni terapeutiche

E’ indicato in tutte quelle infezioni causate da batteri sensibili alla cefixima, e in particolare nelle infezioni delle vie urinarie e dei reni, nelle bronchiti, polmoniti e infezioni delle basse vie respiratorie, nelle otiti e nelle infezioni dell’apparato otorinolaringoiatrico, nelle faringiti, tonsilliti e infezioni delle alte vie respiratorie.

Posologia e modalità di utilizzo

Le dosi indicate nel trattamento con Supracef corrispondono di solito a 400 mg per gli adulti da assumere una volta al giorno, equivalenti ad una compressa. Le compresse rivestite di Supracef devono essere deglutite intere, le compresse disperdibili possono essere disciolte in poca acqua o deglutite, secondo le preferenze: si tratta di una forma ideale soprattutto per i soggetti che hanno difficoltà nel deglutire.

Per i bambini di età superiore ai 6 mesi, la dose adatta è di 0,4 ml di sospensione per ogni kg di peso corporeo (tale quantità è equivalente a 8 mg per kg di peso). Le confezioni di Supracef granulare sono comprensive di misurino e siringa graduata, utili per poter determinare con esattezza il dosaggio, sia per i bambini che per i neonati.

Supracef

Controindicazioni

Supracef non deve essere utilizzato nei casi di ipersensibilità nei confronti del principio attivo o di uno qualsiasi degli eccipianti, e nei soggetti con allergia o ipersensibilità accertata nei confronti di penicillina e cefalosporina. Le compresse disperdibili contengono alcuni coloranti di origine azoica (E110) che possono provocare fenomeni di natura allergica.

Precauzioni di utilizzo

Come avviene per ogni altro tipo di antibiotico, Supracef deve essere utilizzato solo nei casi di infezioni di origine batterica, prestando le dovute attenzioni per i soggetti che hanno vissuto, anche in passato, episodi allergici nei confronti di cefalosporine, penicillina, antibiotici in genere e altri farmaci: in tutti questi casi è opportuno avvisare il medico.

Anche se abbastanza raramente, possono verificarsi allergie crociate tra i farmaci e, specialmente se somministrati per iniezione, non è escluso che si manifestino reazioni anafilattiche anche di seria entità: in situazioni simili è necessario sospendere immediatamente il trattamento. Per i soggetti con gravi problemi di insufficienza renale e sottoposti a trattamento di emodialisi o dialisi peritoneale è necessario ridurre le dosi di Supracef secondo quanto stabilito dal medico di fiducia.

Una volta iniziato il trattamento, come avviene per ogni altro antibiotico, la posologia deve rimanere invariata per almeno cinque giorni, al termine dei quali, in assenza di un miglioramento, il farmaco potrà essere considerato inefficace, con la conseguente necessità di ricorrere ad una terapia alternativa. Tutti gli antibiotici ad ampio spettro devono essere somministrati con cautela ai pazienti che soffrono, o che abbiano sofferto in passato, di colite e altri disturbi di origine gastrointestinale.

Supracef

Avvertenze

Prima di iniziare qualsiasi terapia antibiotica è necessario consultare il medico e attenersi alle sue indicazioni: l’utilizzo indiscriminato di questi farmaci potrebbe sviluppare una certa resistenza da parte dei batteri, generando microrganismi non sensibili e alterazioni alla flora batterica intestinale.

La cura deve partire solo dopo un’anamnesi accurata del paziente per scoprire eventuali fenomeni di ipersensibilità verso qualsiasi tipo di farmaco, inoltre nel caso di manifestazioni allergiche anche lievi, è necessario sospendere la cura immediatamente e consultare il medico. In alcuni casi durante il trattamento con Supracef si sono verificate reazioni di carattere cutaneo anche gravi, tra cui la sindrome di Steven-Johnson, la necrolisi epidermica tossica e diverse tipologie di eritema: in queste situazioni è necessario interrompere immediatamente il trattamento e predisporre le dovute cure risolutive e precauzionali.

Occasionalmente, il trattamento con il farmaco ha provocato un’alterazione, sia pure lieve e reversibile, dei valori ematici, della funzionalità del fegato e dei reni e della crasi del sangue. Supracef, e le cefalosporine in genere, possono provocare insufficienze renali acute e nefriti: qualora si verificasse questo problema è necessario interrompere il trattamento e stabilire una terapia idonea. Anche se molto raramente, l’assunzione di cefalosporine ha causato eventi di anemia emolitica grave, che non esclude un esito fatale, durante il trattamento con Supracef è inoltre opportuno evitare di assumere medicinali che riducano la motilità intestinale.

Gravidanza e allattamento

Prima di iniziare una terapia antibiotica, le donne in gravidanza devono chiedere consiglio al medico di fiducia. Supracef, come ogni altro antibiotico, deve essere somministrato solo se strettamente necessario e, e sotto controllo medico. Per quanto non esistano prove certe relative agli effetti tossici sull’embrione o sul feto, è preferibile evitare di utilizzare le cefalosporine durante i primi tre mesi di gravidanza, e comunque consigliarsi sempre con il proprio medico di fiducia.

Non vi sono informazioni sufficienti neanche sul passaggio del farmaco nel latte materno: per tale ragione è bene consultarsi con il medico, che deciderà eventualmente se interrompere l’allattamento al seno o avvalersi di un altro tipo di farmaco.


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